Ravenna: l’assicurazione è sotto inchiesta? Garantisce l’Azienda sanitaria

Ausl Ravenna

L’Ausl di Ravenna assicura: «Nessun problema con City Insurance indagata». E a livello regionale partirà il progetto autoassicurazione

Ci sarà anche l’Ausl di Ravenna tra quelle dell’Emilia Romagna che dal primo giorno di gennaio del 2013 saranno inserite nella sperimentazione di un nuovo sistema di copertura assicurativa orientato verso l’autoassicurazione. In buona sostanza per le aziende coinvolte si passerà dalla situazione attuale in cui viene sottoscritta una polizza per tutti gli indennizzi riconosciuti in caso di errori del personale a una situazione in cui invece le assicurazioni copriranno solo gli indennizzi superiori a un milione e mezzo di euro (sotto i 100mila euro sarà l’Ausl direttamente a pagare con le proprie risorse e nella fascia intermedia sarà invece la Regione). Sul progetto di autoassicurazione la Regione sta lavorando da tempo, sulla base delle statistiche degli indennizzi finora pagati e del loro ammontare.

Ma l’argomento diventa di concreta attualità a Ravenna, e più in generale in Romagna, ora che le notizie di cronaca dal Veneto hanno messo in allarme professionisti e cittadini: le Ausl di Ravenna, Cesena e Rimini hanno assegnato alla City Insurance, compagnia assicurativa con sede a Bucarest, la copertura assicurativa per responsabilità civile terzi (Rct) inclusiva del rischio sanitario, e la stessa City è al centro di un’inchiesta della procura di Venezia che indaga sui conti della società e sulle sue disponibilità economiche.

Saputa la notizia medici e pazienti hanno temuto di ritrovarsi allo scoperto da ogni tutela in caso di incidenti. L’Ausl ravennate ci ha messo una pezza con una nota della direzione generale: «Alla luce delle indagini in corso, la nostra azienda seguirà costantemente gli sviluppi e prenderà tutti i provvedimenti oggettivi e formali, conseguenti alle risultanze che ne scaturiranno. In questa fase transitoria si intende comunicare a tutti gli operatori che nel caso la compagnia assicurativa non fosse in grado di rispondere in garanzia, le conseguenze non saranno a carico dei cittadini danneggiati e dei professionisti coinvolti ma esclusivamente a carico dell’azienda che risponderà con le proprie risorse».

In realtà è bene precisare che le parole dell’Ausl non sarebbero state necessarie, il perché lo spiega il segretario della Fpl-Uil Paolo Palmarini: «Qualunque azienda di qualunque tipo che abbia una copertura assicurativa per la sua attività deve rispondere nell’eventualità che l’assicurazione non lo faccia per qualunque tipo di motivo». E le parole di Tiziano Carradori, direttore generale dell’Ausl a Ravenna, lo confermano: «Abbiamo solo ribadito una cosa implicita che sarebbe stata così in qualunque caso, a prescindere che l’assicurazione sia romena o di qualunque altro Paese e a prescindere che sia sotto inchiesta o meno».

Certo, la notizia dei guai giudiziari di City Insurance ha scatenato più di una perplessità attorno alla scelta di quella compagnia per la fornitura del servizio. Perplessità che Carradori sgombra dal tavolo: «C’è stata una gara di evidenza pubblica. Si sono presentate due compagnie. L’altra era la Am Trust Europe di Nottingham ma chiedeva un premio di 7 milioni di euro che era il doppio di quello richiesto dalla City e aveva una franchigia superiore a quella della City che è invece di 50mila euro». Per intenderci, se l’indennizzo è inferiore a 50mila euro è a carico dell’Ausl. Se superiore invece copre l’assicurazione.

Ora che i romeni sono sotto inchiesta sarebbe il caso di interrompere il contratto? «Anche volendo non potremmo e onestamente non ci sarebbero i motivi visto che finora tutto è andato bene con questo fornitore – spiega Carradori –. Un contratto si può rescindere se vengono disattese delle condizioni, cosa non accaduta finora». Il dirigente Ausl poi conclude esprimendo il suo parere favorevole verso l’ipotesi autoassicurazione: «I numeri dicono che si riuscirebbero a risparmiare cifre notevoli sul premio da corrispondere alle compagnie».

Concorda Palmarini: «Una polizza unica della Regione consentirebbe di abbattere i costi». Ma sia chiaro un concetto ai cittadini: «Se paga la Regione non significa che poi chiunque debba pensare di poter riscuotere cassa presentando denuncia per colpa medica. Ci saranno organi deputati al controllo».

Infine dal sindacalista un riferimento invece a un aspetto collegato: «Per la colpa grave, di cui deve rispondere il professionista, le Ausl non sono obbligate a fare polizze ma credo sarebbe un miglioramento per tutti se la Regione potesse fare da tramite per questo tipo di polizze in modo da ottenere un doppio risultato: garantire costi più contenuti e maggiore tranquillità ai suoi lavoratori».

Autore: Andrea Alberizia – Ravenna & Dintorni (Articolo originale)

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