RBM Assicurazione Salute: “Innovazione tecnologica per assicurare percorsi di cura sempre più personalizzati”

Salute - e-health - Dispositivi indossabili Imc

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Durante l’evento “Innovazione e welfare: salute e benessere nell’era digitale”, promosso da ANIA a Milano, Marco Vecchietti, AD della compagnia specializzata nell’assicurazione sanitaria ha spiegato come attraverso l’acquisizione di dati genomici e parametri vitali sia possibile conoscere anticipatamente la mappa dei rischi dell’assicurato attivando polizze sanitarie che investono le risorse su percorsi di cura mirati e a maggior valore aggiunto. Nel 2018 sono state 150 milioni le prestazioni sanitarie pagate di tasca propria dagli italiani (+55% sul 2017). Le più costose sono state quelle odontoiatriche (in media oltre 550 Euro per prestazione), le più numerose sono state invece le visite specialistiche (oltre 35 milioni)

L’evento Innovazione e welfare: salute e benessere nell’era digitale, promosso da ANIA a Milano, ha mostrato “come sia cambiato il concetto stesso di salute e come si sono evoluti sia i bisogni di cura che le compagnie assicurative per continuare a svolgere un ruolo primario per la tutela dei cittadini devono puntare sulla digitalizzazione innovando non solo i propri prodotti e le proprie soluzioni tecnologiche, ma la propria stessa mission in sanità”.

“Prima ci preoccupavamo di rimborsare le spese di un ricovero spesso derivante da una patologia grave, oggi finanziamo le cure dei nostri assicurati per rilevare anticipatamente, curare e/o prevenire la patologia che potrebbe dar luogo a quel ricovero”, ha affermato a questo proposito Marco Vecchietti, amministratore delegato di RBM Assicurazione Salute e membro del consiglio direttivo della Fondazione ANIA, nel suo intervento durante la tavola rotonda dedicata alle opportunità offerte dall’innovazione e alle ricadute sul settore assicurativo.

“Grazie alla sempre maggiore diffusione di patch (cerotti digitali) e wearables (indossabili) – ha proseguito Vecchietti – è possibile acquisire informazioni genomiche e parametri vitali per conoscere anticipatamente la mappa dei rischi dell’assicurato, attivando polizze sanitarie che investono le risorse su percorsi di cura mirati e a maggior valore aggiunto”.

Un passo indispensabile, secondo l’AD della compagnia specializzata nell’assicurazione sanitaria, “anche per consentire alle imprese Assicurative di poter svolgere efficacemente quella funzione sociale al centro della nuovo posizionamento del settore voluto dal Presidente ANIA Maria Bianca Farina e che ha ispirato la trasformazione della Fondazione ANIA per la Sicurezza Stradale nella attuale Fondazione ANIA”.

“La digitalizzazione in Sanità – ha evidenziato Vecchietti – può offrire una grande opportunità per la ricongiunzione dei percorsi di cura dei cittadini, favorendo una reale integrazione tra pubblico e privato, efficentando l’accesso alle cure ed ottimizzando le risorse in sanità fornendo un grande supporto anche alla sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale”. Un approccio che RBM rivendica nella sua componente innovativa e che nasce dall’analisi della sanità pubblica, privata e intermediata che la compagnia porta avanti da quasi un decennio con il contributo scientifico della Fondazione CENSIS.

L’anno scorso, ricordano inoltre da RBM, gli italiani hanno effettuato quasi 150 milioni di prestazioni sanitarie al di fuori del Servizio Sanitario Nazionale (+55% sul 2017) per una spesa complessiva pari a 39,7 miliardi di Euro. Un fenomeno che si alimenta ogni anno (+9,6% tra il 2013 e il 2017) attraverso il mancato assorbimento dei “nuovi” bisogni di cura dei cittadini da parte del Servizio Sanitario Nazionale e che nel 2018 ha coinvolto due cittadini su tre.

In questo contesto tra le cure pagate di tasca propria dai cittadini le più costose sono quelle odontoiatriche (in media oltre 550 Euro per prestazione), le più numerose sono le visite specialistiche (oltre 35 milioni) – con un costo medio di 200 Euro – e gli esami diagnostici, con un costo medio di 115 Euro.

Significativi anche i costi sostenuti direttamente dai cittadini nel campo dei farmaci, la seconda voce di spesa, che presentano un costo medio di 380 Euro e la più elevata diffusione (oltre sette cittadini su dieci). Costi medi al di sotto di 200 Euro per occhiali, protesi e presidi medici ma con una diffusione decisamente più contenuta (rispettivamente meno di due cittadini su dieci e meno di un cittadino su dieci).

Agli italiani già assicurati dalla sanità integrativa, hanno sottolineato ancora da RBM, è stato garantito nel 2018 in media un livello di rimborso delle cure pagate di tasca propria del 66,14%, con un incremento complessivo della quota di spesa sanitaria privata intermediata dal 13,8% del 2017 al 14,5%.

“Un dato – ha concluso Vecchietti – che se da un lato mostra l’indubbia efficacia della sanità integrativa per i cittadini che già dispongono di una polizza sanitaria o di un fondo sanitario integrativo, dall’altro sottolinea la necessità di supportare una sempre maggiore diffusione di questa opportunità a tutti i cittadini italiani, avvicinando così il nostro Paese alla media dei principali Paesi europei (Francia 95%, Germania 33%, Gran Bretagna 41%)”.

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