RBM Assicurazione Salute, tutelare la “Buona Salute” di tutti attraverso un secondo pilastro in Sanità

RBM Assicurazione Salute HiRes

RBM Assicurazione Salute HiResLa compagnia lancia il Manifesto per un secondo pilastro sanitario della Regione Veneto – aperto a chiunque, nessuno escluso – per garantire la sostenibilità e la qualità delle cure. Una road map strategica in sette punti per garantire al Servizio Sanitario Nazionale un recupero in termini di sostenibilità ed efficienza

Un Servizio Sanitario Nazionale “che scricchiola pesantemente e che secondo autorevoli previsioni e studi di sostenibilità economica potrebbe crollare nell’arco dei prossimi 10 anni sotto il peso dell’aumento della spesa sanitaria pubblica. Ben 44 manovre economiche per ridurre la spesa. Inutilmente: invecchiamento popolazione, aumento cronicità, farmaci innovativi e costo tecnologia sono fattori inarrestabili”. Quali le soluzioni: ridurre le prestazioni del SSN, co-partecipazione della spesa a carico dei cittadini. O meglio, risorse finanziarie aggiuntive?

Anche in Veneto, che annovera una dei Sistemi Sanitari Regionali migliori in Italia, la situazione non è molto differente da quella nazionale.

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Tempo di attesa in giorni per le prestazioni sanitarie con ticket nel pubblico, Veneto – Italia a confronto.
(Fonte: CENSIS – RBM Assicurazione Salute, 2015)

La spesa sanitaria pubblica regionale – segnala RBM Assicurazione Salute in una nota – è di circa 9 miliardi di Euro (l’8% della spesa sanitaria pubblica nazionale), mentre la spesa sanitaria pagata di tasca propria dai cittadini è pari a 3,5 miliardi (oltre il 10% di quella nazionale). Ogni cittadino veneto spende di tasca propria per le prestazioni sanitarie circa 700 Euro, quasi 130 in più della media nazionale che si attesta a quota 570 Euro. La regione ha inoltre il primato della barriera più alta d’Italia in termini di accesso alle cure sanitarie pubbliche, ovvero la spesa pro capite più alta in termini di compartecipazione alla spesa sanitaria tramite i ticket sui farmaci e sulle prestazioni sanitaria, “a dimostrazione del fatto che non può esistere una buona sanità senza finanziamenti adeguati”.

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Compartecipazione alla spesa Sanitaria: spesa pro-capite 2015
(Fonte: GIMBE, Rapporto sulla sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale 2016-2025)

E, sono circa 492.759 i cittadini veneti che hanno rinunciato alle cure, il 10%, su 4.927.596 cittadini complessivi.

“Serve un cambiamento di prospettiva per preservare in futuro la sostenibilità e la qualità delle cure del Sistema Sanitario Regionale”: è quanto propone Marco Vecchietti, consigliere delegato di RBM Assicurazione Salute, ospite del talk show Servizio Sanitario Nazionale: Quale futuro?, che si è svolto nella mattinata di sabato 12 novembre, presso Palazzo della Guardia in piazza Bra a Verona e condotto da Michele Mirabella, allo scopo di portare un contributo al dibattito in corso, attraverso il parere di autorevoli esperti del settore.

All’incontro hanno partecipato tra gli altri, il sindaco di Verona Flavio Tosi, Franco Balestrieri (direttore marketing e Comunicazione GVM Care & Research), Giuseppe Cicciù (CittadinanzAttiva Tribunale per i diritti del malato del Veneto), Claudio Hoelbling (presidente CEMS) e Mauro Mottura (Sales Manager Health & Benefits Willis Towers Watson Italia).

Proprio il sindaco Tosi ha confermato la necessità di cambiamento del sistema sanitario attuale: “Il futuro sanitario non è sostenibile così com’è, nonostante ogni anno si cerchi di aumentare il fondo di qualche miliardo, arriveremo al punto di rottura e per correre ai ripari domani dovremo sostenere un costo enorme, molto più di quello che si fatica a sostenere ora. Oggi il cittadino spende di tasca propria per curarsi o addirittura non si cura, e questo non va bene. Occorre un sistema di regole che metta in “competizione” il pubblico ed il privato, per cui il cittadino sia libero di scegliere dove rivolgersi, valutando il servizio a lui più conveniente”.

Su questa proposta di affiancamento pubblico e privato è intervenuto Vecchietti: “Occorre lavorare – ha spiegato il consigliere delegato di RBM Assicurazione Salute – alla costruzione di un secondo pilastro sanitario aperto su base regionale che integri i Livelli Essenziali di Assistenza del Sistema Sanitario Regionale garantendo una protezione aggiuntiva per tutti i cittadini senza distinzioni di attività lavorativa, reddito, condizione sociale (lavoratori dipendenti, autonomi, liberi professionisti, P.IVA, studenti, casalinghe…)”.

Il  secondo pilastro Sanitario, secondo la compagnia, “dovrà coprire l’intero campo della spesa sanitaria privata quindi pagata direttamente “di tasca propria” dai cittadini per la quota servizi (con particolare attenzione a odontoiatria, prestazioni socio sanitarie e socio assistenziali) e finanziare protocolli di prevenzione contro le malattie croniche non trasmissibili”.

“Per raggiungere questo obiettivo – ha proseguito Vecchietti – sarebbe importante un intervento normativo della Regione Veneto (che su questa materia ha potestà legislativa) e regole omogenee, a livello nazionale, per tutte le forme sanitarie integrative (Fondi sanitari, Compagnie di assicurazione, Casse di assistenza e Società di Mutuo Soccorso) incaricate di attuare per la buona salute di tutti un secondo pilastro in sanità. In particolare, tutte le forme sanitarie integrative dovrebbero garantire: l’assenza di selezione del rischio, l’estensione delle coperture al nucleo familiare, la copertura sanitaria anche dopo il pensionamento e un’adeguata solvibilità finanziaria”.

Per RBM Assicurazione Salute, a fronte di questo impegno nei confronti dei cittadini lo Stato dovrebbe impegnarsi a garantire, “senza ulteriori indugi”, la piena deducibilità dei contributi versati a tutte le forme sanitarie integrative. È poi essenziale la costituzione di un’Autorità di Vigilanza unica in grado di garantire applicazione delle regole.

L’avvio, “dopo oltre 20 anni di indugi e contraddizioni su questa materia”, di un secondo pilastro sanitario aperto a tutti i cittadini rappresenterebbe, seclondo la compagnia, “un importantissima garanzia anche per la sostenibilità futura del Servizio Sanitario Nazionale”. La proposta contenuta nel Manifesto per un Secondo Pilastro Sanitario Regionale (che segue in calce all’articolo) presentato da RBM, consentirebbe infatti di recuperare nelle casse del Servizio Sanitario Nazionale oltre 15 miliardi di Euro (di cui 1,5 miliardi per il Servizio Sanitario della Regione Veneto) di risorse aggiuntive che porterebbero il FSN alla cifra record di 128 miliardi. “Un vero e proprio elisir di lunga vita per il Servizio Sanitario Nazionale – ha concluso Vecchietti –, possibile però soltanto a condizione che pubblico e Forme Sanitarie Integrative (Fondi Sanitari e Compagnie Assicurative) lavorino in armonia nell’interesse dei cittadini”.


Il Manifesto di RBM Assicurazione Salute per un secondo pilastro sanitario della Regione Veneto

  • Recuperare la «governance» da parte del Servizio Sanitario Regionale della spesa sanitaria privata dei cittadini;
  • Garantire il risparmio per i cittadini, gestendo attraverso l’intermediazione assicurativa almeno il 50% della spesa sanitaria privata che attualmente grava sui redditi delle famiglie;
  • Contenere i costi della sanità privata attraverso la negoziazione accentrata delle tariffe con le strutture da parte delle Forme Sanitarie Integrative (Fondi Sanitari, Compagnie di Assicurazione, Casse di Assistenza e Società di Mutuo Soccorso);
  • Ridurre il fenomeno della rinuncia alle cure per motivi economici ed ottimizzazione delle Liste di Attesa con incremento accessibilità alle cure;
  • Migliorare la salute dei cittadini in quanto le Forme Sanitarie Integrative (Fondi Sanitari, Compagnie di Assicurazione, Casse di Assistenza e Società di Mutuo Soccorso) sono in grado di garantire un flusso continuativo e costante di alimentazione per Protocolli di Prevenzioni contro le Malattie Croniche Non Trasmissibili a favore della popolazione assistita, con un risparmio potenziale per l’intero sistema sanitario di oltre 8 mld nei prossimi 20 anni;
  • Contrastare l’elusione fiscale in sanità (oltre 2 mld tra specialistica e badanti) attraverso in quanto per ottenere il rimborso da una Forma Sanitaria Integrativa (Fondo Sanitario, Compagnia di Assicurazione, Cassa di Assistenza e Società di Mutuo Soccorso) è necessario presentare la fattura della spesa sostenuta;
  • Incrementare l’occupazione attraverso il finanziamento delle spese socio sanitarie e socio assistenziali da parte delle Forme Sanitarie Integrative (Fondi Sanitari, Compagnie di Assicurazione, Casse di Assistenza e Società di Mutuo Soccorso), in quanto la necessità di regolarizzare i rapporti di lavoro per ottenere il rimborso delle prestazioni consente di realizzare tra i 500mila e gli 800mila nuovi posti di lavoro.

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