RBM-Censis, pubblicato il VII Rapporto sulla sanità pubblica, privata e intermediata

Mutua - Assicurazione sanitaria Imc

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Sale a 37,3 miliardi di Euro la spesa privata per la sanità. Nell’ultimo anno 12,2 milioni di italiani hanno rinunciato o rinviato prestazioni sanitarie (1,2 milioni in più rispetto all’anno precedente). E le liste d’attesa sono sempre più lunghe

È stato pubblicato oggi il VII Rapporto RBM-Censis sulla sanità pubblica, privata e intermediata, presentato lo scorso 7 giugno a Roma in occasione del Welfare Day 2017 con il patrocinio del ministero della Salute. Il rapporto è consultabile e scaricabile dalla pagina Atti del Convegno del sito www.welfareday.it (previa registrazione gratuita; in calce all’articolo potrete accedere alla sintesi).

Dal rapporto, ricorda RBM Assicurazione Salute in una nota, emerge come la spesa sanitaria privata degli italiani continui a crescere. Nel 2016 è arrivata a quota 37,3 miliardi di Euro ed è sostenuta in grandissima parte direttamente dalle famiglie.

L’Italia continua ad avere una spesa sanitaria pubblica in rapporto al Pil inferiore a quella di altri grandi Paesi europei. Nel nostro Paese è pari al 6,8% del Pil, in Francia all’8,6%, in Germania al 9%. In questi anni, segnala la compagnia specializzata nell’assicurazione sanitaria, il recupero di sostenibilità dei servizi sanitari regionali “non è stato indolore”. È salito infatti a 12,2 milioni il numero di persone che nell’ultimo anno hanno rinunciato o rinviato almeno una prestazione sanitaria per ragioni economiche (1,2 milioni in più rispetto all’anno precedente). Il recupero di sostenibilità finanziaria del servizio sanitario di tante Regioni “ha impattato sulla copertura per i cittadini”. Il più alto ricorso alla sanità pagata di tasca propria ha come contraltare il fatto che chi non ce la fa economicamente è costretto alla rinuncia o al rinvio di prestazioni.

Le difficoltà di accesso al sistema pubblico sono aumentate, evidenzia ancora RBM. Le liste d’attesa sono sempre più lunghe: i dati indicano che per una mammografia si attendono in media 122 giorni (60 in più rispetto al 2014) e nel Mezzogiorno l’attesa arriva in media a 142 giorni. Per una colonscopia l’attesa media è di 93 giorni (6 giorni in più rispetto al 2014), ma al Centro ne servono mediamente 109. Per una risonanza magnetica si attendono in media 80 giorni (6 giorni in più rispetto al 2014), ma al Sud sono necessari 111 giorni. Per una visita cardiologica l’attesa media è di 67 giorni (8 giorni in più rispetto al 2014), ma l’attesa sale a 79 giorni al Centro. Per una visita ginecologica si attendono in media 47 giorni (8 giorni in più rispetto al 2014), ma ne servono 72 al Centro. Per una visita ortopedica 66 giorni (18 giorni in più rispetto al 2014), con un picco di 77 giorni al Sud.

In questo contesto, conclude la nota, “cresce l’attenzione verso la sanità integrativa”, che secondo le proiezioni di RBM Assicurazione Salute potrebbe mettere in moto risorse pari a 15 miliardi di Euro l’anno.

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VII Rapporto RBM – Censis sulla Sanità Pubblica, Privata e Intermediata (sintesi)

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