Rc auto, decreto in Gazzetta: stravincono le Assicurazioni

Destinazione Italia Rettangolare

Il decreto Destinazione Italia è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. Come volevano le Compagnie

Destinazione ItaliaE alla fine, stravincono le Assicurazioni. Il decreto Destinazione Italia, che rivoluziona il settore Rc auto, appena pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale (le disposizioni in materia Rc auto sono contenute nell’art. 8 – ndIMC), contiene numerose norme che da anni l’Ania (l’Associazione delle Assicurazioni) chiede vengano approvate. Adesso, resta da vedere se il Parlamento convertirà in legge il decreto, che comunque è già operativo. Anzitutto, in alternativa al risarcimento per equivalente, le Assicurazioni manterranno la possibilità di effettuare un risarcimento per equivalente, cioè in denaro (tanto il danno, tanto l’esborso della Compagnia). In più, se solo uno dei due è responsabile del sinistro, le Assicurazioni potranno risarcire in forma specifica i danni alle cose. Ossia dirotteranno il cliente presso il carrozziere convenzionato, senza effettuare nessun bonifico all’automobilista. La Compagnia, col risarcimento in forma specifica, dovrà fornire idonea garanzia sulle riparazioni effettuate, con una validità non inferiore a 2 anni per tutte le parti non soggette a usura ordinaria. In cambio del risarcimento in forma specifica, l’Assicurazione sconta la tariffa. Di quanto? La risposta è nelle prossime righe.

SCONTO DALL’8 AL 12% – L’Assicurazione che intende avvalersi del risarcimento in forma specifica comunica entro il 20 dicembre di ogni anno all’Ivass (l’Istituto di vigilanza sulle Assicurazioni) l’entità della riduzione del premio prevista, in misura non inferiore all’8% della tariffa applicata da quella impresa su base nazionale. Con decreto del ministro dello Sviluppo economico, sentito l’Ivass (Istituto di vigilanza sulle Compagnie), sono individuate le aree territoriali nelle quali sono applicate riduzioni del premio non inferiori al 12%. Con quale criterio? Peseranno il numero dei sinistri denunciati, l’entità dei rimborsi, il numero dei casi fraudolenti riscontrati dall’autorità giudiziaria. I dati sono desumibili anche dalla Banca dati sinistri, gestita dall’Ivass. Il danneggiato può comunque rifiutare il risarcimento in forma specifica, individuando un carrozziere diverso da quello indicato dalla Compagnia. La somma corrisposta a titolo di risarcimento non può superare il costo che l’impresa di assicurazione avrebbe sostenuto provvedendo alla riparazione delle cose danneggiate mediante impresa convenzionata, ed è versata direttamente all’impresa che ha svolto l’attività di autoriparazione, ovvero previa presentazione di fattura. Insomma, se la riparazione dal tuo carrozziere ti costa di più (ricordiamo che la manodopera, molto bassa, verrà imposta dalle Compagnie ai carrozzieri fiduciari), la differenza ce la metti tu, di tasca tua. Quindi, non un risarcimento in forma specifica obbligatorio, ma poco ci manca.

UN BEL VANTAGGIO PER LE ASSICURAZIONI – L’Ania da anni spinge per il risarcimento in forma specifica, sostenendo in sostanza (pur utilizzando un complicato giro di parole in burocratese) che così ci saranno meno rimborsi gonfiati da parte di carrozzieri senza scrupoli. Il Governo Letta ha ceduto alla pressione della (legittima) opera di lobbying delle Assicurazioni. Una questione molto delicata e complessa, che ha già scatenato le ire, in particolar modo, di Davide Galli, presidente di Federcarrozzieri: “Così, il carrozziere indipendente deve andare fuori dai piedi, così l’Assicurazione può controllare come quando dove perché quanto risarcire. Servirebbe invece seguire il principio della libertà di scegliere il riparatore sempre e comunque, di ottenere il giusto risarcimento e, se occorre, interpellare anche il responsabile civile. Inoltre, la gestione dei sinistri deve essere di qualità, senza lasciare spazio alla creatività. Le carrozzerie indipendenti si distinguono per una serie di metodi operativi e protocolli anglosassoni, non normati in Italia, ma che vengono adottati per migliorare gli standard riparativi e la trasparenza nella gestione dei sinistri in ambito Rca“.

CESSIONE CREDITO E LESIONI – Ed ecco un’altra vittoria delle Compagnie. L’impresa di assicurazione ha la facoltà di prevedere che il diritto al risarcimento dei danni derivanti dalla circolazione dei veicoli a motore e dei natanti non sia cedibile a terzi senza il consenso dell’assicuratore tenuto al risarcimento. L’impresa di assicurazione applica una significativa riduzione del premio a beneficio dell’assicurato, in misura comunque non inferiore al quattro per cento dell’importo risultante dalla somma dei premi Rca incassati nella Regione dalla medesima compagnia nell’anno precedente divisa per il numero degli assicurati nella stessa Regione. Le imprese di assicurazione sono tenute a proporre clausole contrattuali, facoltative per l’assicurato, che prevedono prestazioni di servizi medico-sanitari resi da professionisti individuati e remunerati dalle medesime imprese, che pubblicano i nominativi sul proprio sito Internet. Nel caso in cui l’assicurato acconsente all’inserimento di tali clausole, l’impresa applica una significativa riduzione del premio a beneficio dell’assicurato, in misura comunque non inferiore al sette per cento dell’importo risultante dalla somma dei premi Rca incassati nella Regione dalla medesima compagnia nell’anno precedente divisa per il numero degli assicurati nella stessa Regione.

SCATOLA NERA – Le imprese richiedono ai soggetti che presentano proposte per l’assicurazione obbligatoria di sottoporre volontariamente il veicolo a ispezione, prima della stipula del contratto. Qualora si proceda a ispezione, le imprese praticano uno sconto. Ma al di là dell’ispezione, ecco la parte riguardante la scatola nera: le imprese di assicurazione possono proporre la stipula di contratti che prevedono l’installazione di meccanismi elettronici che registrano l’attività del veicolo, denominati scatola nera o equivalenti. Se l’assicurato acconsente all’installazione di questi meccanismi, i costi di installazione, disinstallazione, sostituzione e portabilità sono a carico dell’impresa che deve applicare, all’atto della stipulazione del contratto, una riduzione significativa del premio rispetto ai premi stabiliti ai sensi del primo periodo. Tale riduzione, in caso di contratto stipulato con un nuovo assicurato, non è inferiore al sette per cento dell’importo risultante dalla somma dei premi Rca incassati nella Regione dalla medesima Compagnia nell’anno precedente divisa per il numero degli assicurati nella stessa Regione. In questo caso, le Assicurazioni storcono il naso, perché avrebbero voluto non sobbarcarsi tutti i costi della scatola nera, la quale consente comunque di controllare la dinamica dei sinistri, per prevenire le truffe. Infatti, le risultanze del dispositivo formano piena prova, nei procedimenti civili, dei fatti cui esse si riferiscono, salvo che la parte contro la quale sono state prodotte dimostri il mancato funzionamento del predetto dispositivo.

TESTIMONI – Dice il decreto che l’identificazione di eventuali testimoni sul luogo di accadimento dell’incidente deve risultare dalla denuncia di sinistro prevista dall’articolo 143 del Codice delle assicurazioni, nonché dalla richiesta di risarcimento presentata all’impresa di assicurazione ai sensi degli articoli 148 e 149. Quindi, tutto dev’essere documentato. “Fatte salve – recita il decreto – le risultanze contenute in verbali delle autorità di polizia intervenute sul luogo dell’incidente, l’identificazione dei testimoni avvenuta in un momento successivo comporta l’inammissibilità della prova testimoniale addotta“. Ma che cosa vuol dire questo? La norma stabilisce che i testimoni del sinistro vanno individuati e identificati immediatamente dal guidatore: per il risarcimento dei danni, una persona che testimonia a vostro favore (dicendo che siete la vittima dell’incidente, di cui non avete colpa, magari perché vi hanno tamponato o tagliato la strada) può essere decisiva. Fatto salvo, dice il decreto, quanto risulta dal verbale di Polizia o Carabinieri: se il verbale contraddice la testimonianza, l’Assicurazione terrà in considerazione il verbale, e non la testimonianza. Tra l’altro, lo stesso verbale può contraddire il Modulo blu della constatazione amichevole, magari compilato e firmato dai guidatori sotto choc: i conducenti, in buona fede, potrebbero avere descritto la dinamica del sinistro in modo diverso dalla realtà. E a che serve questa regola della testimonianza valida solo se immediata? Semplice: a far calare le truffe. L’obiettivo del Governo Letta è evitare che vengano architettate frodi con testimonianze false, raccolte nei giorni successivi. Truffe che fanno salire l’ammontare dei risarcimenti e, di riflesso, le tariffe Rca di tutti noi, specie di chi abita nelle zone dove le frodi sono più diffuse: Napoli, Caserta e Foggia sono fra le città più martoriate, e gli automobilisti in prima classe di merito, che non causano mai sinistri, hanno continui rialzi tariffari.

MEZZI PESANTI – Per i veicoli a motore adibiti al trasporto di persone classificati nelle categorie M2 e M3 ai sensi, i contratti devono essere stipulati per importi non inferiori a dieci milioni di euro per sinistro per i danni alla persona, indipendentemente dal numero delle vittime, e a un milione di euro per sinistro per i danni alle cose, indipendentemente dal numero dei danneggiati. Una norma condivisibile, ma, come fa notare Maurizio Caprino sul blog Strade sicure, “con una rapidità insospettabile, il ministero dello Sviluppo economico ha imposto il raddoppio (da cinque a 10 milioni di euro, per i soli danni a persone) del massimale minimo dell’assicurazione Rc auto ai bus. Curiosamente, al ministero dello Sviluppo sono stati ben più rapidi rispetto ai collegi delle Infrastrutture, dove ad oggi l’incidente di Acqualonga (40 morti, la più grande sciagura avvenuta sulle strade italiane) non ha spinto nessuno ad aprire nemmeno una timida indagine conoscitiva“.

Fonte: SicurAUTO.it (Articolo originale)

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