Rc Auto e comparatori: Le mosse di Ivass e Antitrust, quando la vigilanza funziona

Vigilanza Imc

Vigilanza Imc(di Andrea Frollà – Repubblica Affari & Finanza)

Una serie di misure imposte ha conferito al settore più trasparenza e minori incertezze per gli utenti e il risultato è che negli ultimi due anni il livello dei reclami e dei contenziosi è crollato

Come ogni nuovo fenomeno del web che di rispetti, anche il business dei portali di confronto prezzi ha impiegato un po’ di tempo per orientarsi nel panorama legislativo e regolatorio. Sono bastati però alcuni mesi di fuoco incrociato dell’Antitrust e dell’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni a far viaggiare i motori online di comparazione delle polizze assicurative nei giusti binari. E dopo il biennio 2014-2015 nessuno si è più lamentato. Almeno non ufficialmente.

Sono stati soprattutto gli agenti assicurativi ad alzare il polverone qualche anno fa, quando i motori di confronto hanno iniziato a farsi largo nel mercato, attraendo clienti e compagnie partner. La scarsa trasparenza e il loro impatto negativo sulla concorrenza del settore erano i punti su cui si incentravano le segnalazioni e i reclami inviati alle authority.

Per fare ordine l’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni aveva deciso di aprire nel 2013 un’indagine conoscitiva sul fenomeno della comparazione online nel mondo assicurativo. Le verifiche dell’istituto, terminate nel 2014, avevano rilevato effettivamente non poche criticità.

Le principali: la natura quantitativa delle comparazione, effettuata solo o in prevalenza fra prodotti oggetto di accordi con le compagnie; lo scarto fra il numero di società pubblicizzate e quelle effettivamente confrontate; la mancata presa in considerazione delle diverse caratteristiche dei prodotti in termini di massimali, franchigie, rivalse ed esclusioni. Oltre ad un uso improprio di alcuni claim pubblicitari e delle modalità di accettazione del consenso al trattamento.

Nelle conclusioni dell’indagine l’Ivass aveva chiesto ai portali di applicare alcune misure correttive come l’ampliamento dei parametri di comparazione, la comunicazione in homepage di molti più dettagli delle partnership e delle quote mercato comparate e il pieno rispetto della normativa sulla raccolta del consenso in materia di privacy.

Negli stessi mesi era intervenuta anche l’Antitrust, aprendo un provvedimento nei confronti di Facile e 6Sicuro e chiudendolo dopo poco meno di un anno con l’accettazione degli impegni da parte delle due società. In quel frangente, l’Autorità garante per il mercato e le comunicazioni aveva riconosciuto il potenziale impatto positivo di queste piattaforme, sottolineando i possibili benefici in termini di consapevolezza della scelta dei prodotti e di riduzione dei prezzi a beneficio dei consumatori, per effetto del maggior confronto competitivo tra compagnie assicurative.

L’Authority del mercato avvertiva però al tempo stesso che sarebbero bastate l’incompletezza o l’ambiguità delle indicazioni a vanificare tutti questi vantaggi. E proprio su questo punto hanno lavorato le società che gestiscono i motori di comparazione, aprendo una stagione di maggiore collaborazione con le compagnie assicurative e con le authority e soprattutto adeguandosi alle indicazioni dell’Ivass.

E’ operando in questo modo che si è riusciti a mettere in riga i siti indisciplinati in poco tempo. Non a caso, nella casella di posta dell’istituto non capita un reclamo dalla chiusura dell’indagine di 3 anni fa.

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