RC AUTO: FEDER CONSUMATORI E ADUSBEF CONTRO IL MISE

Alle associazioni dei consumatori non è piaciuto l’intervento del Governo sulla cancellazione della tariffa unica nazionale per gli automobilisti virtuosi.  

«Non ci è piaciuto per nulla l’intervento del ministero dello Sviluppo economico (nella foto la sede) atto a cancellare la norma che prevedeva l’introduzione della tariffa unica per gli automobilisti virtuosi, oltretutto decisa con motivazioni non condivisibili, anche perché il concetto di territorio potrebbe un domani configurare tariffe municipali o di comunità montane». A parlare sono Rosario Trefiletti, presidente di Federconsumatori, ed Elio Lannutti, presidente di Adusbef. «Siamo di fronte ancora una volta alla volontà di non intervenire in un settore dove invece ce ne sarebbe proprio bisogno alla luce di incrementi tariffari che solo nell’ultimo triennio sono aumentati del 32% pari a 311 euro annui in più. E allora: anziché aiutare le compagnie si aiutino i cittadini attraverso verifiche e controlli,  norme per una maggiore competitività di sistema, obblighi a contrarre anziché fuggire le proprie responsabilità come già denunciato all’Isvap e all’Antitrust», riferiscono le due associazioni dei consumatori.

Per Federconsumatori, in particolare, «l’emendamento approvato aveva un obiettivo chiarissimo: cercare di porre rimedio a una situazione che in alcune zone del sud Italia aveva toccato livelli drammatici. Si voleva quanto meno per gli automobilisti virtuosi cercare di metterli su un piano di parità sul territorio nazionale. La norma come era scritta poteva far nascere dubbi perché non era menzionata la parola” territorio”. L’Ania aveva subito dato l’interpretazione più vantaggiosa ed è naturale. Quello che invece non è assolutamente condivisibile è l’atteggiamento del Ministero che purtroppo si è allineato, come avviene spesso, sulle posizioni delle compagnie. Ormai è tempo di intervenire in modo risolutivo su un sistema bonus/malus che è sempre di più diventato un sistema malus/malus. La situazione in alcune zone del sud ormai è insostenibile. Gli abusi che le compagnie commettono ai danni degli assicurati con disdette strumentali, svuotando la legge dell’obbligo a contrarre, sono ormai una norma. Il governo deve intervenire immediatamente con una riforma complessiva e non con interventi parziali. Basta con interventi a senso unico quando si toccano interessi forti di banche e assicurazioni».

Redazione Intermedia Channel

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