Rc auto, il M5S all’attacco: “Decreto Destinazione Ania”

Rc auto - Traffico (4) Imc

Andrea Colletti ImcAndrea Colletti, deputato M5S, molto ironico in merito all’imminente riforma della Rca

Riforma della Rc auto, è sempre più polemica. In merito al decreto Destinazione Italia che rivoluzionerà il settore assicurativo dell’auto, c’è stata la recentissima audizione informale di Giovanni Pitruzzella, presidente dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato, presso la commissione Finanze della Camera. Alle affermazioni del Garante (che ha sostanzialmente “approvato” il decreto, il quale ricalca numerose posizioni dell’Ania, l’Associazione delle Assicurazioni) hanno fatto eco le parole di Andrea Colletti (nella foto), deputato del MoVimento 5 Stelle. Un’eco molto polemica, ironica, tagliente. Tanto che Colletti ha parlato di “Decreto Destinazione Ania“: come a dire, questo il succo del suo sui discorso, che si tratta di un decreto del tutto sbilanciato a favore delle Assicurazioni. Con il Governo Letta che ha detto sì a numerose istanze dell’Ania, e con il Garante che non ha avanzato critiche.

“COI POTERI FORTI” – Colletti, in particolare, ha detto che “l’Antitrust, per paradosso, è un po’ troppo dalla parte dei poteri forti, vedi Ania“. Il paradosso consisterebbe, questo è sottinteso nelle parole del grillino, nel fatto che il Garante dovrebbe essere più dalla parte del consumatore, della libera concorrenza nel mercato, e meno a favore di misure che l’Ania approva. Il deputato M5S s’è spinto a far capire che, riguardo alla riforma Rca del Governo, c’è lesione della concorrenza, a danno dei 17.000 carrozzieri indipendenti, a rischio chiusura. Perché questo? Perché col risarcimento in forma specifica sostanzialmente obbligatorio, l’automobilista viene dirottato verso carrozziere fiduciario della Compagnia (la quale impone il costo della manodopera), mentre quello indipendente viene tagliato fuori. Anzi, Colletti è ancora più esplicito a riguardo, e parla di “decreto Destinazione Unipol“. Il riferimento è al fatto che quel colosso assicurativo spinge a favore del risarcimento da anni, e ha appena creato un centro di smistamento dei danneggiati verso carrozzieri fiduciari.

NE HA ANCHE PER L’IVASS – Al di là dell’audizione alla Camera, Colletti ha già denunciato che, dagli anni ’90 a oggi (ossia dalla liberalizzazione del settore Rca, con le Assicurazioni libere di fissare le tariffe), “le polizze sono aumentate di più del 200% mentre i sinistri sono diminuiti del 40%. Cosa significa questo? Che in questi anni le imprese assicuratrici si sono arricchite sulle spalle di piccole imprese, artigiani e soprattutto di utenti assicurati. Non basta. Nonostante tutto, nonostante la crisi 17.000 imprese artigiane di carrozzieri con molti sacrifici riescono ad andare avanti, questo Governo si sta impegnando per fare un favore alle assicurazioni“. Il grillino ha riservato stoccate molto dure anche all’Ivass (Istituto di vigilanza sulle Assicurazioni), che, “come l’Antitrust, s’è presentata in audizione in commissione Finanze portando documenti che sembravano usciti direttamente dall’Ania. Tant’è che Cesari, componente dell’Ivass, era (o è?) un consulente Unipol e sembra fare la stampella delle Assicurazioni, invece che il tutore della concorrenza e dei consumatori“. E, si chede Colletti, “cosa dire dei sacrifici che si imporranno ai consumatori? Saranno incentivati (con riduzione del premio, una sorta di estorsione legalizzata) a rivolgersi alle carrozzerie convenzionate, mentre i futuri terzisti alla fame“. Poi la chiusura al veleno: “Tutti questi provvedimenti fanno capire quale è il modello che sta perseguendo questo Governo e questa maggioranza (trasversale): desertificare il tessuto artigianale e micro-imprenditoriale italiano, a vantaggio delle multinazionali e dei grandi gruppi di potere. Ci appresteremo, con il tempo e con la desalarificazione degli stipendi, a diventare la seconda Romania d’Europa“.

Fonte: SicurAUTO.it (Articolo originale)

Related posts

2 Comments

  1. davide said:

    La prova provata che il m5* non capisce nulla ed è inaffidabile. Non ci si approccia in questo malomodo all’argomento. Non a caso perdono consensi e altri ne perderanno perché al di là di qualche dichiarazione ovvia e scontata, vedono nemici inesistenti da tutte le parti e non capiscono che le compagnie pagano le riparazioni già a tariffa oraria tripla rispetto a quella reale….. ed inoltre come società pagano molte tasse, e danno lavoro ad oltre 1 milione di persone oltre che avere in pancia miliardi di titoli italiani.,,,quindi sono da salvaguardare. Anzi gli italiani dovrebbero preferire le compagnie italiane anziché quelle straniere tipo Axa o Allianz che con gli utili derivanti da soldi italiani poi finiscono in mani straniere.

    • luigi said:

      Axa e altre compagnie permettono al carrozziere di acquistare i ricambi. Invece Unipol te li manda lei: quindi un guadagno per Unipol, una perdita per il carrozziere

Comments are closed.

Top