Rc auto: le Assicurazioni hanno (quasi) vinto

Rc Auto - Tariffe (3) ImcIn arrivo al Consiglio dei ministri numerose riforme della Rca desiderate dalle Assicurazioni

Domani, il disegno di legge con la riforma della Rc auto potrebbe approdare al Consiglio dei ministri. Al suo interno, secondo indiscrezioni, ci saranno numerose riforme desiderate dalle Assicurazioni: come sempre, il nostro avvocato Antonio Benevento illustrerà nei minimi dettagli la questione, non appena si avranno notizie più certe. Per prima cosa, si allungano i tempi entro i quali le Compagnie possono comunicare al danneggiato offerta o diniego per il risarcimento: passando dai 60 giorni attuali a 90 giorni con pricedura normale; da 30 a 45 giorni in caso di constatazione amichevole (Modulo blu firmato da entrambi i conducenti). In questo modo, a essere penalizzati saranno sia gli automobilisti, che dovranno attendere di più per avere il risarcimento, sia i carrozzieri, i quali anch’essi vedranno dilatarsi i tempi del rimborso.

ADDIO CESSIONE DEL CREDITO – Oggi, il credito per il danno subìto dall’auto in seguito all’incidente può essere ceduto a un terzo (al carrozziere) dalla vittima del sinistro. Tuttavia, già l’Ania (la Confindustria delle Assicurazioni) nel novembre 2011 ha proposto l’abolizione della cessione del credito Rca, malvisto dalle Compagnie, perché ritenuto la causa di speculazioni e aumenti delle polizze. Con la riforma della Rca, la cessione del credito verrà abolita: le Compagnie avranno la facoltà di prevedere all’atto del contratto, e a fronte di una significativa riduzione del premio, che il diritto al risarcimento danni non sia cedibile a terzi. Si modifica poi l’articolo 2947 del Codice civile, prevedendo che “il danneggiato decade dal diritto qualora la richiesta di risarcimento non venga presentata entro 90 giorni dal fatto, salvo i casi di forza maggiore derivanti da lesioni alla persona“.

RISARCIMENTO IN FORMA SPECIFICA RAFFORZATO – Il terzo punto riguarda il rafforzamento del risarcimento in forma specifica: la riparazione in un centro convenzionato con la Compagnia, pagato direttamente da questa. Così, in caso di sinistro, il cliente viene dirottato al carrozziere convenzionato, con grave pregiudizio del lavoro dei carrozzieri indipendenti, che si vedranno così tagliati fuori. Dal 1° gennaio 2014, se il disegno di legge diverrà realtà, le Compagnie possono adottare (anziché solo offrire) il risarcimento in forma specifica, in alternativa a quello per equivalente, fornendo garanzia di almeno due anni. Viene definito uno sconto minimo sul premio del 5%, che in alcune zone (non si sa ancora quali) passa all’8%. Secondo Franco Mingozzi (presidente di Cna Servizi alla Comunità), Silvano Fogarollo (presidente di Anc Confartigianato) e Mario Coltelli (presidente di Casartigiani autoriparazione), il risarcimento in forma specifica, oltre a ledere la libertà di scelta dei consumatori, metterebbe in ginocchio due terzi delle imprese di carrozzeria indipendenti: quelle che non operano in convenzione con le Compagnie. I sindacati chiedono quindi l’eliminazione dell’obbligo del risarcimento in forma specifica, sottolineando che impedirebbe agli automobilisti di esercitare la libera scelta del carrozziere di fiducia. I presidenti dei Carrozzieri di Cna, Confartigianato e Casartigiani sottolineano che l’obbligo del risarcimento in forma specifica è incostituzionale. Il motivo? Aggira la sentenza numero 180 della Corte costituzionale del 19 giugno 2009: qui, viene confermato che il sistema del risarcimento diretto (con la Compagnia che ti dirotta dal proprio carrozziere) è facoltativo e che tale sistema non può e non deve essere considerato e/o utilizzato come se fosse “obbligatorio“. Un tentativo simile di favorire con un premio economico la riparazione in forma specifica è stato già fatto in occasione dell’approvazione della vigente legge n° 27 del 24 marzo 2012 (col Governo Monti). In quell’occasione, la proposta fu di decurtare il risarcimento del danno del 30% se non si utilizzavano le carrozzerie convenzionate. Questa previsione fu poi cancellata dal testo della legge approvata, anche a seguito di una forte reazione della categoria. Mobilitata soprattutto da Davide Galli, presidente di Federcarrozzieri.

RIFIUTI? CON UN LIMITE – Il danneggiato potrà rifiutare il risarcimento in forma specifica, ma in questo caso il risarcimento non potrà superare il costo che la Compagnia avrebbe sostenuto tramite impresa convenzionata, e verrà versato direttamente alla carrozzeria indicata, su presentazione di fattura. Insomma, il cliente viene “spinto” a dire di sì al risarcimento in forma specifica. Tutte regole che l’Ania (l’Associazione delle Assicurazioni) da tempo chiede ai vari Governi, andando in pressing con una forte operazione (legittima) di lobbying: dopo il Governo Monti, che ha detto di sì a diverse norme chieste dalle Compagnie (vedi colpo di frusta risarcibile solo a seguito di esame strumentale), tocca all’Esecutivo Letta. Cambiano i Governi, ma l’Ania trova sempre terreno fertile…

Fonte: SicurAUTO.it (Articolo originale)

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