Rc Auto: le tre ragioni per cui oggi le donne pagano di più

Automobilista donna Imc

Le polizze contro gli incidenti stradali sono rincarate notevolmente per le assicurate del gentil sesso. Colpa di una sentenza della Corte di Giustizia europea

Automobilista donna ImcLa stangata era attesa da mesi e, alla fine, è arrivata puntuale. E’ quella che colpisce le donne italiane che si assicurano contro gli incidenti stradali e acquistano una polizza della Rc Auto. Secondo l’ultima indagine condotta dall’Ivass (l’authority che vigila sulle assicurazioni), le tariffe per le automobiliste del gentil sesso sono cresciute notevolmente agli inizi del 2013, spesso con tassi a due cifre rispetto allo scorso anno.

Per una 18enne neopatentata alla guida di una vettura di piccola cilindrata (1.300 cc) e in classe bonus/malus 14, i prezzi sono cresciuti a gennaio del 13,5%, con punte superiori 24-26% in alcune città del Sud come Campobasso e Potenza. Per un automobilista maschio con lo stesso profilo, invece, le tariffe delle polizze sono diminuite del 6,7%.

Alla base di questa “divaricazione dei prezzi” ci sono sostanzialmente 3 motivi. Eccoli nel dettaglio.

Il primo (e più importante di tutti) è l’effetto di una sentenza della Corte di Giustizia europea che è diventata esecutiva il 21 dicembre scorso e ha posto fine alla discriminazione tra uomini e donne in campo assicurativo. Nello specifico, le compagnie non potranno  più proporre al pubblico delle polizze con tariffe differenziate in base al sesso del cliente. Fino al 2012, infatti, le donne sono sempre state avvantaggiate rispetto agli uomini nei contratti della Rc Auto: essendo molto più prudenti alla guida, le automobiliste del gentil sesso hanno sempre beneficiato di tariffe più basse di almeno il 10 o 20%. Ora, dopo il pronunciamento dei giudici comunitari, i prezzi sono destinati ad allinearsi.

A stabilirlo, ancor prima della Corte di Giustizia Ue, è  anche una direttiva europea che risale al 2004 e che, tuttavia, aveva previsto la possibilità di introdurre alcune deroghe: in particolare, secondo la direttiva, le compagnie assicurative di ciascun stato europeo potevano proporre delle tariffe differenziate  per uomini e donne, quando questa disparità di trattamento era giustificata da particolari dati statistici, che provano il diverso profilo di rischio esistente tra  i maschi e le femmine. La Corte di Giustizia ha però giudicato inammissibili anche queste deroghe e ha stabilito che i costi delle polizze, a parità di copertura, devono essere sempre uguali indipendentemente dal sesso dell’assicurato.

Molte compagnie italiane si sono dunque adeguate alle disposizioni comunitarie. Va ricordato, però, che  gli aumenti registrati nell’ultima indagine dell’Ivass non riguardano soltanto le donne ma anche gli uomini, almeno in alcune città al Sud. A Napoli, per esempio, un cinquantenne con una vettura di piccola cilindrata e appartenente alla classe di merito più bassa, nel 2012 ha visto crescere i prezzi delle polizze del 9%.

Alla base del recente caro-tariffe della Rc Auto, ci sono però anche altri due motivi. Il primo è la mancanza di efficienza nel mercato, dove l’alto costo dei sinistri e l’elevata diffusione delle frodi non consentono alle imprese assicurative di tenere a bada i prezzi. Inoltre, non va dimenticato che sull’andamento delle tariffe medie di mercato ha influito anche la crescita dei massimali obbligatori (cioè gli importi massimi dei risarcimenti che, per contratto, la compagnia può liquidare in caso di incidente). Negli ultimi anni, i massimali della Rc Auto si sono adeguati ai livelli europei e hanno subito un incremento progressivo fino a raggiungere i 6 milioni di euro nel 2012, contro gli appena 750mila euro circa del 2008. Il che ha ovviamente influito sulle tariffe, visto che in campo assicurativo esiste un principio molto chiaro: più elevato è l’importo massimo del risarcimento, maggiore è il costo della polizza.

Autore: Andrea Telara – Panorama (Articolo originale)

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