Rc auto, una telenovela che continua

Auto - Traffico (7) Imc

Auto - Traffico (7) Imc

(di Antonio Coppola, presidente Aci Napoli – Corriere del Mezzogiorno Napoli e Campania)

Caro direttore, si torna a parlare di Rc Auto. In questi giorni, infatti, al Senato è prevista la discussione, con voto finale, sul disegno di legge in materia di «mercato e concorrenza» il cui testo, approvato alla Camera, è stato ampiamente modificato dalla Commissione industria e commercio di Palazzo Madama.

Come sempre, alte sono le aspettative di chi, da lustri, è costretto a subire evidenti discriminazioni territoriali sul piano delle tariffe. In particolare, sono i residenti nel Mezzogiorno, specialmente a Napoli, a subire i torti maggiori, in un libero mercato che, però, stenta a raggiungere condizioni di equità e trasparenza. E, purtroppo, anche stavolta sembra che si stia perdendo l’ennesima occasione per fare giustizia.

Le uniche novità di rilievo, provenienti dal testo approvato a Montecitorio, sono state, infatti, smantellate dalla X Commissione del Senato e, con ogni probabilità, saranno approvate in Assemblea in cerca, poi, di una susseguente ratifica alla Camera. La «tariffa Italia» al momento resta un miraggio. La possibilità, cioè, di determinare un criterio di valutazione dei rischi di sinistrosità più omogeneo, privilegiando le caratteristiche individuali di chi si pone alla guida dei veicoli, piuttosto che dare priorità al territorio in cui si vive, è stata stroncata sul nascere. Infatti, la decima commissione del Senato ha soppresso l’emendamento, promosso dall’onorevole Leonardo Impegno e approvato trasversalmente da una larga maggioranza di deputati, che avrebbe imposto alle compagnie, in presenza di determinate condizioni (scatola nera e assenza di sinistri per un periodo di almeno 5 anni), di applicare, agli assicurati residenti nelle regioni con un elevato costo medio della polizza Rca, sconti tali da garantire un’equiparazione delle tariffe rispetto a quelle dove si paga di meno. Un primo passo, insomma, verso il premio unico nazionale, svincolato, cioè, dal parametro della territorialità.

Al suo posto, invece, si è preferito introdurre una serie di illusorie disposizioni che prevedono generici e non meglio quantificati sconti sui «premi» delle polizze, le cui modalità di applicazione dovranno essere definite dall’Ivass in un apposito regolamento. In altri termini, la «patata bollente» è stata trasferita all’Autorità vigilante nel settore, lasciando, per il momento, la situazione inalterata, nella consapevolezza che, per quanta creatività possa mettere in campo l’Istituto controllato dalla Banca d’Italia, difficilmente si riuscirà a colmare quel gap odioso che tuttora divide l’Italia motorizzata in due fasce: privilegiati al Nord e penalizzati al Sud.

Eppure questo status quo è ormai insostenibile, come abbiamo più volte ribadito, anche perché gli elevati costi dei contratti assicurativi stipulati nelle regioni meridionali contribuiscono, ahinoi, a causare, spesso, perversi effetti collaterali che incidono sulle tariffe, dando vita ad un circolo vizioso senza uscita. Ci riferiamo, in particolare, al fenomeno delle frodi e a quello, ancor più grave, dei veicoli sprovvisti di copertura assicurativa costituendo, quest’ultimo, un illecito che, sovente, fomenta la pirateria stradale, in caso di sinistro. Fenomeni biasimevoli, da contrastare senza indugio e con ogni mezzo, le cui conseguenze, allo stato, ricadono sulla componente sana del mercato assicurativo che, in virtù del principio di mutualità, è aggravato dai costi di queste criticità. E così chi rispetta la legge e non commette incidenti risulta pure beffato da tariffe esose, scaturite da un sistema incapace di adottare efficaci e reali «anticorpi».

I giochi, tuttavia, sono ancora aperti, visto che c’è tempo (non molto) per apportare, in sede parlamentare, i necessari correttivi ad una legge che non può non tener conto delle esigenze e delle istanze dei cittadini. Un automobilista virtuoso va sempre premiato a prescindere dalla zona in cui vive. Semmai, a voler essere sofisti, lo si dovrebbe maggiormente gratificare, in quanto conducente modello, proprio dove i rischi di sinistrosità risultano maggiori. Questo è il principio da affermare, intorno al quale i parlamentari, specialmente quelli che sono espressione della volontà degli elettori del Sud, devono compattarsi per trasformarlo in una norma da approvare in via definitiva, senza se e senza ma.

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