Rc auto, verifiche automatiche passando sotto gli autovelox

Autovelox - Controlli Imc

Autovelox - Controlli Imc

(di Maurizio Caprino – Il Sole 24 Ore, Focus Codice Stradale)

Nel mirino anche sovraccarico e revisione ma per ora le novità restano sulla carta

Molte sono le norme che entrano in vigore in queste settimane in fatto di circolazione stradale, mentre da inizio anno ci sono state modifiche di dettaglio (peraltro ancora non operative) sui controlli automatici delle infrazioni per estenderli a omessa revisione e sovraccarico e per renderli effettivamente possibili anche sulla mancata copertura assicurativa obbligatoria Rc auto. Inoltre, dall’inizio della legislatura (2013), in Parlamento si discute di ulteriori modifiche al Codice della strada e di una sua riforma radicale. Senza contare che in discussione ci sono anche nuove regole sul funzionamento della Rc auto.

I controlli automatici

Il 1° gennaio scorso, con la legge di Stabilità 2016, sono state modificate le norme (Dl 1/2012, articolo 31) che già da quattro anni avrebbero dovuto permettere controlli automatici contro l’evasione Rc auto. Controlli mai partiti, per la difettosità delle norme precedenti e la conseguente impossibilità di omologare o approvare apparecchi per rilevare queste infrazioni. Che poi dovrebbero essere gli stessi apparecchi già usati per gli altri controlli automatici già esistenti (per esempio, quelli su velocità, semafori e accessi alle zone a traffico limitato). La stessa legge di Stabilità ha autorizzato controlli automatici pure su omessa revisione e sovraccarico.

Tutto questo è stato ottenuto aggiungendo quelle su Rc auto, revisione e sovraccarico alle infrazioni già contenute nella norma del Codice della strada (articolo 201, comma 1-bis) che elenca i casi in cui sono possibili i controlli automatici. Un correttivo necessario, ma ancora insufficiente per arrivare all’attuazione: l’aggiunta è avvenuta nella lettera g-bis di questo comma, che implica (oltre all’approvazione-omologazione degli apparecchi e alla loro installazione in tratti individuati dai prefetti, se extraurbani) anche l’emanazione di un decreto ministeriale Infrastrutture-Interno che dia direttive su questi controlli. E arrivare all’emanazione di questo decreto è difficile, tanto che essa è richiesta già dal luglio 2010 e non è mai avvenuta.

Le modifiche al Codice

I correttivi per poter permettere effettivamente i controlli antievasione Rc auto erano stati inseriti anche nel cosiddetto Ddl Meta, cioè il disegno di legge presentato l’8 agosto 2013 dal deputato Michele Pompeo Meta per modificare vari punti del Codice della strada che apparivano bisognosi di un aggiornamento urgente. Il presupposto era che il provvedimento fosse approvato rapidamente, mentre invece è ancora sostanzialmente fermo: quasi un anno fa (l’8 giugno 2015) era iniziata la discussione nell’Aula alla Camera, che però ha subito rispedito il testo alla commissione Trasporti, dove ancora si trova.

Per sbloccarlo si dovrà probabilmente trovare nuovi contenuti, visto che la maggior parte delle materie trattate ha nel frattempo trovato una disciplina in altre norme. Salvo che si decida di intervenire di nuovo sugli stessi argomenti per apportare correttivi, che in qualche caso appaiono necessari.

Al momento, togliendo quegli argomenti previsti nel testo originario che hanno già trovato una disciplina in altre norme, resta praticamente solo la parte sull’esterovestizione dei veicoli. Cioè sull’uso sistematico in Italia di mezzi con targa estera da parte di italiani che vogliono sottrarsi sia alle multe per infrazioni stradali sia al fisco. Sostanzialmente, il Ddl Meta imporrebbe a questi italiani di documentare la regolarità sia della detenzione del mezzo sia della sua circolazione.

La riforma

Va avanti piano anche il Ddl di delega al Governo per la scrittura di un Codice della strada del tutto nuovo. E meno dettagliato di quello attuale, perché demanda a norme di rango inferiore la disciplina di vari aspetti tecnici su veicoli e strade, lasciando nel Codice soprattutto le regole di comportamento per gli utenti. Approvato il 9 ottobre 2014 dalla Camera, è passato al Senato, dov’è sostanzialmente fermo in commissione Lavori pubblici. I problemi che ne hanno rallentato la marcia sono stati molteplici (soprattutto di natura politica). In queste settimane l’ostacolo principale è la copertura finanziaria.

Tra i criteri di delega, una revisione delle sanzioni, la tutela degli utenti deboli (come pedoni e ciclisti) anche riducendo i limiti di velocità, l’ampliamento dei controlli automatici, possibilità di riservare parcheggi alle donne in gravidanza o con bambini di meno di due anni, un sistema di identificazione delle bici in chiave antifurto, regole su circolazione e assicurazione delle motoslitte, soglia di cilindrata più bassa (120 centimetri cubi invece che 150) per l’accesso delle moto su autostrade e strade extraurbane principali, regole sul car pooling.

Related posts

Top