RC AUTO VIRTUOSA: PARLANO GLI AGENTI DI NAPOLI E DICONO CHE…

Veduta di Napoli

C’è chi è convinto che l’iniziativa del Comune di Napoli e della compagnia diretta ConTe.it non porterà alcun vantaggio e c’è chi teme seriamente di perdere una fetta di clientela.  

Sono stati circa 500 i napoletani che hanno stipulato una polizza Rc auto a un mese dall’operatività della convenzione Rc Napoli Virtuosa (partnership fra il Comune di Napoli e la compagnia diretta ConTe.it tesa a proporre tariffe Rc auto scontate del 20% rispetto alla media di mercato), lanciata lo scorso 1 luglio.  L’iniziativa del Comune di Napoli, dunque, ottiene i primi risultati. Ma cosa pensano gli agenti napoletani in merito a questa convenzione? Quanto è reale il rischio di perdere una fetta di clienti? Intermedia Channel è andato a chiederlo direttamente a chi opera sul campo ed ecco che cosa è emerso dall’inchiesta.

OPINIONI DIVERSE – «Siamo alle solite, qualcuno crede che per far pagare di meno le polizze auto basta colpire l’intermediario», esordisce Umberto D’Andrea (nella foto a sinistra), agente Allianz. «Lo ha fatto l’Isvap, con il regolamento dei tre preventivi, lo ha fatto il Comune di Napoli, stipulando un accordo con una compagnia telefonica. Sicuramente Napoli è un territorio “complicato” da un punto di vista assicurativo e deve essere gestito attraverso la sinergia di tutti i protagonisti del mercato assicurativo, agenti in testa, che rappresentano il vero presidio sociale del sistema. Invece oggi le istituzioni, che dovrebbero guidare tale sinergia, aggirano gli agenti (Comune) e contemporaneamente aumentano le imposte sulle polizze (Provincia)».

Dello stesso avviso è Claudio Napolitano, agente Groupama: «In un ambito come quello attuale, dove gli agenti sono fortemente penalizzati dal Regolamento Isvap n.5/2006, dalle compagnie mandanti che negli ultimi due anni hanno aumentato le tariffe Rc auto sul nostro territorio in modo indiscriminato  e dalla legge 990 che ci obbliga a contrarre indipendentemente dalla virtuosità del cliente e conseguentemente dalla classe di merito in cui si trova, credo che non sia stato per la nostra categoria un piacere che il Comune emetta polizze soltanto ai napoletani che abbiano la prima classe di merito bonus malus, escludendo tutti gli altri assicurati. Cosa che per legge noi non possiamo fare. È evidente che si trattI comunque di concorrenza sleale. Oltretutto», dice Napolitano, in un momento economicamente molto complicato sarebbe stato più opportuno che il sindaco di questa città avesse fatto pressione politicamente sull’Isvap e sul Parlamento affinché calmierasse le tariffe delle compagnie presenti sul territorio».

Per Alfonso Segreto (nella foto a destra), agente Cattolica, quella del Comune «è una iniziativa interessante, in linea generale, perché accende i riflettori su ciò che sta accadendo a Napoli. Ma nonostante le buoni intenzioni di chi ha lavorato in questo progetto, che peraltro presenta delle carenze nell’applicazione pratica della stipulazione del contratto, credo che non porti vantaggi. Innanzitutto perché per il Comune il cliente virtuoso è colui che risulta in regola con il pagamento della Tarsu, mentre il concetto dell’assicurato virtuoso che hanno le compagnie è completamente differente. E poi: quale dovrebbe essere la leva di vantaggio su cui si basa questa iniziativa? Offrire un prezzo più basso e allo stesso tempo eliminare le frodi: due fattori che dovrebbero viaggiare di pari passo e non è così semplice. Certo ci vorrà del tempo per capire i risvolti di una iniziativa del genere, ma personalmente sono perplesso».

Insomma, l’iniziativa non è piaciuta. Ma c’è chi, invece, la pensa diversamente. «Il Comune di Napoli ha provveduto in autonomia alla stipula di una convenzione che risulta una operazione molto “pubblicitaria” e che realisticamente non troverà vita nel lungo periodo», sostiene Angelo Coviello (nella foto sotto a sinistra), agente plurimandatario, presidente e amministratore della Primogest. «Tuttavia si tratta di una opportuna sollecitazione di un mercato, quello assicurativo, totalmente asfittico nel napoletano, dove vige la regola che la contrazione del fatturato è direttamente correlata a maggiori profitti. In sintesi “si guadagna se non si lavora”. Questa è la politica commerciale dei principali quattro gruppi italiani che, da soli, esprimono il 90% del mercato italiano. Ecco perché si rileva utile l’inserimento di players esteri. Sbagliano, pertanto, gli agenti a cui non è piaciuta tale ingerenza».

«Personalmente preferisco non esprimere giudizi, non conosco bene quali dinamiche hanno portato il Comune a privilegiare una diretta a una tradizionale, magari era l’unica che si è fatta avanti», afferma Antonio Mallozzi, agente Reale Mutua. «Noi agenti possiamo non essere contenti, ma se le nostre mandanti tradizionali hanno ritenuto di non accettare l’invito, il Comune ha poche responsabilità».

C’E’ IL RISCHIO DI PERDERE CLIENTI? – Quanto è reale il rischio di perdere il cliente, che oggi, con la crisi, guarda più al prezzo che alla qualità del prodotto? «Direi che il rischio è pari allo zero, in quanto con tutti i vincoli e paletti della convenzione la possibilità di assumere si riduce alla sola clientela migliore che del canale tradizionale anche se non apprezza il prezzo sa valutare il servizio offerto come valore aggiunto», taglia corto Emanuele Dell’Annunziata (nella foto a destra), agente delle Assicurazioni Generali.

«Non credo si corra questo rischio», aggiunge Segreto. «Il prezzo è importante, ma non è indice di qualità del prodotto. Per questo motivo l’iniziativa del Comune di Napoli non l’avverto personalmente come una minaccia. Molti colleghi, invece, affrontano la competitività in modo errato. Qui a Napoli si percepisce come minaccia qualsiasi iniziativa che non ci vede protagonisti. Per gli agenti tradizionali, invece, dovrebbe essere uno stimolo in più per fare meglio, essere più competitivi, dare più consulenza. Il prezzo sarà direttamente proporzionale alla qualità dei clienti che abbiamo».

«A Napoli siamo abituati a perdere i mandati…», dice D’Andrea, «mi chiedo invece se realmente questa iniziativa si tradurrà in un duraturo vantaggio per il cliente. L’agente garantisce consulenza nel momento della stipula, assistenza successivamente in caso di sinistro, attenzione al momento del rinnovo, con un innegabile valore aggiunto per la collettività. Riparliamone tra un anno o due e vedremo se è stata messa in campo una iniziativa strutturale e se abbiamo dato spazio alla solita demagogia».

Per Mallozzi (foto a sinistra) «il rischio non è cambiato. Purtroppo, in determinate zone d’Italia, i clienti da sempre fanno molta più attenzione al prezzo con quello che costano le polizze. Ritengo che vi sia una netta differenza tra chi colloca un prodotto telematicamente, senza dare alcuna informazione al cliente se non quelle previste dai regolamenti,  da chi invece, lo informa, magari spiegandogli che le famose variabili o personalizzazioni o limitazioni, che oggi contraddistinguono i diversi prodotti sul mercato, magari nell’immediato possono sicuramente contenere il premio di polizza, ma  poi in caso di sinistro possono arrecare dei pregiudizi economici in termini di rivalse,  se al momento dell’acquisto non sono state ben comprese da chi stipulava la polizza. La consulenza che le reti di vendita delle compagnie tradizionali offrono ai clienti, difficilmente possono essere eguagliate».

Iniziativa che dunque non intacca più di tanto gli intermediari? Non tutti la pensano così. «Il rischio di perdere clienti è reale e concreto in quanto, nonostante ciò che si è soliti dire, di napoletani virtuosi ce ne sono tanti e indubbiamente con la crisi economica tutti cercano il risparmio», sottolinea Napolitano (foto a destra). «Con le tariffe Rc auto applicate nella nostra città non gli si può dare torto se preferiscono pagare di meno anche a discapito della qualità e dell’assistenza che possono ricevere dall’agenzia. Chi viene penalizzato comunque  è sempre l’agente che, operando con correttezza e selezionando la clientela, vedrà sicuramente una fuga di clientela e come dicevamo prima con la crisi economica diverrà un problema anche occupazionale per i dipendenti di agenzia che sono numerosi».

Coviello è sulla stessa lunghezza d’onda. «Il rischio che gli agenti possano perdere clienti è elevatissimo. Le famiglie italiane, pur tra le prime in Europa e nel mondo per ricchezza, rinunciano ai beni non primari e con la crisi sono attente a ogni tipo di spesa. Non è un caso se i consumi delle famiglie hanno il segno negativo. Né esiste da parte delle imprese la lungimiranza di spiegare che il prezzo è componente essenziale della qualità del prodotto stesso. Anche perché le stesse imprese perseguono obbiettivi diversi al loro stesso interno e si fanno concorrenza per esempio nel segmento auto con le compagnie telefoniche».

Fabio Sgroi – Direttore Intermedia Channel

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