Rc professionale obbligatoria: nella copertura evitare le zone d’ombra

Professionisti (2) ImcDare continuità di copertura evitando zone d’ombra che possano lasciare scoperti alcuni sinistri. È questo il nodo cruciale, per i professionisti che devono stipulare una polizza, secondo Gianni Turci, presidente di Marsh spa, broker assicurativo che ha stipulato diverse convenzioni con gli ordini professionali.

Domanda. Come è cambiato il sistema dell’assicurazione professionale rispetto al passato?

Risposta. In realtà non si cono stati grandi cambiamenti: i professionisti che avevano ben chiara la percezione del rischio e la loro esposizione finanziaria, indipendentemente dalla legge, si erano già tutelati e i loro ordini professionali si erano mossi di conseguenza prima dell’entrata in vigore dell’obbligatorietà. Medici, notai e commercialisti sono un esempio, dove il numero di assicurati è vicino alla totalità degli iscritti. Gli ordini che non si sono mossi invece sono quelli che non hanno avvertito da parte dei loro associati l’esigenza di un prodotto complessivo e hanno lasciato loro la libertà di scegliere autonomamente.

D. Per quali categorie l’assicurazione era già di fatto una sorta di «obbligo» per poter svolgere l’attività e quali invece si sono ritrovate più «scoperte»?

R. Vi sono categorie come i broker e gli agenti, oppure i notai, per cui la copertura assicurativa era già necessaria per operare. Altre invece, come gli odontotecnici che operano come fornitori dei dentisti, che di solito non pensano alla copertura in quanto il paziente si rivolge direttamente al dentista. L’errore è dimenticare che il dentista ha poi facoltà di rivalsa. Infine vi sono categorie, come i giornalisti, dove vi è molta differenza tra chi opera come freelance e chi invece è dipendente.

D. Quali accorgimenti deve prendere il professionista per evitare di trovarsi in una situazione sfavorevole nei confronti della compagnia?

R. Due sono gli aspetti da tenere in considerazione a seguito dell’entrata in vigore dell’obbligatorietà: il primo è che, quando manca la percezione del rischio, la variabile presa in considerazione è il prezzo, a scapito di tutta una serie di fattori che invece dovrebbero essere valutati nella scelta della copertura assicurativa quali le franchigie, l’interruzione di copertura, l’ampiezza della copertura e i massimali. Serve individuare soluzioni che diano continuità di copertura, per scongiurare quelle zone di ombra che possono lasciare taluni sinistri scoperti. L’altro aspetto è la crescita della litigiosità tra professionisti e clienti: talvolta il cliente è portato a confondere il risultato con il diritto a «una buona difesa» nel caso degli avvocati, «una buona cura» nel caso dei medici ecc.

Fonte: ItaliaOggi Sette (Estratto articolo originale)

Related posts

Top