Rca, scatola nera obbligatoria per lo sconto

Scatola Nera (3) Imc

Scatola Nera (3) Imc

(di Marco Esposito – Il Mattino)

Primo via libera al Senato al ddl concorrenza. Ecco tutti costi e i benefici del nuovo sistema. Salta la «tariffa Italia» uguale per tutti i virtuosi, ma i prezzi al Sud dovranno scendere

La «tariffa Italia» per la Rc auto esce di scena. Il Senato ha cancellato le regole introdotte dalla Camera che garantivano una tariffa senza discriminazioni territoriali per i guidatori virtuosi, ovviamente a parità di condizioni personali e di classe di bonus malus. Ma il tema degli sconti sulla Rc auto al Sud resta, sia pure con una formula molto complessa, i cui effetti concreti sono tutti da verificare. Di sicuro, gli sconti ruoteranno intorno alla installazione della scatola nera, cioè del rilevatore del comportamento dell’autovettura, macchinetta che a Napoli e a Caserta è già installata da oltre il 40% degli automobilisti. La scatola nera in auto, inoltre, in futuro diventerà obbligatoria per tutte le vetture, ovunque lungo la penisola, anche se con tempi ancora da definire.

Le novità sulla Rc auto sono state introdotte con una raffica di emendamenti nel disegno di legge per la concorrenza, in discussione al Senato. Non siamo quindi ancora di fronte a una legge perché il testo deve ancora essere approvato dall’’Aula del Senato e poi deve tornare alla Camera per una nuova lettura. Inoltre alcune delle norme non saranno operative dal primo momento, perché rinviano a una delega al governo ad adottare, entro un anno dall’’approvazione della legge, dei decreti legislativi. È il caso in particolare della «progressiva estensione dell’’utilizzo dei dispositivi elettronici», vale a dire della scatola nera, «con priorità sui veicoli che svolgono un servizio pubblico» e «successivamente, sui veicoli privati adibiti al trasporto di persone o cose, senza maggiori oneri per i cittadini».

Black box obbligatoria per tutti, quindi, ma in tempi da definire. Invece nei territori del Sud dove le tariffe sono più costose – e quindi in particolare nelle province di Napoli e Caserta – la scatola nera nei fatti diventerà subito obbligatoria. Le assicurazioni, se il testo finale di legge resterà quello attuale, dovranno praticare degli sconti «aggiuntivi e significativi» per chi accetta di installare a spese della compagnia la scatola nera. Visto che il prezzo di partenza è libero, sconti «significativi» equivalgono a prezzi di partenza (cioè senza scatola nera) molto cari, per cui di fatto la scatola nera è fortemente incentivata. Per accedere allo sconto, inoltre, bisogna «non aver provocato sinistri con responsabilità esclusiva, o principale o paritaria negli ultimi quattro anni sulla base dell’’evidenza dell’’attestato di rischio».

Spetterà all’’Ivass, l’’istituto di vigilanza sulle assicurazioni, stabilire con un proprio regolamento in che modo vanno applicati gli sconti, così come spetta sempre all’’Ivass definire ogni due anni la lista delle province «a maggiore tasso di sinistrosità e con premio medio più elevato». Il testo così come elaborato dal Senato – a causa di continui taglia e cuci non è sempre coerente. Sul tema fondamentale per gli automobilisti campani, in particolare, si affermano due cose tra loro in contraddizione. Da un lato si dice che l’’Ivass deve garantire «la progressiva riduzione delle differenze dei premi applicati sul territorio nazionale nei confronti di assicurati con le medesime caratteristiche soggettive e collocati nella medesima classe di merito» (cioè si deve tendere verso la «tariffa Italia») e in un’’altra parte del testo si dispone che il regolamento dell’’Ivass consenta «differenziali di premio» purché «giustificati da specifiche evidenze sui differenziali di rischio». Quest’’ultima frase consente, proprio come accade oggi, di spalmare il costo delle frodi assicurative a carico degli automobilisti corretti, colpevoli solo di abitare in un determinato territorio, pratica che ha finora scoraggiato una piena azione di contrasto alle frodi da parte delle compagnie.

Il testo della riforma, come prevedibile, ha provocato molte reazioni. Contrarie le assicurazioni, accontentate sul no alla «tariffa Italia» ma deluse per la mancanza di tabelle dettagliate sulle macrolesioni. Scontento il deputato Leonardo Impegno, protagonista della battaglia per la tariffa unica alla Camera, che si appella al premier Matteo Renzi perché i senatori «hanno commesso una vera ingiustizia verso gli assicurati virtuosi». Altrettanto critico è il deputato di Forza Italia Paolo Russo. Parlano invece di «piccolo passo avanti» i senatori campani Vincenzo Cuomo e Pasquale Sollo.

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