Reale Group e Politecnico di Torino insieme per studiare Blockchain e “Smart contract” nel settore assicurativo

Blockchain - Digitalizzazione Imc

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Collaborazione tra l’Innovation Team del gruppo assicurativo ed il dipartimento di Automatica e Informatica del Politecnico di Torino per studiare vantaggi e svantaggi della tecnologia applicata al settore assicurativo

Considerata “una tecnologia rivoluzionaria che potrebbe portare enormi benefici a diversi settori”, la Blockchain sta ricevendo crescente attenzione non solo da parte dei media, ma anche nell’ambito dell’università e dell’industria. Spesso, però, cosa sia realmente non è chiaro né agli utenti, né alle imprese che potrebbero usufruire della tecnologia. In questo contesto si inserisce la collaborazione tra il gruppo di ricerca di Grafica e Sistemi Intelligenti presso il dipartimento di Automatica e Informatica del Politecnico di Torino e l’Innovation Team di Reale Group, che ha prodotto tre studi pubblicati (o in corso di pubblicazione) su riviste internazionali quali IEEE Consumer Electronics Magazine, IT Professional e Future Internet.

Il primo obiettivo – si legge in una nota congiunta – è stato quello di definire e descrivere la Blockchain, i suoi vantaggi e i suoi svantaggi e quali meccanismi la governino. La Blockchain, ricordano da Reale Group e dal Politecnico di Torino, si può immaginare come un “grande libro mastro”, condiviso e consultabile, che si “autocompila” – non ha quindi bisogno di un ente terzo che la gestisca – registrando tutte le transazioni effettuate dai vari utenti negli scambi finanziari online, in continuo aggiornamento. Ogni volta che una transazione viene effettuata, questa viene inserita in un blocco – “block” – che, a sua volta, viene aggiunto a quelli precedenti, creando così una catena – “chain” – la quale tiene traccia di tutto ciò che è avvenuto.

Si è da poco osservato, inoltre, che, insieme alle transazioni finanziarie, è possibile inserire nella Blockchain anche informazioni aggiuntive quali, ad esempio, porzioni di codice. Si tratta dei cosiddetti Smart Contract, che permettono la trasmissione di materiale diverso da quello puramente finanziario, come certificati di nascita, documenti, testamenti, come pure storici riguardanti l’ambito medico, quello automobilistico e anche quello assicurativo. Si è quindi ipotizzato di estendere l’uso della tecnologia ad altri settori: in particolare, Reale Mutua, attraverso la collaborazione con il Politecnico di Torino, sta vagliando la possibilità di applicare la tecnologia al mondo delle assicurazioni.

“Questa entusiasmante tecnologia applicata al settore assicurativo ha un potenziale che non vediamo l’ora di esplorare – ha dichiarato Matteo Cattaneo, Head of Innovation & Corporate Strategy di Reale Group –. Con la blockchain portiamo un ulteriore esempio del nostro impegno a sfruttare le nuove tecnologie e a promuovere l’innovazione nel nostro settore.”

Le applicazioni per l’ambito assicurativo sono molteplici – prosegue la nota – “e potranno modificare il mercato, migliorare l’esperienza del cliente e ridurre i costi: combinando ad esempio la tecnologia dell’Internet of Things (IoT) si potranno collegare sensori ambientali all’oggetto assicurato, che trasmetteranno alla Blockchain informazioni circa eventuali nevicate, aumento dell’umidità, danni o altro; a sua volta, tramite Smart Contract la Blockchain risarcirà o modulerà la copertura assicurativa in autonomia, riducendo notevolmente i tempi di attesa, la quantità di modulistica da gestire e le eventuali discrepanze”.

Si potrebbe considerare, ad esempio, un’assicurazione contro la siccità: all’ennesimo giorno senza pioggia concordato inizialmente, grazie ad una specifica “porzione di codice” il sensore nel terreno avvierà in automatico la procedura di risarcimento. Ancora, ricordano da Reale Group e Politecnico di Torino, sarà possibile sottoscrivere un lascito per i figli e chiedere alla rete di sbloccarlo, ad esempio, al compimento di una determinata età senza dover ricorrere ad un notaio. Sarà più semplice provare la propria identità alla stipula di una polizza, e si potrà ipotizzare la creazione di gruppi assicurativi direttamente tra i contraenti, senza intermediari.

Sebbene gli sviluppi per il settore possano essere molteplici, la tecnologia è ancora in una fase di sviluppo embrionale, il che significa che lo spettro delle possibili applicazioni non è stato ancora completamente esplorato. Qualora la Blockchain venisse adottata, i primi risultati “sarebbero ragionevolmente visibili in un arco di tempo tra i tre e i cinque anni”.

“Dal punto di vista della ricerca, applicare la tecnologia Blockchain al settore assicurativo presenta molteplici sfide. Prima fra tutte la scalabilità, dal momento che sarà indispensabile identificare l’architettura corretta che permetta di velocizzare l’inserimento di grandi quantità di informazioni da parte di molte fonti diverse, quali persone fisiche, come pure sensori ed altri dispositivi intelligentiClaudio Demartini, Fabrizio Lamberti e Valentina Gatteschi, autori degli studi per il Politecnico di Torino, commentano così le prospettive per la collaborazione in corso –. Un’altra sfida è rappresentata dall’esperienza utente. Al momento, per utilizzare la Blockchain servono infatti marcate competenze informatiche. Risulterà importante progettare piattaforme facili da utilizzare, in grado di nascondere all’utilizzatore la complessità sottostante. Un’ultima grande sfida riguarda gli aspetti legislativi. Sarà in particolare necessario definire con precisione il ruolo degli Smart Contract rispetto alle normative vigenti. Una volta superate queste sfide, la Blockchain potrà essere utilizzata abitualmente in ambito assicurativo, con vantaggi significativi per le compagnie, ma anche per i loro clienti”.

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