Reale Mutua, 70 milioni per crescere

Luca Filippone (2) Imc

Luca Filippone (2) Imc

(di Anna Messia – Milano Finanza)

Il budget sarà impiegato in sviluppo informatico e nel potenziamento del welfare. Il neo direttore generale Filippone: altri 20 milioni saranno destinati al lancio del nuovo marchio unico per tutte le società del gruppo. La Spagna resterà centrale ma guardiamo anche altri mercati

Una staffetta generazionale in totale continuità manageriale, che allo stesso tempo ha però l’obiettivo di proseguire il profondo cambiamento strategico avviato da Reale Mutua già negli ultimi anni. Così Luca Filippone (nella foto), 48 anni, nuovo direttore generale della prima mutua italiana, definisce la sua nomina alla guida della compagnia.

Dal primo maggio il manager, già vicedirettore generale della compagnia, ha preso il posto di Luigi Lana, che dal 2007 era alla guida del gruppo e che resterà ad della partecipata Italiana Assicurazioni, oltre che consigliere di società controllate. Si tratta comunque di un riassetto importante, che avviene in un momento in cui il gruppo presieduto da Iti Mihalich è impegnato in piani di crescita e di sviluppo che comporteranno investimenti complessivi di 90 milioni e l’ulteriore espansione internazionale del gruppo, in cerca di un terzo mercato dopo Italia e Spagna.

Domanda. Dottor Filippone, quali sono gli investimenti che avete in programma e a cosa serviranno?

Risposta. La nostra compagnia ha 187 anni di storia ma in questi anni non ha mai smesso di guardarsi intorno e di ammodernarsi, mantenendo la rete agenziale come punto centrale del piano di crescita. Abbiamo un budget di 70 milioni per sviluppare progetti strategici che passano per lo sviluppo informatico e digitale, oltre che per il potenziamento del gruppo nel mondo del welfare, dove pensiamo di poter crescere molto. Oltre a questo ci sono altri 20 milioni che saranno utilizzati per il lancio del nuovo marchio che abbiamo presentato oggi (ieri per chi legge, ndr). Un nuovo brand che sarà utilizzato da tutte le nove società della compagnia e che arriva dalla consapevolezza che Reale Mutua è ormai un gruppo, in cui le partecipate operano in sinergia, dall’Italia alla Spagna, con forti legami con il territorio ma anche in un’ottica internazionale.

D. A proposito di sviluppo internazionale, continuerete a crescere in Spagna?

R. Il mercato iberico è arrivato a rappresentare il 25% dei 3,8 miliardi di fatturato complessivo di Reale Mutua. Siamo il secondo gruppo assicurativo italiano per internazionalizzazione. Abbiamo un’importante rete di agenti e tra l’altro siamo partner del Bbva per alcuni prodotti Danni. In Spagna ci sono ancora spazi di crescita profittevoli ma guardiamo anche ad altri mercati.

D. Quali e con quale orizzonte temporale?

R. Potremmo porre le basi quest’anno per uno sbarco da realizzare magari l’anno prossimo. Intanto abbiamo lanciato Reale Ites, la piattaforma informatica utilizzata già da Italia e Spagna, che potrebbe facilitare l’integrazione di altre realtà. La scelta è tra mercati europei, più vicini a noi ma che hanno il difetto di essere più maturi, o in alternativa mercati con maggiori tassi di crescita, che sono però per forza di cose più rischiosi. Tra i secondi potremmo guardare al Sudamerica, che è un mercato per alcuni versi simile a quello spagnolo che potrebbe far da trampolino. Mentre in Europa, oltre all’Est, potremo guardare la Francia, dove le compagnie organizzate in forma di mutua hanno uno spazio importante nel Paese.

D. Parlando di mutua, quali sono i vantaggi che pensate di riconoscere ai vostri soci?

R. Quest’anno, a valere sul bilancio 2014 chiuso con un utile consolidato di 172,7 milioni, stiamo riconoscendo benefici di mutualità complessivi di 10,5 milioni, non solo per i soci di Reale Mutua, ma anche a vantaggio dei clienti delle altre società del gruppo, come le partecipate spagnole o Italiana Assicurazioni, anche se sono spa. Negli ultimi nove anni abbiamo riconosciuto un totale di 72 milioni e ovviamente contiamo di aumentarli l’anno prossimo. Il 2015 è partito bene con il Danni che continua a mantenere ritmi di crescita dell’anno passato, nonostante la contrazione del resto del mercato, mentre nel Vita, dopo il boom del 2014, è in atto un riposizionare ti dalla gestioni separate, a causa dello scenario dei bassi tassi d’interesse.

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