Regione Veneto: Commissione “irregolare”, salta il broker della sanità

Il Tar ha bocciato la gara da 7,5 milioni per la scelta della società di brokeraggio da affiancare alle aziende ospedaliere: sbagliato nominare commissari esterni. Annullati tutti gli atti di concorso e l’incarico a Willis Italia e Arena

Regione Veneto - Palazzo Balbi ImcBrokeraggio assicurativo nella sanità, tutto da rifare. Il Tar ha bocciato la gara da 7,5 milioni di euro con cui la Regione aveva affidato il servizio alla società Willis Italia spa in associazione con Arena Broker srl. La ragione? Un contestata irregolarità nella formazione della commissione giudicatrice e più precisamente la presenza di componenti esterni a Palazzo Balbi (due su tre). Così, a luglio, il tribunale amministrativo ha deciso l’annullamento di tutti gli atti di gara, a cominciare appunto dal provvedimento dell’11 dicembre 2013 con il quale veniva nominata la commissione giudicatrice. Ora il Tar ha depositato le motivazioni della sentenza che accoglie il ricorso presentato dalla società Marsh spa (terza in graduatoria). L’annullamento della gara è scattato in quanto la Regione, si legge, «ha nominato come membri della commissione incaricata della valutazione delle offerte, soggetti estranei alla stazione (appaltante, ndr) stessa, senza peraltro aver minimamente motivato sulla carenza di adeguate professionalità all’interno dell’amministrazione procedente». In altre parole: Palazzo Balbi, stando a quanto prevedono le norme in materia (decreto legislativo 163 del 2006) doveva incaricare propri uomini e, solo in assenza di specifiche professionalità nell’ambito dell’organico, poteva rivolgersi ad altri enti. Gli esterni in questione sono l’avvocato Roberta Sardos Albertini dell’azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona e l’avvocato Cattarin dell’Asl scaligera. La società Marsh spa aveva eccepito anche un possibile conflitto di interessi in quanto Sardos Albertini è docente nell’ateneo con il quale la società Willis ha rapporti per corsi di formazione. Contestazione, questa, che il Tar ha respinto, così come ha bocciato tutti gli altri punti trattati nell’impugnazione di 40 pagine, redatta dall’avvocato milanese Stefano Soncini. Tra gli altri il fatto che la documentazione della Willis, secondo il ricorrente, fosse stata scritta con caratteri diversi dall’arial 12 interlinea singola. In realtà, hanno osservato i giudici amministrativi, gli atti presentavano proprio quel carattere. In ogni caso l’annullamento della gara da 7,5 milioni di euro – bocciatura che potrà ora essere impugnata davanti al Consiglio di Stato – apre un problema nella riorganizzazione della sanità regionale.

Obiettivo di Palazzo Balbi era quello di individuare, attraverso appunto una procedura concorsuale, una società di brokeraggio che affiancasse l’azienda ospedaliera di Padova quale capofila delle aziende sanitarie venete, nell’espletamento di una gara per il reperimento del servizio di copertura assicurativa a favore delle aziende stesse. Un’esigenza che nasce dall’introduzione, nel 2012 su iniziativa del governatore Luca Zaia, del modello di gestione diretta dei sinistri da parte delle aziende ospedaliere fino all’importo di 500 mila euro per danni provocati ai pazienti. Sopra tale soglia la copertura spetta invece alle compagnie che, appunto, vanno individuate dai broker. Ma, alla luce della decisione del Tar, i broker non ci sono.

Autore: Sabrina Tomè – la Tribuna di Treviso

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