Relazione Annuale ANIA, i principali trend dell’industria assicurativa

Assemblea annuale ANIA 2016 - Relazione Maria Bianca Farina IMC

Assemblea annuale ANIA 2016 - Relazione Maria Bianca Farina IMC

“Le imprese di assicurazione operano in uno scenario competitivo in forte evoluzione. Tra i fattori principali che ne influenzano la dinamica vi sono: un quadro macroeconomico estremamente complesso, un mercato in cui i consumatori presentano bisogni assicurativi nuovi e più intensi, un processo di innovazione – non solo tecnologica – che comporta impatti significativi su tutti gli attori del settore, un quadro normativo in continuo cambiamento”. Parte da queste considerazioni la prima relazione annuale ANIA della presidenza di Maria Bianca Farina, che nel proprio intervento all’Assemblea Annuale dell’Associazione delle imprese assicurative (nella foto) traccia un quadro delle principali tendenze dell’industria assicurativa per passare poi all’analisi ed ai trend del mercato italiano e concludere con una articolata disamina sulle sfide ed opportunità per un comparto assicurativo al servizio del Paese. In questa prima parte dell’analisi della relazione della presidente Farina ci occuperemo delle principali tendenze dell’industria assicurativa.

Il quadro macroeconomico e finanziario

A fronte di un rallentamento della crescita a livello mondiale, nel corso del 2015 la ripresa è proseguita nell’area dell’euro (+1,7%, contro +0,9% del 2014), grazie soprattutto a un rafforzamento della domanda interna che ha compensato la decelerazione del commercio internazionale. L’Europa ha dovuto fronteggiare gravi fattori di incertezza, dalle difficili trattative tra la Grecia e i suoi creditori internazionali alle preoccupazioni relative al settore bancario, dalla gestione dei crescenti flussi migratori ai gravissimi episodi di terrorismo, fino alle attuali turbolenze legate all’esito del referendum nel Regno Unito.

Il nostro Paese sta lentamente uscendo dalla più profonda crisi economica del secondo dopoguerra. Le due recessioni che hanno colpito nel giro di pochi anni l’economia italiana tra il 2008 e il 2014 hanno provocato una riduzione dell’attività economica di circa 8 punti percentuali di PIL. Ne hanno sofferto l’occupazione, il reddito, gli investimenti.

Dallo scorso anno si è assistito a una inversione della tendenza e il Paese è tornato a crescere (+0,8% nel 2015). La ripresa è avvenuta grazie a una più vivace spesa delle famiglie e a una dinamica positiva dei programmi di investimento da parte delle imprese; il quadro occupazionale è in miglioramento anche grazie alle misure contenute nel Jobs Act e agli sgravi contributivi in vigore dall’inizio del 2015.

La tendenza positiva ha trovato conferma nella prima parte di quest’anno, anche se la ripresa stenta a trovare un passo vigoroso. Secondo Farina “è sempre più evidente la necessità che il cammino sia accompagnato dalla stabilità necessaria per attuare le importanti riforme varate e, soprattutto, da un’ulteriore progettualità riformatrice”. In questo contesto si collocano le misure previste nell’ultima legge di stabilità per la riduzione del prelievo fiscale sulle imprese, con l’abbassamento dell’aliquota dell’imposta sui redditi societari e la deduzione integrale ai fini dell’IRAP del costo del personale assunto a tempo indeterminato.

Tutte iniziative che per la presidente ANIA sono sicuramente positive e importanti anche per l’industria assicurativa. Secondo Farina restano tuttavia ancora da affrontare alcuni temi, “il più significativo dei quali è il prelievo, del tutto peculiare, sulle riserve matematiche dei rami vita: un tema sul quale bisogna trovare una via di uscita, posto che l’anticipo di imposta ha raggiunto quasi 5 miliardi di euro e non sembra destinato a riassorbirsi nel tempo”.

Crescita economica contenuta e, soprattutto, bassi tassi di interesse pongono alle imprese di assicurazione “sfide nuove e complesse, comportano la necessità di politiche commerciali e di investimento molto diverse da quelle del passato”. La bassa crescita del reddito e del valore dei beni, evidenzia Farina, “comprime la domanda di assicurazione e, nel contempo, sono all’opera importanti fattori di cambiamento che modificano e ampliano i bisogni di sicurezza della clientela”.

Nuovi bisogni della clientela

Le grandi trasformazioni in atto sul piano economico e sociale “generano nuove incertezze, fanno emergere nuovi rischi e determinano il sorgere di forti esigenze di protezione”. L’invecchiamento della popolazione, ad esempio, è un trend che si riscontra ormai da decenni in tutti i paesi a economia avanzata. Per quanto riguarda l’Italia, le previsioni più aggiornate evidenziano che il cosiddetto indice di dipendenza degli anziani (dato dal rapporto fra il numero di persone di età uguale o superiore a 65 anni e quelle di età compresa fra i 15 e 64 anni) raddoppierà nel giro di 50 anni, arrivando a circa il 60% nel 2060.

L’aumento dell’aspettativa di vita e la riduzione dei tassi di fertilità, sottolinea la presidente ANIA, “determinano una trasformazione delle strutture familiari, che tendono a diventare sempre più “verticali” (famiglie meno numerose e aumento del numero di generazioni in una stessa famiglia)”. Ne consegue la maggiore difficoltà a svolgere quella funzione di “rete di sicurezza” che è resa possibile dai più forti legami che si instaurano all’interno delle famiglie “tradizionali”.

Aumentano inoltre i rischi di non disporre di risorse sufficienti per garantire un tenore di vita adeguato. Ad esempio, già oggi, secondo una recente ricerca del Censis, la spesa privata per la salute ha superato i 34 miliardi, quasi 1.400 euro a famiglia. Soprattutto undici milioni di italiani, due in più rispetto a tre anni fa, hanno dovuto rinviare o rinunciare alle cure.

Senza un disegno complessivo di riforma del sistema sanitario che individui le priorità e le maggiori necessità, spiega Farina, queste situazioni sono destinate a diventare sempre più comuni. E le famiglie “devono accrescere la consapevolezza degli impatti dei nuovi rischi e avere un’adeguata conoscenza degli strumenti adatti per gestirli”.

Su questi temi l’Associazione ha avviato – nell’ambito del Forum ANIA – Consumatori – una serie di iniziative che identifichino nuovi bisogni e nuove soluzioni per la protezione: l’analisi degli scenari del welfare, che ha permesso di formulare proposte condivise, gli studi sulla vulnerabilità finanziaria delle famiglie italiane, le iniziative sul fronte della educazione finanziaria e assicurativa.

Secondo Farina occorre quindi fare in modo “che tutti abbiano la possibilità di essere più tutelati, più protetti di fronte a un insieme di rischi che è in costante evoluzione. In caso contrario, il divario tra l’entità dei danni economici e le risorse disponibili per farvi fronte è destinato ad ampliarsi, con effetti negativi sulla stabilità economica e sulla coesione sociale”.

Il processo di innovazione

Il processo di innovazione sta avanzando con velocità vertiginosa, in Italia come all’estero, sospinto dallo sviluppo tecnologico e dai nuovi comportamenti degli attori economici, con impatti pervasivi sia nel mondo produttivo sia a livello sociale. Anche per il settore assicurativo, evidenzia la presidente ANIA, “gli effetti sono destinati a essere rilevanti, modificando il comportamento dei consumatori e la gestione delle imprese: siamo di fronte a una sfida, ma anche a una grande opportunità”.

La rivoluzione digitale, ad esempio, sta cambiando le modalità e la frequenza dei contatti fra clienti e imprese; emerge un cliente “ibrido” che fa ampio ricorso ai canali digitali per informarsi, confrontare, valutare, ma che continua ad avvalersi di contatti “fisici” per concludere i contratti. Le parole d’ordine sono “semplicità e trasparenza nella fase di vendita, qualità del servizio nel post-vendita”.

Secondo Farina si tratta quindi di offrire ai clienti “un front-end innovativo, in stretta connessione col canale di distribuzione, attraverso un salto di qualità nella gestione dei processi operativi”. Esempi di queste strategie sono “il rafforzamento dei sistemi robotici di interazione e lo sviluppo di applicazioni su smartphone che permettono di mantenere un costante rapporto con i clienti”, i quali – secondo quanto osservato in numerose indagini – “sono disposti a cedere informazioni sulle loro scelte di consumo in cambio di facilità di collegamento a prezzi più accessibili”.

L’Italia è leader nel mondo per l’uso di device telematici (ad esempio, le scatole nere nell’assicurazione Rc auto), che secondo la presidente ANIA “permettono migliori politiche di sottoscrizione, attraverso una più approfondita conoscenza del rischio, e incentivano gli assicurati a comportamenti virtuosi”. Il potenziale uso di questi strumenti è ampio e le applicazioni molto diverse. Primi utilizzi vengono attualmente effettuati sulla protezione della casa e della salute.

L’assicurazione – continua Farina – “può far evolvere il suo ruolo da tradizionale liquidatore finanziario a partner dell’assicurato nell’affrontare i rischi della vita quotidiana, con una gamma di servizi e soluzioni di coperture integrate che va ben oltre la prestazione meramente monetaria”.

Un ulteriore aspetto toccato dalla relazione annuale riguarda l’utilizzo e la valorizzazione dei cosiddetti “big data”. Per la presidente ANIA, una sfida importante per il mercato assicurativo “sarà la sua capacità di trasformare input disparati in informazioni utili, attraverso l’utilizzo di avanzati strumenti di analisi e reporting. Il ricorso sempre più frequente alle tecniche della cosiddetta advanced analytics può permettere alle imprese una significativa creazione di valore, rendendo più efficienti le decisioni e le strutture aziendali”.

La digitalizzazione sta in ogni caso aprendo la strada “anche a nuovi concorrenti che dispongono di enormi banche dati e di una estrema facilità di accesso ai clienti, come i grandi operatori del web”. Secondo Farina, le imprese assicuratrici, per confermare il loro ruolo di efficaci gestori del rischio, “devono rafforzare il proprio brand, favorendo i contatti con la clientela e garantendo livelli di massima efficienza nel processo assicurativo”. L’Associazione intende dedicare al tema la maggiore attenzione possibile: “Vogliamo farci promotori di innovazione, facilitando il confronto delle nostre imprese con le best practice riconosciute a livello internazionale; vogliamo studiare e attivare servizi da mettere a fattor comune”, spiega la presidente ANIA.

L’evoluzione regolamentare

L’assicurazione è stata interessata, da dieci anni a questa parte, da modifiche normative che hanno riguardato tutte le aree di operatività aziendale: dalla distribuzione alla trasparenza dei prodotti, dalla Rc auto all’assicurazione vita, dalla governance all’informazione finanziaria.

Le riforme, sottolinea Farina, si sono quasi sempre tradotte in un aumento della complessità della regolamentazione. Per quanto riguarda il regime di solvibilità, ad esempio, si è passati dalle 199 pagine di Solvency I alle oltre 3.200 pagine di Solvency II (Direttiva, Regolamento delegato, oltre 700 linee guida EIOPA). E nella nuova disciplina europea delle informazioni precontrattuali sui prodotti assicurativi, evidenzia la presidente ANIA, gli obblighi di disclosure raddoppieranno.

Le nuove regole di Solvency II, entrate in vigore con il 1° gennaio 2016, sono attese alla prova dei fatti: nel complesso, la prima applicazione del nuovo sistema sembra essere andata a buon fine senza grandi problemi. Secondo Farina iniziano tuttavia ad emergere alcune criticità, in larga parte legate all’eccessiva complessità di taluni adempimenti. La procedura di revisione della formula standard di Solvency II, da portare a termine da parte delle Istituzioni europee entro il 2018, sarà l’occasione per mettere a fuoco gli aspetti più problematici delle nuove regole. A questo proposito, ANIA sottolinea come “sarebbe del tutto illogico introdurre un nuovo requisito patrimoniale per i titoli di Stato, a maggior ragione per le imprese che operano prevalentemente nel mercato nazionale di emissione del debito”.

Per quanto riguarda le ulteriori iniziative di riforma delle normative in ambito assicurativo, Farina dedica un passaggio alla regolamentazione sull’informativa e la trasparenza dei prodotti assicurativi di investimento (PRIIPs): “È cruciale che le misure di secondo livello tengano conto della normativa quadro e delle specificità del settore assicurativo, in particolare per quanto riguarda la metodologia di confronto dei costi e degli indicatori di rischio – osserva la presidente ANIA –. In caso contrario, potrebbero generare pesanti costi amministrativi, produrre distorsioni di concorrenza a svantaggio dell’offerta assicurativa, creare confusione nei consumatori”.

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