Rendimenti fondi pensione, venti punti di eccellenza

Fondi pensione (3)

(Autore: Roberto E. Bagnoli – CorrierEconomia)

Tanto hanno guadagnato più della liquidazione i migliori prodotti negli ultimi 15 anni. E dal 1998 i fuoriclasse hanno reso il 141 per cento, il doppio della media di categoria

Oltre venti punti percentuali in più di rendimento: nel medio-lungo periodo i fondi pensione stracciano il Tfr. Alcuni, però, hanno fatto molto meglio della media di categoria. Fra il primo gennaio 1998 (data di partenza dei pionieri fra questi strumenti previdenziali), i fondi aziendali o di categoria hanno reso il 78,2%, rispetto al 71% ottenuto dagli aperti (promossi da compagnie d’assicurazione, banche, Sim e Sgr) e al 53,4% del Tfr (il 6,91% della retribuzione lorda). La media annua supera il 4%. I fondi stravincono sulla liquidazione su tutti gli orizzonti temporali: a dodici mesi (rispetto al 31 marzo 2014), tre, cinque, dieci e quindici anni. Fino a cinque (rispetto al 31 marzo 2010) vincono gli aperti: rispetto al 31 marzo dell’anno scorso, per esempio, hanno reso l’11,5% contro il 10% di quelli aziendali o di categoria, comunque decisamente di più rispetto all’1,3% del Tfr in azienda. Nelle altre scadenze primeggiano invece i fondi aziendali o di categoria che, grazie alla minore incidenza di azioni, hanno sofferto meno il tonfo delle Borse dei primi anni Duemila.

Una bussola

Le elaborazioni realizzate da Corriere Economia offrono utili indicazioni per scegliere il cavallo giusto su cui far correre la propria pensione di scorta. Soprattutto quando si opta per i fondi aperti che, rispetto a quelli aziendali o di categoria, sono caratterizzati da una maggiore gamma di linee d’investimento con diverso profilo di rischio e rendimento: dalle garantite, che in determinati casi assicurano la restituzione dei contributi versati o un rendimento minimo annuo, alle azionarie. Nel corso del tempo, man mano che si avvicina al traguardo finale della pensione, bisogna ridurre gradualmente il rischio. Rispetto alle casse previdenziali aziendali o di categoria, gli aperti presentano costi mediamente più alti e, nel caso dei dipendenti, danno diritto al contributo aziendale solo quando vengono sottoscritti in base a un accordo fra datore di lavoro e lavoratori. Il disegno di legge Stabilità, varato nelle settimane scorse dal governo, prevede la possibilità di conservare il contributo aziendale (che aumenta decisamente la convenienza della previdenza integrativa) anche se, dopo il periodo minimo di due anni, ci si trasferisce a un altro strumento previdenziale diverso dal fondo aziendale o di categoria. La norma (che dovrà essere confermata durante l’iter parlamentare) cancellerebbe in pratica le attuali limitazioni.

Fra un prodotto e l’altro vi sono differenze molto rilevanti nelle performance. Così, per esempio, nell’arco di dodici mesi (rispetto al 31 marzo 2014), i migliori risultati sono stati ottenuti dalle le linee azionarie Insieme Linea dinamica di Allianz con il 25,7%, Eurorisparmio di Sella Gestioni con il 23,9% e Previras linea 4, anch’essa di Allianz, con il 23,7%. I tre prodotti hanno offerto rendimenti più che doppi rispetto all’11,5% medio dei fondi aperti. Anche nel medio-lungo periodo sono molto forti le differenze fra un prodotto e l’altro: dal primo gennaio 1998 al 31 marzo 2015 il migliore è stato il comparto azionario di Alta Crescita di Arca Previdenza (Arca Sgr), con il 141,1% (quasi il doppio rispetto a una media di categoria del 71%), seguito dal bilanciato-obbligazionario dello stesso fondo, con il 114% e da Almeglio azionario di Alleanza Toro (gruppo Generali, con l’111,3)%.

Rendimenti fondi pensione (CorrierEconomia 04.05.2015) Imc

Le statistiche

L’elaborazione ha esaminato anche i prodotti «persistenti» che, cioè, hanno sempre fatto meglio delle medie di categoria a cinque, dieci, quindici anni e dal primo gennaio 1998 al 31 marzo 2015. Nel medio-lungo periodo le linee migliori sono state l’azionaria Linea 4 di Previras (Allianz) con il 75,9%, la bilanciata Arca previdenza linea rendita di Arca Sgr con il 114% e l’obbligazionaria Previ-Bond del fondo aperto Sai di UnipolSai con l’86,7%. Insieme ai rendimenti, l’altro fattore che incide in misura determinante sul risultato finale del fondo pensione è determinato dai costi: in particolare la commissione annua per la gestione finanziaria, che viene applicata sul patrimonio della linea prescelta e grava quindi in via indiretta sull’iscritto. Tutte le voci di spesa sono indicate chiaramente nella Scheda sintetica, contenuta nella Nota informativa, che dev’essere letta attentamente prima di sottoscrivere il prodotto previdenziale.

Rendimenti fondi pensione (CorrierEconomia 04.05.2015) (2) Imc

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