Report Finaccord: Il mercato europeo delle assicurazioni viaggi

Assicurazione Viaggi (3) Imc

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Munich Re (attraverso ERV) ed Allianz sono i gruppi leader di un mercato frammentato, che si prevede possa arrivare a contabilizzare oltre 4,5 miliardi di premi lordi entro il 2018 (+17,6% rispetto ai 3,86 miliardi del 2014)

Secondo quanto riporta il nuovo studio di Finaccord – Travel Insurance and Assistance in Europe – che ha analizzato la situazione del mercato assicurativo delle coperture viaggi ed assistenza in venti paesi europei, nel 2014 il volume dei premi lordi contabilizzati del comparto è stato di 3,86 miliardi di Euro ed è previsto che la raccolta salga ad oltre 4,5 miliardi (+17,6%) entro il 2018. Il mercato britannico è di gran lunga il più importante per questo specifico segmento, visto che i volumi sono oltre il doppio rispetto alla Germania, il Paese che segue in classifica. In termini di premi lordi contabilizzati pro capite è invece la Norvegia a rappresentare il mercato europeo più sviluppato, mentre in Polonia sono stati registrati i maggiori tassi di crescita reali (ovvero al netto dell’inflazione) tra il 2010 ed il 2014.

“Con una quota del 29,3% sul totale complessivo, nel 2014 il Regno Unito ha pesato da solo per quasi un terzo del mercato assicurativo europeo delle coperture viaggi ed assistenza – ha commentato il consulente di Finaccord David Bowles –. I motivi di questo risultato risiedono nella frequenza con cui i cittadini britannici viaggiano all’estero, nella loro propensione alla stipula di coperture assicurative viaggi e nella media dei prezzi oltremanica per le polizze del comparto. Tutti fattori che sono applicabili anche per il mercato tedesco, tranne per quanto concerne l’aspetto tariffario. La differenza nella raccolta è infatti spiegabile anche dal prezzo medio in Germania di queste specifiche coperture: meno di un terzo rispetto al Regno Unito. Ed anche per questo motivo molte delle polizze acquistate dai viaggiatori tedeschi offrono garanzie decisamente meno complete rispetto a quelle dei loro omologhi britannici”.

Per quanto riguarda i tassi di crescita dei singoli mercati assicurativi per le coperture viaggi ed assistenza analizzati da Finaccord, Polonia (9%), Norvegia (7,2%), Romania (6,6%) e Turchia (5,4%) sono stati i Paesi con i maggiori progressi annui composti tra il 2010 ed il 2014 (crescita reale dei premi lordi contabilizzati). Nello stesso arco temporale, le performance annue composte più deboli sono state registrate in Repubblica Ceca, Italia, Spagna e Paesi Bassi, dove il volumi dei premi del comparto si sono ridotti, rispettivamente, del 4,5%, 4,3%, 2% e 1,8%. Sempre nel periodo 2010/2014, l’enorme mercato britannico si è incrementato in modo quasi impercettibile: +0,1% annuo composto.

“Il fatto che il mercato norvegese sia al secondo posto per quanto riguarda i tassi di crescita annui nei venti paesi analizzati è in qualche modo sorprendente, considerando che i viaggiatori del Paese già pagano un prezzo notevolmente più elevato per acquistare le singole coperture asssicurative viaggi ed assistenza rispetto ai loro omologhi degli altri paesi europei – ha proseguito Bowles –. Il numero delle singole polizze vendute in Norvegia è tuttavia aumentato molto rapidamente a seguito della analoga tendenza per quanto riguarda i viaggi all’estero. Il tasso di crescita del comparto nel Paese non può quindi essere esclusivamente ricondotto all’aumento dei prezzi delle coperture assicurative”.

Finaccord ha anche inoltre calcolato le quote indicative di mercato (nei singoli paesi e come dato aggregato) delle principali imprese del settore. Dall’aggregazione dei dati, risulta che Munich Re – attraverso la controllata ERV (Europäische Reiseversicherung) – e Allianz (principalmente attraverso la compagnia specializzata Allianz Global Assistance) sono i maggiori gruppi del comparto su scala europea, con una quota tra l’11 ed il 15% nel caso di Munich Re e tra il 10 ed il 14% per quanto riguarda Allianz. Il settore si presenta tuttavia piuttosto frammentato, visto che la quota di mercato delle imprese fuori dalla top-15 (in un segmento che conta complessivamente più di 260 gruppi operanti) oscilla tra il 28 ed il 38%.

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