Reputation Institute, nel 2017 Unipol è la prima azienda italiana per reputazione nel settore finanziario

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unipol-gruppo-hires-2Il gruppo assicurativo bolognese ha guadagnato quasi dieci punti di reputazione dal 2014 ad oggi, con un tasso di crescita superiore alla media del settore

Grazie al punteggio di 69/100 nella classifica 2017 Italy RepTrak (indice presso l’opinione pubblica), diffusa oggi da Reputation Institute, Unipol si posiziona al primo posto per reputazione tra le aziende italiane del settore finanziario (bancario e assicurativo).

Lo rende noto lo stesso gruppo assicurativo bolognese in un comunicato diffuso questo pomeriggio, nel quale si rimarca “l’importanza del traguardo” in un settore che (soprattutto negli ultimi anni) ha registrato la crisi del comparto bancario. la percezione del comparto assicurativo è però diversa, visto che nel corso degli ultimi cinque anni ha saputo differenziarsi, con una reputazione media passata da 63,1 punti nel 2011 a 65 punti secondo la graduatoria 2017.

Il Gruppo Unipol è riuscito a conquistare quasi dieci punti di reputazione in tre anni (da 59,9 nel 2014 a 69 nel 2017), “con una crescita – superiore alla media del settore – che gli ha consentito di arrivare ai vertici del ranking del comparto assicurativo”.

Il gruppo bolognese evidenzia come stia proseguendo il percorso iniziato nel 2014, quando a seguito della fusione con Fondiaria-Sai è diventato uno dei principali operatori del settore assicurativo e finanziario del Paese. Unipol considera la reputazione “una leva manageriale capace di attivare un cambiamento culturale che può promuovere la creazione di valore e adotta un approccio integrato che tiene in costante allineamento le attività di costruzione e di protezione della reputazione”.

“Il modello operativo di reputation management in Unipol – sottolinea inoltre il Gruppo nel comunicato – si caratterizza anche per ampiezza di analisi (sono sette i gruppi di stakeholder di cui si raccolgono periodicamente percezioni e aspettative: opinione pubblica, dipendenti, clienti, agenti, comunità finanziaria, giornalisti, istituzioni), prospettiva interna/esterna che permette di confrontare percezioni e aspettative sia interne (top management e dipendenti) che esterne all’azienda (altri pubblici) e infine un allineamento strategico con il quale le diverse funzione aziendali sono chiamate a contribuire alla realizzazione degli obiettivi reputazionali (creazione e protezione) partendo da un cruscotto di lavoro e azioni condivise”.

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