Reputation Institute, Unipol di nuovo al primo posto tra le aziende italiane per reputazione nel settore finanziario

Agenti - Futuro - Idea (Immagine Jack Moreh - Freerange Stock) Imc

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Unipol è la prima azienda italiana per reputazione nel settore finanziario (bancario e assicurativo) secondo la classifica 2018 Italy RepTrak (indice presso l’opinione pubblica) diffusa oggi da Reputation Institute. “Un traguardo importante – si legge in una nota del gruppo assicurativo bolognese – in un settore che, negli ultimi anni, a causa delle crisi del comparto bancario, continua a indebolirsi”.

Il profilo reputazionale di Unipol “si fonda prevalentemente sulle percezioni legate a prodotti/servizi, performance e innovazione: i prodotti sono considerati affidabili, la gestione sinistri tempestiva, l’assistenza al cliente alta e professionale. La solidità patrimoniale e le forti prospettive di crescita sono aspetti altrettanto rilevanti perché costituiscono una garanzia per il futuro; la ricerca e lo sviluppo di soluzioni tecnologiche sono considerati elemento distintivo grazie al know-how consolidato in tema di telematica applicata al business assicurativo”.

Unipol – prosegue la nota – considera la reputazione “una leva manageriale capace di attivare un cambiamento culturale che può promuovere la creazione di valore e adotta un approccio integrato che tiene in costante allineamento le attività di costruzione e di protezione della reputazione”.

Il modello operativo di reputation management in Unipol “si caratterizza anche per ampiezza di analisi (sono sette i gruppi di stakeholder di cui si raccolgono periodicamente percezioni e aspettative: opinione pubblica, dipendenti, clienti, agenti, comunità finanziaria, giornalisti, istituzioni), prospettiva interna/esterna che permette di confrontare percezioni e aspettative sia interne (top management e dipendenti) che esterne all’azienda (altri pubblici) e infine un allineamento strategico con il quale le diverse funzioni aziendali sono chiamate a contribuire alla realizzazione degli obiettivi reputazionali (creazione e protezione) partendo da un cruscotto di lavoro e azioni condivise”.

L’esperienza nel capitale reputazionale – conclude la nota – “si è tradotta anche in una soluzione assicurativa per rispondere all’evoluzione del contesto socio-economico dove il rischio reputazionale è tra i principali percepiti. La copertura permette di tenere indenne l’azienda assicurata dagli eventuali danni economici originati da eventi mediatici negativi, nelle condizioni previste dalla polizza”.

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