Resoconto conferenza “La privacy nella sanità” – Roma, 17 aprile

eHealth - Sanità - Salute Imc

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Si è tenuta lo scorso 17 aprile a Roma la conferenza La privacy nella sanità: il sistema sanzionatorio e l’attività ispettiva, organizzata da Scudomed e Area Medici (associazione collegata al gruppo European Brokers).

Secondo quanto è emerso nel corso dei molteplici interventi, le nuove normative (GDPR) comporteranno una rivoluzione culturale nella tutela dei dati personali, che coinvolge in modo diretto le strutture sanitarie pubbliche e private chiamate ad adeguarsi. “Regole più stringenti, che tengono conto delle nuove tecnologie che permeano la nostra vita, di quanto i dati siano diventati preziosi in quanto possibile fonte di business (anche illecito) e quindi della necessità di tutelarli al meglio”. E che prevedono anche, in caso di violazioni, sanzioni che possono arrivare fino a venti milioni di Euro o fino al 4% del volume d’affari totale annuo.

Le oltre 500 strutture sanitarie private, in gran parte accreditate al Servizio sanitario nazionale, aderenti all’AIOP (Associazione italiana ospedalità privata) “sono pronte ad affrontare il nuovo regolamento”, ha affermato il direttore generale dell’associazione Filippo Leonardi. Nel tempo trascorso tra la pubblicazione e l’operatività del regolamento la sede nazionale AIOP ha svolto “un’intensa attività di informazione e formazione” proprio per accompagnare le strutture nel percorso di adeguamento.

Anche le strutture cattoliche “sono pronte a integrare le nuove regole, facendo anche molta attività di formazione, un aspetto importante”, ha dichiarato padre Virginio Bebber, presidente di ARIS (Associazione religiosa istituti socio-sanitari) che ha tenuto a sottolineare come “se è vero che ormai c’è una datizzazione della persona umana, occorre ricordare che per primo va garantito sempre l’uomo, ancor più quando malato. L’uomo malato è il vero padrone di casa nelle nostre strutture”.

Un esempio concreto del lavoro fatto e del sistema costruito proprio per ottemperare a quanto richiesto dalla normativa europea è arrivato dall’IFO (Istituti Fisioterapici Ospitalieri), con la relazione di Giuseppe Navanteri dell’Ufficio tecnologie e sistemi informatici che ha concluso: “Dobbiamo arrivare a capire che il dato sensibile è un patrimonio, un diritto inviolabile, una nostra proprietà”. Un tema ripreso con forza dal colonnello Marco Menegazzo (a capo del Nucleo Speciale Privacy della Guardia di Finanza) che, su delega del garante per la Privacy, si occupa già ora delle ispezioni. Un compito che continuerà a svolgere anche con la nuova normativa.

“A noi – ha spiegato Menegazzo – spetta il compito di verificare che la normativa venga applicata in modo corretto e, qualora riscontriamo delle anomalie, di rapportare all’Autorità facendo una fotografia di quello che rileviamo consentendo così all’Autorità di procedere con l’attività sanzionatoria”. Non bisogna dimenticare, ha aggiunto il colonnello, che “il dato identifica la persona. Dobbiamo creare una cultura di protezione dei dati, che vuol dire protezione delle persone. A maggior ragione per i dati sensibili e ultrasensibili come quelli sanitari”.

Intermedia Channel


P.S.: Sul sito internet di Area Medici sono disponibili i video di tutti gli interventi della conferenza

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