Resoconto convegno “Assicurazioni, quali riforme per il settore?” – Roma, 31 marzo

Assicurazioni - Investimenti - Professionisti - Venture Capital (2) Imc

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Sostenibilità e mutualità sono le parole chiave per una riforma virtuosa del settore assicurativo, Per Konsumer Italia “è questo il momento giusto: oggi il consumatore è al centro della scena come mai prima. Agire a livello legislativo, in un’ottica di completa trasparenza”

“La volontà di confrontarsi e capire, senza urlarsi addosso e cercando di capire anche le difficoltà dell’interlocutore o della controparte”. Così può riassumersi il senso del convegno Assicurazioni, quali riforme per il settore?, tenutosi a Roma nella giornata di ieri.

“Ognuno, nel proprio ruolo, cerca di svolgere il proprio lavoro nella maniera migliore – ha infatti sottolineato il presidente di Konsumer Italia (organizzatrice del convegno), Fabrizio Premutie questo nel confronto va tenuto sempre presente”. Il Comitato – si legge in una nota – “promuove un nuovo modo di fare consumerismo, che non sia limitato alle pur importanti azioni legali ma che cerchi il dialogo, il confronto, la convergenza degli obiettivi in un’ottica di sostenibilità”.

L’iniziativa ha visto intervenire e confrontarsi Maurizio Hazan e Giampaolo Petri per il Comitato Riforme Assicurative promosso da Konsumer, Roberto Castelli, Umberto Guidoni per l’ANIA, Vittorio Verdone per UnipolSai, Luigi Viganotti e Piergiorgio Pistone per il punto di vista di broker ed agenti. A Riccardo Quintili – direttore de Il Test – Salvagente – il compito di moderare la tavola rotonda, della quale ha tirato le conclusioni proprio il presidente di Konsumer Italia.

“Oggi, come mai prima, è il momento di parlare di assicurazioni a livello consumeristico perché mai come oggi il consumatore è posto al centro della scena a livello legislativo e normativo – ha affermato Hazan –. Oggi che la crisi delle risorse comporta un arretramento dello Stato rispetto al welfare, il sistema assicurativo è socialmente fondamentale, ma deve rinunciare alle logiche antiche che ha seguito finora, adeguandosi ad un mondo che sta rapidamente evolvendo e basando le proprie strategie su principi ‘consumer-centrici’ di tutela di prodotto e di processo”.

Giampaolo Petri, rammentando “che le peggiori prepotenze nella storia sono state attuate tramite le leggi”, ha individuato nel confronto sulle distonie legislative e sulle aree in cui le norme sono invece carenti la via da percorrere per il raggiungimento dei risultati a beneficio di tutti gli attori: “Fondamentale è anche lavorare sulla consapevolezza dei cittadini sui propri bisogni assicurativi, facendo cultura, educando alla gestione del rischio”.

Roberto Castelli ha sottolineato il vantaggio per la collettività di una sempre maggiore diffusione dei dispositivi tecnologici sulle autovetture: “L’installazione delle black box non ha ancora raggiunto i livelli attesi, anche per timori dei cittadini legati alla tutela della propria privacy. Ma gli strumenti attualmente a disposizione garantiscono la difesa dei dati raccolti dalle scatole nere”. Castelli ha inoltre ribadito l’importanza della portabilità dei dispositivi.

Umberto Guidoni ha rimarcato la funzione delle assicurazioni quale importante forma di protezione e l’inutilità di un rapporto conflittuale tra compagnie e consumatori: “Le imprese non hanno alcun interesse ad andar contro gli assicurati”. ANIA riafferma quindi la propria disponibilità al dialogo. Lo Stato “deve predisporre regole quadro per tutelare i soggetti deboli, ma la concorrenza è compito del mercato”, ha osservato il responsabile Servizio Auto dell’Associazione delle imprese assicurative.

Vittorio Verdone, ribadendo il peso “che la mole di continui interventi legislativi impone sulle compagnie”, ha evidenziato l’importanza della componente servizio nei prodotti assicurativi: “Il benessere del consumatore non può essere ridotto ad un mero contenimento dei prezzi”.

Secondo Luigi Viganotti non si può parlare di riforme del settore assicurativo se la politica delle compagnie è quella della disintermediazione, a favore di una “intermediazione informatica”: “Manca la cultura di base sulle assicurazioni, che non può essere ridotta alla Rc Auto, e questa cultura può essere trasmessa solo dagli intermediari”.

Piergiorgio Pistone ha quindi sollevato la questione dell’utilità del questionario di adeguatezza, così come oggi proposto, ed ha sottolineato l’importanza di una vera semplificazione e del potenziale sociale nel settore assicurativo.

“Se tutti noi oggi riconosciamo che il settore assicurativo ha dei punti di default così critici, è perché probabilmente le leggi che regolano questo mondo, magari in fase di proposta partite in maniera positiva, sono state successivamente modificate da attività di lobby per tutelare interessi diversi – ha concluso Premuti, che ha inoltre annunciato come dai lavori del Comitato nascerà un testo, manifesto ideologico per arrivare ad una riforma vera del settore assicurativo – ma non hanno fatto gli interessi dei cittadini. Il tema di questo convegno è la sostenibilità: dobbiamo agire in maniera che non ci siano più utili speculativi per le compagnie, ma nemmeno risarcimenti speculativi a loro carico. Dobbiamo tornare a pensare al sistema assicurativo come a un sistema virtuoso in cui mutualità è una parola che determina la solidarietà tra diversi, mettendo chiunque in condizione di adempiere agli obblighi che assume”.

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