RESOCONTO PRIMO WORKSHOP UEA 2014 – VERONA, 27 FEBBRAIO

UEA - Workshop Verona (2) Imc

Grande successo per il primo workshop Uea 2014. Il nuovo format creato dall’associazione per la formazione degli intermediari professionali, ha preso ufficialmente il via lo scorso 27 febbraio a Verona. Quattro realtà partner PER, Dual, Asacert E DAS hanno proposto, ognuna nel suo ambito, approfondimenti dedicati ad altrettanti temi-chiave, specificatamente scelti per tradursi in “Plus qualificanti dell’Impresa-Agenzia”

UEA - Workshop Verona ImcGli incontri tradizionalmente organizzati su tutto il territorio nazionale dal Centro Studi di UEA hanno assunto una nuova veste, quella del workshop, “per essere ancora più vicini” alle esigenze di formazione ed informazione degli intermediari. Il primo appuntamento di questo ciclo di incontri si è svolto lo scorso 27 febbraio, presso la sede D.A.S. di Verona, ed ha visto la partecipazione di Stefano Sala – amministratore delegato di PER, Maurizio Ghilosso – amministratore delegato di Dual Italia, Fabrizio Capaccioli – direttore generale di Asacert e Marco Rossi – direttore commerciale di D.A.S.

Ad introdurre i lavori è stato il delegato distrettuale Uea, Anna Fasoli, agente di Verona che ha sviluppato il suo intervento a partire dal concetto di “resilienza”, tecnicamente la capacità di un materiale si subire urti improvvisi senza spezzarsi, o di un ecosistema di ritrovare un equilibrio dopo un forte shock. “Una parola mutuata dalla meccanica ingegneristica – ha chiarito Fasoli – che ben si adatta alla nostra realtà di intermediari professionali, chiamati a resistere e a risollevarci da una crisi economica devastante e da diverse tipologie di sollecitazioni esterne che minacciano la nostra sopravvivenza”. L’incontro di Verona, nell’intento di Uea, nasce proprio dalla necessità di dotare gli intermediari di “plus qualificanti”, ovvero di strumenti concretamente utili per sviluppare la propria impresa attraverso partnership altamente qualificate, in grado di tradursi in un valore aggiunto per il cliente. “La scelta dei nostri partner – ha concluso Fasoli – è ciò che ci distingue oggi, in un mercato sempre più competitivo, e che ci consentirà di sopravvivere domani in uno scenario sempre più difficile”.

Il primo intervento è stato quello di Stefano Sala, amministratore delegato di PER, che ha subito chiarito in che modo il momento del danno, e del suo risarcimento, può essere concepito in chiave di fidelizzazione del cliente, tramite la riparazione diretta, anziché l’indennizzo in denaro. Attraverso l’analisi dei dati provenienti dall’Europa, dove questo servizio è già attivo da qualche anno, Sala ha illustrato da un lato le potenzialità di questo strumento in termini di risparmio per le Compagnie (circa il 15-20%) sul costo medio del sinistro, ma soprattutto dal punto di vista della soddisfazione del cliente per il quale, sia esso un privato o un’azienda, in caso di un danno property – come un incendio o un allagamento – l’obiettivo prioritario è quello di tornare ad una condizione di normalità nel più breve tempo possibile. “Avere a disposizione un network di professionisti, pronti ad intervenire entro 6 ore dalla denuncia del danno, in tutta Italia, con prodotti e macchinari di ultima generazione, permette di chiudere il sinistro in maniera ottimale e con tempi notevolmente inferiori rispetto allo scenario in cui il cliente si trova da solo a ricercare e scegliere le maestranze necessarie alla riparazione dei diversi danni”.

Il secondo intervento ha riguardato invece l’ambito della Rc professionale, un settore in cui – come ha sottolineato l’amministratore delegato di Dual Italia, Maurizio Ghilosso – c’è ancora molta confusione. “Nonostante l’obbligo della copertura di Rc sia in vigore dall’agosto del 2013 – per tutte le professioni esclusi medici e avvocati – solo il 40% dei circa 900 mila professionisti coinvolti risulta assicurato. Negli ultimi quattro anni il mercato è cresciuto del 5,2% e per i prossimi quattro è atteso un incremento solo del 4% annuo. Questo è essenzialmente imputabile a due fattori: il fatto che le realtà professionali non assicurate siano di dimensioni molto ridotte e l’esagerata pressione competitiva sul prezzo, soprattutto in rapporto al costo dei sinistri”. Ghilosso ha poi illustrato, attraverso una serie di grafici esplicativi e riferiti alle casistiche dei sinistri di alcune professioni (avvocati, commercialisti, ingegneri e architetti), l’importanza che la polizza di Rc professionale sia strutturata secondo una logica all risks. “Oggi il mercato è molto affollato e c’è una grande competizione tariffaria, ma le polizze sono tutte uguali? La risposta è no, ma troppo spesso i professionisti non lo sanno. Andando ad analizzare i contenuti delle coperture, vi sono aspetti come la retroattività, la clausola claims made e le cosiddette circostanze che possono avere un impatto decisivo per l’attività del cliente”.

Oggetto della terza relazione sono state invece le polizze CAR e le polizze indennitarie postume. Nello specifico, Fabrizio Capaccioli, direttore generale di Asacert, ha spiegato come “l’evoluzione delle polizze assicurative, che con sempre maggiore interesse stanno diffondendosi nei più impegnativi campi tecnologici, ha visto l’ingresso di una nuova figura, quella del controllore tecnico”. Si tratta di un organismo, abilitato a redigere rapporti di ispezione, che supporta le Compagnie nella conoscenza di rischi di particolare impegno tecnico, affinché questi possano essere considerati “normalizzati” ovvero rispettino limiti di accettabilità. “Gli obiettivi principali del controllo tecnico sono la prevenzione del rischio dei difetti e la normalizzazione del rischio, ma soprattutto scopo e finalità di un buon controllo tecnico indipendente e di terza parte sono la trasparenza e qualità del processo delle costruzioni; e la qualità sostanziale del prodotto finito, sia che si tratti di un edificio ovvero di una grande opera o di un’infrastruttura strategica”.

In chiusura, Marco Rossi, direttore commerciale di D.A.S, ha fornito un’ampia casistica riferita agli eventi negativi che possono colpire un’azienda (infortuni sul lavoro con lesioni), così come una famiglia (il classico vaso che cade dal balcone), relativi alla circolazione stradale (incidenti con morti o feriti) o piuttosto all’utilizzo del web (furto di identità / dati sensibili / credenziali bancarie), in cui una polizza di tutela legale può risultare indispensabile per tutelare il patrimonio del cliente, rispetto a procedimenti penali, amministrativi e civili. Soprattutto Rossi ha ribadito come la proposta di valide coperture di tutela legale possa valorizzare l’identità dell’intermediario professionale e qualificare maggiormente la sua offerta al cliente. “Per D.A.S. – ha sottolineato Rossi – l’unico interlocutore capace di spiegare correttamente i rischi di tutela legale è l’agente. Il potenziale di questo mercato per gli intermediari è molto rilevante e ancora largamente inesplorato, dalle nostre indagini abbiamo riscontrato anche segnali incoraggianti in termini di propensione all’acquisto da parte dei consumatori, il discrimine resta la capacità di far percepire adeguatamente la portata di questi rischi”.

UEA segnala che nei prossimi giorni verranno diffusi, tramite il servizio Uea Webcast, brevi video-speech dei relatori intervenuti al convegno, e sarà possibile scaricare tutte le slide direttamente dal sito www.uea.it (previo login). Gli atti del workshop saranno invece pubblicati sul prossimo numero della rivista bimestrale “Attualità Uea”.

Per il 2014 l’assoziazione ha in programma di replicare questo format in altre cinque città italiane. Il prossimo appuntamento sarà a Torino il 10 aprile e a seguire la formazione Uea farà tappa a Matera, Bergamo, Monza, per chiudere con un ultimo incontro in territorio siciliano. Ogni incontro darà diritto a 4 ore di crediti formativi Ivass e sarà caratterizzato dalla scelta di differenti temi e prospettive, “anche in ragione delle peculiarità territoriali e delle specifiche proposte dei Delegati Distrettuali Uea”.

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