Responsabilità civile, per agenti e broker il rischio ora pesa di più

Rc professionale - Contratto Imc

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Come indica l’Annual Report 2018 del CESIA, l’istituzione promossa da CGPA Europe per lo studio dei rischi della responsabilità civile professionale degli intermediari assicurativi, con l’attuazione della direttiva europea sulla distribuzione dei prodotti assicurativi (IDD) il profilo di rischio degli intermediari professionali continua ad evolvere verso una maggiore complessità richiedendo nuovi strumenti di prevenzione

L’applicazione della direttiva europea sulla distribuzione dei prodotti assicurativi (IDD) ha formalizzato una tendenza chiaramente manifestatasi negli anni recenti: la centralità, nella distribuzione finanziaria e assicurativa, della tutela di chi compra e la conseguente maggiore responsabilità in capo agli intermediari. L’incremento delle regole che disciplinano la relazione tra intermediari e assicurati obbliga agenti e broker a innovare gli strumenti conoscitivi e operativi di prevenzione del rischio.

Sono state queste le principali indicazioni provenienti del terzo Annual Report del CESIA, il Centro Studi Intermediazione Assicurativa, istituzione creata da CGPA Europe per promuovere la prevenzione dei rischi di responsabilità civile professionale.

La presentazione del Report, avvenuta settimana scorsa a Roma, è stata introdotta da Lorenzo Sapigni – rappresentante generale per l’Italia di CGPA Europe – e curata da Massimo Michaud, coordinatore del CESIA. Oltre a contenere un’analisi della recente evoluzione normativa e il resoconto dell’attività svolta nell’anno dal Centro Studi, che ha registrato un forte incremento della partecipazione ai lavori di agenti e broker, la pubblicazione analizza quattro casi, effettivamente accaduti, esemplificativi delle tendenze in atto:

  • infedeltà di un subagente ai danni dell’agente per mancata rimessa dei premi incassati;
  • emissione fraudolenta di una polizza falsa ai danni del cliente;
  • disattesa dell’obbligo di consiglio basato sui princìpi della correttezza, diligenza e trasparenza da parte dell’intermediario e dell’impresa di assicurazioni nei confronti del contraente;
  • danni conseguenti alla sostituzione di un prodotto con un altro avente, almeno in parte, contenuti tecnici parzialmente difformi.

L’analisi contenuta nel Report 2018, condotta dai membri del Comitato Scientifico del CESIA, “s’inquadra nel percorso iniziato nel 2017 dal Centro Studi: raccogliere i casi di responsabilità civile registrati nell’attività d’intermediazione (sinistri denunciati, profili di responsabilità in capo agli intermediari, pronunce dei giudici)”. L’obiettivo “è quello di costruire una banca dati digitale dalla quale gli intermediari potranno estrarre le indicazioni utili per la prevenzione”.

I casi esaminati, spiegano dal Centro Studi, esprimono tendenze visibili nelle richieste di risarcimento per responsabilità civile registrate in Italia negli anni recenti. Nel quinquennio 2014-2018 la responsabilità civile ha originato oltre due terzi (67%) delle denunce di sinistro presentate a CGPA Europe dagli intermediari professionali assicurati dalla compagnia. Il resto è stato originato da altre due garanzie coperte dalla polizza: tutela legale (21%) e infedeltà dei collaboratori (10%).

Principale causa dei sinistri è stata il mancato assolvimento dell’obbligo d’informazione e consulenza (45% dei casi), seguito dagli errori amministrativi e di gestione (37%) e dai danni per infedeltà dei collaboratori (12% per i danni causati all’agenzia, 5% per i danni causati a terzi per infedeltà dei collaboratori). Costruendo la graduatoria sulla base del valore economico delle richieste di risarcimento anziché sui sinistri denunciati, i pesi cambiano: il mancato assolvimento dell’obbligo d’informazione e consulenza sale al 55% e i danni a terzi per infedeltà dei collaboratori schizzano al 26%.

Polizze claims made: che cosa cambia dopo l’ultima sentenza della Cassazione

La presentazione del Rapporto Annuale 2018 è stata seguita da una tavola rotonda, moderata dall’avvocato Alessandro Calzavara, sull’ultima sentenza emanata dalla Cassazione in Sezioni Unite (n. 22437 del 24 settembre 2018) in materia di polizze claims made. Focus del confronto: gli effetti che i princìpi enunciati dalla Corte potrebbero avere sulla sottoscrizione delle polizze di Rc Professionale e sull’attività distributiva, in particolare nella fase precontrattuale, tipicamente gestita dagli intermediari assicurativi.

Al confronto hanno partecipato, oltre a Sapigni, Sara Landini (Docente di diritto privato e di diritto delle assicurazioni dell’Università di Firenze), Antonio Longo (Docente di diritto degli intermediari finanziari all’Università di Viterbo La Tuscia), Patrizia Pompei (presidente della quinta sezione civile del Tribunale delle imprese e fallimenti presso il Tribunale di Firenze) e Giorgio Grasso (partner dello Studio Legale Batini, Traverso, Grasso & Associati, nonché apprezzato docente ospite delle sessioni di aggiornamento formativo curate da Intermedia Channel).

“Gli intermediari professionali assicurativi dovranno operare in uno scenario distributivo più ostico sotto diversi profili – ha dichiarato il Rappresentante Generale per l’Italia di CGPA Europe –. Nella competizione che si è aperta tra canali, la capacità di prestare consulenza può essere un fattore vincente di agenti e broker. Cogliere quest’opportunità implica però maggiore preparazione, conoscenza dei rischi potenziali e capacità di padroneggiare le soluzioni preventive e quindi la necessità d’investire di più nella crescita professionale. E’ un bisogno che agenti e broker avvertono chiaramente come ha dimostrato l’incremento della partecipazione ai lavori del CESIA nel 2018”.

Intermedia Channel

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