RICERCA GLOBALE DI ZURICH RIVELA ELEVATO LIVELLO DI OTTIMISMO TRA LE PMI

Un sondaggio di Zurich ha esplorato le sfide da affrontare e le aspirazioni delle piccole e medie imprese (PMI) a livello globale. Di fronte ad una forte concorrenza e a una domanda debole da parte dei consumatori, le PMI si stanno adattando con elasticità nell’individuare nuove fasce di clienti, anche espandendosi in nuovi mercati

PMI - Nuovi mercati ImcSecondo un sondaggio commissionato da Zurich Insurance Group, la forte concorrenza e la debole domanda da parte dei consumatori sono i due rischi significativi che attualmente le piccole e medie aziende stanno affrontando a livello globale. Eppure, nonostante le sfide davanti a loro, le PMI si battono strenuamente per la propria crescita, individuando nuovi segmenti di clientela attraverso canali di vendita tradizionali e innovativi, anche espandendosi verso nuovi mercati.

La ricerca di Zurich ha esaminato sfide, rischi ed opportunità intervistando 3293 PMI in Australia, Brasile, Germania, Indonesia, Irlanda, Italia, Messico, Portogallo, Spagna, Svizzera, Emirati Arabi Uniti (ricerca condotta da GfK) e Regno Unito (commissionata a YouGov).

Mike Kerner, amministratore delegato della divisione General Insurance di Zurich, ha commentato così i risultati del sondaggio: “Rileviamo con piacere il fatto che l’84% delle PMI a livello globale siano ottimiste rispetto al proprio sviluppo commerciale, mostrando una forte capacità di ripresa nonostante le sfide economiche che devono fronteggiare. Abbiamo una lunga esperienza di supporto alle imprese, piccole e grandi, nel proteggerle da una vasta gamma di rischi – da quelli tradizionali come furto, incendio a quelli nuovi ed emergenti, come l’interruzione di esercizio, la responsabilità civile professionale o i rischi informatici. Capire realmente i problemi che devono affrontare i nostri clienti ci aiuta a migliorare il supporto futuro nei loro confronti, attraverso la nostra esperienza globale e la conoscenza applicata a livello locale“.

Espansione nei mercati locali e in nuove realtà

Attrarre nuovi clienti è considerato vitale per la maggior parte delle piccole e medie imprese, che negli ultimi dodici mesi si sono concentrate nei mercati domestici (23%) e internazionali (13%). La capacità di conquistare nuove fasce di clienti è ritenuta come la più grande opportunità di crescita anche per il prossimo anno (rispettivamente 33% e 14%). Dal punto di vita “tattico“, le PMI hanno in programma di attrrarre nuova clientela attraverso la diversificazione di prodotti e servizi (18% nell’ultimo anno e 19% nel prossimo).

Circa il 26% delle piccole e medie imprese degli Emirati Arabi Uniti e circa il 15% in Svizzera, Spagna, Irlanda, Australia e Messico sono già riuscite a espandersi all’estero, attraverso la creazione di adeguate attività di export. E le imprese di questi paesi sono piuttosto ottimiste nella possibilità di poter proseguire in questo trend.

Approccio diversificato nell’adattare politiche di riduzione costi e crescita stipendi

Nel contesto economico attuale, le PMI spagnole, portoghesi, italiani e irlandesi sono state le principali protagoniste nella politica di riduzione dei costi (rispettivamente 25%, 20%, 24% e 15%), ma allo stesso tempo hanno rallentato i tassi di aumento degli stipendi dei propri dipendenti (4%, 6%, 4% e 3%), situazione che riflette le sfide economiche che questi stati membri della zona Euro stanno attualmente affrontando. Nel frattempo, in altri paesi europei le PMI hanno sostenuto maggiori remunerazioni in termini di stipendi: 24% in Svizzera, 14% in Germania, 20% nel Regno Unito, limitando nel contempo i propri costi. La stessa tendenza – crescita degli stipendi e contenimento dei costi, è stato notato nei mercati emergenti: 41% – 15% in Brasile, 16% – 5% in Indonesia e 17% – 12% in Messico.

Concorrenza, stagnazione nei consumi e furto percepiti come rischi maggiori, mentre incendio e cyber-crimini non sono percepiti come attuali motivi di eccessiva preoccupazione

Più di un terzo (36%) dei dirigenti delle PMI intervistati identifica nella concorrenza (soprattutto in quella percepita come dumping) uno dei rischi più gravi che le loro imprese si trovano ad affrontare; la mancanza di domanda da parte dei clienti è invece la tematica più importante per un quarto di essi (24%). Questa seconda questione è un problema principale in Spagna (43%), Italia (35%), Portogallo (32%) e Regno Unito (34%), ma rappresenta una preoccupazione minore in Indonesia (11%), Germania ed Emirati Arabi Uniti (entrambi 14%).

Il rischio furto viene citato come uno dei più rilevanti in modo omogeneo in tutte le aree geografiche (19%), mentre il rischio incendio è motivo di seria preoccupazione solo per le PMI in Brasile (20%).

Le frodi online, la pirateria informatica e altri cyber-crimini, sorprendentemente, non sono stati classificati come rischi maggiori: solo nel Regno Unito il 9% delle PMI ha evidenziato questo genere di pericolo. E’ però molto probabile che la percezione verso questo genere di rischi sia destinata a cambiare a breve termine: il 16% delle piccole e medie imprese hanno messo gli occhi sul commercio via web ed altre opportunità di vendita in canali innovativi, e il 13% sta pianificando di utilizzare nei prossimi 12 mesi le nuove tecnologie applicate al proprio modello di business.

La professionalità è la chiave per la crescita

Il 26% delle PMI ha intenzione di investire in efficienza operativa, migliorando la professionalità del proprio personale. L’investimento nelle risorse umane è supportato da oltre il 14% delle piccole e medie imprese a livello globale, con Svizzera (27%), Messico (22%), Brasile (20%) e Portogallo (20%) ai primi posti tra i paesi presi in esame.

Risultati del sondaggio commissionato da Zurich “Challenges, Risks and Opportunities for Small and Medium Enterprises (in inglese)

Infografica #1 Infografica #2 (in inglese)

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