Ricerca Nomisma-Unipol, gioco d’azzardo ampiamente diffuso tra i giovanissimi

Gioco d'azzardo - Casino - Asso (Foto Pixabay - Pexels) Imc

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Presentati i risultati della ricerca su giovani e gioco d’azzardo realizzata dalla società di consulenza in collaborazione con il supporto del gruppo assicurativo e la collaborazione dell’Università di Bologna. Il 48% dei ragazzi tra i 14 e i 19 anni si è avvicinato al gioco d’azzardo e, tra questi, il 6% ha sviluppato pratiche di gioco problematiche. Poco meno di un minorenne su due (46%) ha avuto almeno una occasione di gioco nel 2018. Le prime tre motivazioni che avvicinano i giovani al gioco d’azzardo sono: “Curiosità” (26%), “Divertimento” (23%), “Caso” (20%). L’8% dei giovani giocatori individua nella pubblicità (vista in TV, su giornali o altri mezzi di comunicazione/nei bonus trovati online) il motivo di iniziazione al gioco. La pubblicità influenza maggiormente i ragazzi di età inferiore ai 15 anni che frequentano istituti professionali (11%), che fanno uso abituale (almeno una volta a settimana nell’ultimo mese) di sostanze d’abuso (14%), energy drink (12%)

Nel 2018 il 48% dei ragazzi tra i 14 e i 19 anni ha avuto almeno una occasione di gioco, “propensione che segnala in modo inequivocabile il fascino che esercita il gioco”. Si tratta di dimensioni “che evidenziano un’ampia diffusione del gioco d’azzardo anche tra i giovanissimi e che suggeriscono l’importanza del monitoraggio del fenomeno per impostare azioni efficaci di prevenzione e sensibilizzazione”. È con questo spirito che nasce l’Osservatorio Nomisma, realizzato con il supporto di Unipol e in collaborazione con tre dipartimenti dell’Università di Bologna, i cui risultati sono stati presentati ieri a Milano in occasione dell’evento Gioco & giovani. Abitudini, motivazioni e approccio al quale hanno partecipato, tra gli altri, Pierluigi Stefanini (presidente Gruppo Unipol) e Luca Dondi (amministratore delegato Nomisma).

Un Osservatorio “che ritiene cruciale l’interazione” con le scuole che ogni anno partecipano attivamente grazie al coinvolgimento di un ampio campione di studenti tra i 14 e i 19 anni di età; nell’ultimo anno scolastico (2017-2018) sono stati oltre 10.000 i ragazzi che hanno partecipato alle attività.

Molti giovani (il 26%) iniziano a giocare per curiosità, per divertimento (23%) o per caso (20%); altri perché all’interno del gruppo di amici o familiare si gioca con abitudine (13%). Ulteriori motivazioni sono la speranza di vincere denaro (11%) come lo stimolo derivante da pubblicità o bonus (5%).

Non per tutti il gioco è divertimento; dallo studio condotto da Nomisma emerge infatti che il 6% dei ragazzi ha sviluppato pratiche di gioco problematiche. In questo segmento di giovani giocatori è possibile rilevare sintomi capaci di produrre effetti negativi derivanti dal gioco sia sulla sfera psico-emotiva (ansia, agitazione, perdita del controllo) sia su quella delle relazioni (familiari, amicali e scolastiche).

Il giocatore problematico è prevalentemente maschio, maggiorenne, frequenta istituti tecnici o professionali, ha un rendimento scolastico insufficiente e risiede al Sud. Tra gli studenti della Lombardia la quota di giocatori problematici è pari al 4%, più bassa della media nazionale, ma in linea con quella di altre regioni settentrionali.

Non è solo il gioco problematico a rappresentare un fattore di attenzione: anche l’accesso dei minori al gioco lo è; l’Osservatorio Nomisma segnala infatti che il 46% dei minorenni ha avuto almeno una occasione di gioco negli ultimi 12 mesi.

Molti i dati proposti dall’Osservatorio, utili a delineare i comportamenti di gioco: il 10% degli studenti delle scuole secondarie superiori è frequent player (ha giocato una volta a settimana o anche più spesso). Il gioco è tuttavia per lo più un passatempo occasionale e ha un impatto limitato sulla vita quotidiana. Il 6% degli studenti gioca con cadenza mensile, un altro 32% più raramente.

Per il 75% dei giocatori la spesa media settimanale in giochi è inferiore a 3 Euro e il 58% degli studenti non spenderebbe nulla in giochi davanti a un’inaspettata disponibilità di 100 Euro.

L’Osservatorio 2018 ha inoltre proposto un focus per valutare quanto la pubblicità influenzi i giovani nel provare per la prima volta il gioco d’azzardo. Il focus ha evidenziato, il profilo dei soggetti più sensibili a tale fattore: i ragazzi più giovani (il 10% degli under 15 inizia a giocare d’azzardo attratto dalla pubblicità vista sui mezzi di comunicazione o dai bonus trovati on line), che frequentano gli istituti professionali (11%), che credono che per vincere al gioco sia una questione di abilità (13%), che hanno uno stile di vita che comprende l’uso abituale di sostanze d’abuso (14%).

Un’analisi della spesa media settimanale per giochi e scommesse dei giovani giocatori sensibili alla pubblicità, infine, mostra come l’importo medio speso sia di 9,10 Euro su un totale di 28 Euro disponibili grazie alla paghetta, ogni settimana, per esigenze personali.

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