RIFORMA DEL LAVORO: ECCO IL RESOCONTO DELL’AUDIZIONE DELL’ANIA ALLA CAMERA

Paolo Garonna, direttore generale dell’Associazione delle imprese, si è detto favorevole alle finalità del provvedimento, anche se permangono alcune criticità.

Paolo Garonna (nella foto), direttore generale dell’Ania, è stato ricevuto oggi in audizione presso la XI commissione (Lavoro pubblico e privato) della Camera dei Deputati sul disegno di legge A.C. n. 5256 Disposizioni in materia di riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di crescita.

«Con riferimento a questo disegno di legge», ha detto Garonna, «l’Ania, pur condividendo, sul piano generale, l’impostazione e le finalità del provvedimento, è dell’avviso che permangono talune criticità la cui eliminazione, in sede parlamentare, potrebbe invece con maggiore efficacia determinare la auspicata azione di recupero della competitività nell’ambito del lavoro e, più in generale, una ripresa dell’economia nazionale».

In particolare, sulla flessibilità in ingresso e in uscita, Garonna ha detto che, «da quanto emerge dal disegno di legge, continua a non comprendersi il motivo dell’abrogazione del contratto di inserimento che, come noto, ancorché con caratteristiche tecniche diverse dall’apprendistato, è comunque una tipologia contrattuale finalizzata all’inserimento nel mercato del lavoro anche di giovani e, pertanto, potrebbe rispondere, seppure con minori agevolazioni contributive per le imprese, alle medesime finalità ed esigenze che il Disegno di legge in esame ha proposto per facilitare tale inserimento. Quanto al contratto di apprendistato, siamo convinti che debba essere assicurata alle imprese che abbiano “capacità formative proprie”, la possibilità di svolgere la formazione integralmente al loro interno».

Per quanto concerne il tema delle flessibilità in uscita, il direttore generale dell’Ania  «condivide l’impostazione che prevede, in caso di licenziamenti disciplinari ed economici illegittimi, la sanzione dell’indennità risarcitoria in alternativa alla reintegrazione nel posto di lavoro. Nell’ottica di una riforma organica del sistema degli ammortizzatori sociali, l’Ania valuta positivamente il mantenimento, per i comparti attualmente esclusi dalla cassa integrazione guadagni, dei Fondi di Solidarietà di settore, che finora hanno consentito alle imprese che ne erano dotate di affrontare processi di riorganizzazione/ristrutturazione senza oneri aggiuntivi per la finanza pubblica. Tuttavia, il testo di legge prevede alcune rilevanti rigidità in ordine alle prestazioni erogabili dal Fondo, avuto particolare riguardo alla tutela dei lavoratori in costanza di rapporto di lavoro nei casi di riduzione o sospensione dell’attività conseguenti a processi di riorganizzazione/ristrutturazione o a situazioni di crisi. In tale ipotesi, infatti, il legislatore prevede un limite di durata, pari a un ottavo delle ore complessivamente lavorabili da computare in un biennio mobile; il che, in concreto, equivarrebbe a poter ridurre l’orario di lavoro settimanale del personale amministrativo del settore assicurativo (37 ore) solo di circa 4,5 ore in ciascun anno del biennio. Tale rigidità, peraltro non prevista nei regolamenti dei Fondi di Solidarietà attualmente esistenti, limiterebbe notevolmente la possibilità di ricorrere a tale prestazione “ordinaria” che, al contrario, potrebbe essere utilizzata per gestire i processi di ristrutturazione mediante una riduzione dell’orario dei c.d. lavoratori anziani e un “loro graduale ritiro” dal lavoro».

Redazione – Intermedia Channel

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