Riforma Rc Auto al rush finale

Auto - Traffico (6) Imc

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(di Anna Messia – Milano Finanza)

Per martedì 9 sono attesi gli emendamenti dei relatori al ddl Concorrenza. Tra gli interventi in discussione c’è l’abolizione degli accertamenti strumentali per i colpi di frusta, obbligatori dal 2012, con l’Ania che alza le barricate. Critiche anche sulle modifiche già approvate

Il cuore degli interventi sul settore assicurativo sarà chiaro solo martedì 9, quando i relatori del disegno di legge sulla concorrenza Luigi Marino (Area popolare) e Salvatore Tomaselli (Pd) presenteranno i propri emendamenti. Il confronto con il governo resta costante ma gli emendamenti dei relatori, annunciati più volte nei giorni scorsi e sempre rinviati, a questo punto dovrebbero essere in dirittura d’arrivo e la tensione di sta alzando. L’Ania, l’associazione delle assicurazioni, che già aveva criticato alcune modifiche al ddl arrivate dalla Camera, è in stato d’allerta perché a suo dire alcuni interventi previsti nel ddl ridurrebbero la concorrenza e farebbero addirittura aumentare le tariffe. Avrebbero insomma un effetto esattamente opposto a quello per cui il ddl era stato presentato, cioè di tagliare i prezzi delle polizze Rc auto italiane, tra i più alti d’Europa. Da definire negli emendamenti dei relatori resta in particolare l’articolo 3, che riguarda la trasparenza e risparmi sulla Rc Auto, oltre che il numero 7, che regola la verifica dell’Ivass sui sinistri e sul sistema sconti, e pure l’8, che interviene sul risarcimento del danno non patrimoniale.

L’Ania ha puntato in particolare l’attenzione su alcuni emendamenti all’articolo 8 presentati da M5S, Fi e Sel che puntano ad abolire l’obbligo di accertamento strumentale (in pratica attraverso la lastra) dei colpi di frusta, le cosiddette microlesioni. Un intervento bollato come inaccettabile dalle compagnie perché la norma del 2012 che ha introdotto quel tipo di accertamento ha fatto emergere che molti dei danni denunciati erano inesistenti. In tre anni le denunce sono calate da 580 a 370 mila e il risparmio per il settore è stato di 1 miliardo l’anno, con benefici per le tariffe. La bagarre è poi esplosa anche sul sistema di sconti previsti dal ddl: gli assicurati che vivono nelle zone a maggior rischio di sinistri, che non provocano incidenti da cinque anni e che decidono di farsi installare a bordo la scatola nera avrebbero diritto a pagare un premio allineato alla media nazionale. Imposizioni rigide che secondo le imprese rischiano di frenare la crescita esplosiva che le scatole nere hanno avuto in Italia, 4 milioni di strumenti installati che già oggi consentono ai clienti di beneficiare di sconti.

Intanto nei giorni scorsi la commissione industria del Senato ha approvato altri emendamenti del ddl, sempre in ambito assicurativo. Come il 4.12 (che dovrà andare in commissione bilancio) secondo cui un nuovo cliente deve pagare lo stesso premio di un vecchio cliente della stessa compagnia che abbia i suoi stessi parametri di rischio. Scelta, anche questa, non gradita alle imprese che vedono limitate le proprie manovre commerciali rispetto ad altri settori. Basti pensare alla telefonia o alle banche.

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