Risarcimento&Etica fa il punto sulla Rc Auto dopo la legge Concorrenza

Auto - Traffico (10) Imc

Auto - Traffico (10) Imc

(Fonte: Iotiassicuro.it)

Il Ddl Concorrenza è stato approvato lo scorso 2 agosto, mentre la calura estiva si abbatteva su chi era rimasto in città. Sono passati alcuni mesi e, alla vigilia delle prime nevicate, è arrivato lo schema di regolamento Ivass e l’inizio della fase di consultazione sugli sconti obbligatori. Riduzioni che, secondo la legge 124, dovranno essere concessi a chi accetterà d’installare strumenti di controllo (scatola nera o alcoolock) o l’ispezione preventiva dell’autovettura. La norma, cui è stata affiancata la nuova disciplina dei testimoni, ha anche l’obiettivo di appianare le forti differenze di tariffe fra le varie province, premiando chi, senza propria responsabilità, deve pagare premi altissimi a causa della zona di residenza.

Su quest’innovazione si stanno incrociando i commenti: c’è chi sostiene che gli sconti per gli automobilisti virtuosi, indipendentemente dalla zona di residenza, spingeranno chi guida in maniera corretta ma è penalizzato dall’alto numero di incidenti nel luogo in cui abita; chi invece teme che le riduzioni “obbligatorie” diventeranno, in qualche modo, “facoltative” o quasi. Vedremo.

Intanto, a fare il punto sulla situazione è stato un dibattito (La nuova Rc auto dopo la legge sulla concorrenza) organizzato da R&E – Risarcimento&Etica, laboratorio giuridico per una responsabilità sostenibile, all’interno di una più ampia giornata dedicata, oltre che al ramo auto, anche alla legge Gelli. Due ambiti che possono senz’altro essere paragonati e confrontati, dato che la percezione sulla rc auto è molto cambiata nel tempo. Come ha affermato Maurizio Hazan in apertura di convegno, “quando ho iniziato, la rc auto era percepita come materia da parafangari, ora è un’assicurazione dalla fortissima valenza sociale. C’è molta etica nella rc auto, anche se molto poco etica è la sua applicazione completa”. E l’avanzata normativa che tende a regolamentare maggiormente la contrattualistica e i sistemi assicurativi, sembra di capire, serve anche a riempire questo gap.

Ed è proprio un parallelo fra questi due ambiti a caratterizzare l’intervento (in video) di Giovanna Gigliotti, direttore tecnico danni e sinistri di UnipolSai. Punto centrale che collega i due rami è l’obbligatorietà, con cui “il legislatore ha inteso replicare anche nel settore sanitario una parte della normativa rc auto”, per proteggere “le vittime dei sinistri” e “il patrimonio dei responsabili”. Ma tra le due materie vi sono “diversità”: mentre la maggior parte dei sinistri rc auto “è riferita a rischi di massa, con costi medi contenuti” e molti danni alle vetture, nella responsabilità sanitaria “anche le casistiche più semplici riguardano danni alla persona”, rendendo la fase dell’indagine “molto più complessa che nella rc auto”.

Ma i problemi vengono dal termine di prescrizione, che – secondo Gigliotti – può generare conflitti fra le due leggi. Senza che sia dato di sapere quale delle due prevalga: la legge Gelli, specialistica sul ramo, oppure la legge Concorrenza, che in teoria si applica all’intero settore e che è stata approvata dopo? “Non vediamo ancora una lettura sistematica della materia, che deve avere una certezza del diritto”.

Ma quali sono gli ambiti più interessanti della nuova disciplina? Due, in sostanza: le norme che cambiano l’iter per acquisire i testimoni e quelle sulla scatola nera, di cui ha parlato Alessandro Bugli, avvocato in Milano, studio legale Taurini&Hazan. Nel primo caso, l’identificazione dei testimoni dovrà già risultare dalla denuncia di sinistro, o comunque dal primo atto formale del danneggiato; in mancanza di questo, la compagnia deve effettuare a sua volta la richiesta di identificazione dei testimoni entro 60 giorni dalla denuncia del sinistro; il danneggiato ha a sua volta 60 giorni per effettuare la comunicazione, e ancora 60 giorni ha l’impresa assicuratrice per individuarne di ulteriori. La procedura è, dunque, fissata in 180 giorni.

Ma non è tutto. Quando i testimoni sono “troppo frequenti”, il giudice lo comunica alla Procura della Repubblica: in particolare, la segnalazione riguarda persone che hanno testimoniato per oltre tre sinistri negli ultimi cinque anni (con l’ovvia esclusione di ufficiali e agenti di polizia).

Grandi novità anche per la scatola nera, a cui, dice Hazan, “è dato pieno valore probatorio, salvo che venga dimostrato il mancato funzionamento del dispositivo”. Almeno, questo è lo spirito del legislatore; la materia dovrà – come detto – essere disciplinata da due regolamenti e una circolare Ivass.

Resta il nodo dell’indennizzo diretto, e nello specifico di quei sinistri per cui i carrozzieri hanno effettuato la riparazione e che poi non vengano riconosciuti oggetto di liquidazione da parte delle compagnie. Il tema è stato affrontato da Umberto Guidoni, dirigente responsabile servizio auto Ania e segretario generale della Fondazione Ania per la sicurezza stradale. In pratica, per trovare soluzioni in quest’ambito la norma ha previsto che i rappresentanti di compagnie, autoriparatori e consumatori s’incontrino per trovare la quadra. “E noi lo abbiamo fatto”, ricorda Guidoni, “dopo confronti e scontri inevitabili, ora abbiamo delle linee guida. E presto ci sarà un nuovo progetto che riguarderà 75% degli autoriparatori: dovrà assicurare che ricevano in ogni caso la liquidazione per ogni lavoro effettuato”. Altro obiettivo da conseguire, ha proseguito Guidoni, sarà la “banca dati” con la “carta d’identità del veicolo”, basato sulla targa e che conterrà tutte le riparazioni effettuate. In questo modo sarà perfettamente evidente se un’automobile ha effettuato più riparazioni per lo stesso danno.

Insomma: lotta alle frodi come elemento imprescindibile della rc auto. E – a proposito della valenza sociale del ramo e del ritorno alla “mutualità primordiale” di cui ha parlato Hazan in apertura di convegno – è intervenuto Antonio De Pascalis, capo del servizio studi e gestione dati Ivass. “Perché un conducente che non fa sinistri da molto tempo e vuole avere le stesse condizioni dei residenti in altre zone, accettando di essere controllato, non deve ricevere questo trattamento?”, si è chiesto il rappresentante dell’authority. Ecco: la sfida più grande – e più difficile – sembra essere questa.

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