Rischio d’impresa sottovalutato: nuove cure per un male antico

Assicurazione PMI Imc

Il problema diffuso soprattutto tra le PMI. Al pericolo non soppesato si accompagnano livelli bassi di assicurazione. A volte bastano piccoli accorgimenti per avere polizze molto scontate. Le compagnie offrono soluzioni originali

La scarsa attenzione ai rischi d’impresa può giocare brutti scherzi alle pmi, che già per costituzione hanno spalle meno robuste rispetto alle grandi realtà. «La mancanza del risk manager in quasi tutte le pmi porta a una sottovalutazione dei problemi e a non comprendere che la prevenzione gioca un ruolo decisivo nel minimizzare i rischi ai quali può andare incontro una società», spiega Stefano Nalin, responsabile reti di vendita per Zurich in Italia. La compagnia assicurativa ha messo a punto un questionario di autovalutazione per le imprese — intitolato “Conoscere e gestire il rischio della tua impresa” — attraverso il quale le Pmi possono verificare il proprio grado di rischiosità. «Accompagniamo questa fase con quella consulenziale, in cui un nostro esperto aiuta a definire le strategie di riduzione dei rischi — aggiunge Nalin — non solo attraverso l’offerta di polizze assicurative, ma anche di interventi sul piano organizzativo».

Un esempio aiuta a rendere meglio l’idea: «Ci è capitato di visitare un’azienda alimentare, rilevando che si era dotata di frigoriferi collocati troppo in basso, tanto da essere ad alto rischio in caso di allegamento — precisa — Ponendoli più in alto si è ridotto il rischio d’impresa e, al contempo, si è ottenuto uno sconto sulla polizza assicurativa che copre l’eventualità di allagamenti». Interventi che, rimarca il manager di Zurich, sono in primo luogo diretti «a salvaguardare il business dell’azienda, la sua capacità competitiva». Oltre al formato cartaceo, Zurich sta implementando una App per tablet del questionario, che verrà poi fornita agli agenti, i quali potranno quindi utilizzarne anche una versione interattiva nell’incontro con i clienti/imprenditori.

Gabriele Ratti, responsabile progetto di Willis, sottolinea che «la sottoassicurazione tra le pmi è una specificità italiana, con un terzo delle aziende di questa fascia che non si assicura contro la responsabilità civile, esponendosi così a rischi elevati». Uno scenario che per Ratti si è prodotto anche a causa della tradizionale difficoltà di raggiungere le aziende di ridotte dimensioni («il 70% delle pmi non ha mai ricevuto uno studio sui rischi da parte di un broker»), una situazione che tuttavia sta cambiando negli ultimi tempi.

Su questo fronte si muove anche Assicurazioni Generali, che ha creato un polo assicurativo dedicato alle pmi, integrando prodotti e una metodologia di analisi (denominata “Zoom pmi”), servizio e consulenza ad hoc. I prodotti proposti per questo target — come “Genera Impresa” e “GenerAttività” — offrono coperture a partire dal property, compresi i rischi catastrofali, alla responsabilità civile verso terzi e dipendenti, alla rc prodotti, alla business interruption, alla tutela legale. A proporli, una rete di vendita che segue un programma di formazione specifico e continuativo su questo target di utenza.

Ilario Tamburini, responsabile aziende di Unipol, segnala che le Pmi tendono a sottoscrivere le garanzie classiche tipo incendio e incendio/rc, trascurando altri tipi di copertura come per esempio l’elettronica, i danni indiretti, rc prodotti e trasporto delle merci. «Questo perché non hanno una visione complessiva dei rischi di impresa, mancando spesso al loro interno un professionista ad hoc». Da qui la scelta del gruppo bolognese di lanciare campagne di vendita rivolte alle reti agenziali, invitandoli a sensibilizzare i clienti ai rischi più trascurati.

Allianz ha messo ha messo a disposizione dei propri agenti specializzati nel business delle piccole e medie imprese un supporto informatico dedicato, “Allianz Business Check-Up”, che consente di valutare la portata delle garanzie detenute dal cliente e stabilire se l’impresa è adeguatamente protetta o se sono presenti aree di miglioramento o lacune che, in caso di sinistro, potrebbero ridurre sensibilmente l’entità dell’indennizzo. In questo modo l’agente – anziché vendere un prodotto – propone un servizio di consulenza a elevato valore aggiunto; la standardizzazione e la presenza del tool online (nella sezione del sito di Allianz riservata agli agenti) consentono inoltre di abbattere il prezzo finale applicato alla clientela.

Autore: Luigi Dell’Olio – Repubblica Affari & Finanza (Articolo originale)

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