RISK MANAGER: TRA GLOBALIZZAZIONE E DEONTOLOGIA

Paolo Rubini HP Imc

Secondo l’Osservatorio sul Risk Management nelle PMI condotto dal Politecnico di Milano su un campione di 430 aziende, il 53% dei manager intervistati ritiene che la gestione dei rischi sia un’opportunità, mentre per il 47% è semplicemente un ulteriore costo da affrontare. L’ordine di priorità nella scala dei rischi vede al primo posto il rischio di credito (nel 60% dei casi), a cui segue il rischio dei processi operativi (53%) e i rischi strategici nel 51%

Paolo Rubini Imc Si è tenuto oggi, in chiusura dell’Assemblea dei Soci, il convegno organizzato da Anra (Associazione Nazionale Risk Manager) in collaborazione con i partner Ace, Aig, American Appraisal, Generali e Hdi Gerling, dal titolo: “Spunti per il Risk Manager in un mondo globalizzato”. Nell’ambito delle tavole rotonde tematiche – si legge in una nota – si è discusso di cyberisk, della complessità dei programmi assicurativi multinazionali, di risk analysis e loss prevention, infine, di come arrestare la distruzione del valore d’impresa.

L’assemblea dei soci ANRA, associazione che da oltre 40 anni raggruppa i Risk Manager e i responsabili delle assicurazioni aziendali, è stata anche la sede ideale per presentare pubblicamente una serie di nuove iniziative, nell’ambito di una maggiore promozione della cultura della gestione dei rischi. In primo luogo il restyling del sito istituzionale, “inserito nella nuova strategia informativa che punta a far conoscere sempre di più l’attività di Risk Management, in modo particolare alle PMi del nostro Paese“. In secondo luogo la realizzazione di un Codice Deontologico, “che illustra i pilastri su cui i risk manager aziendali fondano la propria etica professionale“.

Mai come in questa fase storica la nostra associazione ha ben chiara la propria missione di fare cultura del rischio presso le imprese italiane – ha dichiarato il presidente di ANRA, Paolo Rubini (nella foto) –. Infatti, secondo l’Osservatorio sul Risk Management nelle PMI condotto dal Politecnico di Milano il 53% dei manager intervistati ritiene che la gestione dei rischi sia un’opportunità, mentre per il 47% è semplicemente un ulteriore costo da affrontare. E per il campione di 430 aziende nell’ordine delle priorità nella scala dei rischi si colloca al primo posto il rischio di credito (nel 60% dei casi), a cui segue il rischio dei processi operativi (53%) e i rischi strategici nel 51%. Uno scenario questo che ci impone l’imperativo di formare, aggiornare e sostenere quanti devono misurarsi con la sfida di tutelare la propria azienda”.

Per farlo in modo completo e tempestivo – prosegue Rubini –, abbiamo messo a punto alcuni strumenti puntuali. In primis un nuovo sito (www.anra.it) che diventa un luogo di informazione, scambio e condivisione di notizie ed idee, un vero strumento di aggiornamento costante a cui rivolgersi. Infatti, il mondo del rischio aziendale vive di competenze acquisite e da acquisire, di conoscenza del presente e di individuazione e valutazione delle prospettive future: per questo c’è la necessità di essere continuamente informati su quanto accade intorno alle nostre aziende e su quali sono le competenze verso cui dobbiamo evolvere. Quindi, abbiamo introdotto ampie sezioni dedicate alla professione del Risk Manager e al Risk Management nelle imprese, e una focalizzazione particolare sulle attività di formazione organizzate da Anra. Ma oltre al nuovo sito – puntualizza il presidente ANRA -, abbiamo rinnovato anche la nostra newsletter, che ora con cadenza bimestrale raccoglie indagini, ricerche e spunti con l’obiettivo di fornire ai gestori di rischi aziendali stimoli e materiali di riflessione puntuale”.

Infine abbiamo varato e rendiamo oggi pubblico il Codice Deontologico di ANRA – continua Rubini –, in cui sono stabilite le regole di condotta dei soci iscritti ad ANRA – risk manager e/o responsabili delle assicurazioni aziendali – sia verso l’azienda di appartenenza, sia nei confronti di altri risk manager e/o responsabili delle assicurazioni aziendali, sia dei terzi. Nel Codice sono anche definite le regole coerenti con i principi in vigore per lo svolgimento della professione nell’ambito dell’Unione Europea. È un segnale di fondamentale importanza – ha quindi concluso il presidente ANRA –, con cui l’associazione si espone in prima linea, impegnandosi a motivare i propri soci affinché osservino e mantengano ai più alti livelli l’integrità e l’etica professionale”.

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