Roberto Salvi (GAAT) critico sull’accordo dati GAGI-Generali

Roberto Salvi (4) Imc

Roberto Salvi (4) Imc

(di Enrico Levaggi – Iotiassicuro.it)

“Sono sicuro che anche questo accordo, unitamente a quello già siglato recentemente sul Fondo Pensione Agenti e ai precedenti importanti accordi integrativi siglati negli anni scorsi, rimarrà nella storia del Gruppo agenti Generali Italia e potrà essere un punto di riferimento anche per altri gruppi agenti del mercato”. Pochi giorni fa Vincenzo Cirasola commentava in questo modo l’accordo tra il Gagi e la compagnia triestina, che ha riconosciuto agli agenti iscritti a quel gruppo la trasformazione da “responsabili” a “contitolari” dei dati.

Non ci è dato di sapere se altri organismi aziendali prenderanno questa intesa come punto di riferimento. Certamente non lo farà il Gaat, il gruppo agenti ex Toro capitanato da Roberto Salvi (nella foto). “Leggo sulla stampa in questi giorni”, ha scritto a questo proposito lo stesso Salvi in una lettera aperta, “che un altro presidente di gruppo della galassia Generali ha firmato un protocollo di intenti che rappresenterebbe un passo importante verso un accordo dati che dovrebbe vedere le rappresentanze di tutti gli agenti Generali Italia lavorare insieme. No grazie – è la risposta del Gaat. Bene che gli agenti del Gagi passino da responsabili a contitolari, ma quelli del Gaat che sono già titolari perché dovrebbero rinunciare a una parte della loro autonomia? Non siamo affetti da Sindrome di Stoccolma: pertanto le libertà che ci siamo conquistati e che la legge ci riconosce le vogliamo mantenere piene. Ci rendiamo invece disponibili, se gradito, ad aiutare gli agenti del Gagi a completare l’opera iniziata facendo il passetto che loro manca da contitolari a titolari”.

Due posizioni che, sottolinea Salvi, sono molto differenti. “Da titolare del trattamento”, puntualizza il leader del Gaat, “l’agente potrà infatti autonomamente e in via esclusiva individuare, definire, adottare e scegliere modalità, finalità e misure di sicurezza nel trattare il patrimonio informativo della clientela (in sostanza, l’agente, a condizione che lo autorizzi il cliente, potrà liberamente trattare i dati di questi a prescindere dal rapporto con la compagnia). Nella contitolarità, invece, il potere nel decidere le finalità, le modalità e gli strumenti di trattamento dei dati dei clienti, essendo condiviso con altro soggetto (la compagnia), sarà limitato e assoggettato ai vincoli che impone la condivisione della potestà”.

Più nello specifico, prosegue Salvi, “nonostante si proclami la ‘co-titolarità’ dell’agente nel trattamento dei dati personali, nella sostanza leggo tutt’altro. A titolo esemplificativo (sub b – pagina 3): “i dati relativi ai clienti (…) costituiscono espressione del know how della compagnia stessa e sono e rimarranno di sua esclusiva proprietà”; (sub c – pagina 3): “in costanza di mandato (…) l’agente potrà utilizzarli per quanto strettamente inerente l’esecuzione del mandato ricevuto dalla compagnia stessa. L’utilizzo non episodico dei dati per finalità estranea all’esecuzione del mandato ed in danno alla stessa potrà essere considerato giusta causa di risoluzione del rapporto di agenzia”. Ma dunque”, si chiede Salvi: “se sono contitolare, perché mai dovrei rischiare la revoca per giusta causa se tratto “liberamente” i dati dei clienti? Mi pare volersi chiamare co-titolare (contitolare) quello che in verità risulta essere – nella sostanza – il responsabile o l’incaricato del trattamento dei dati. Non solo: sulla base di queste premesse, nel protocollo si conviene che, in caso di risoluzione del mandato agenziale, l’agente potrà continuare a trattare i dati personali di cui risulta contitolare, senza tuttavia specificare le finalità del trattamento. Specifica di non poco conto, atteso che nella scrittura si è ben precisato che il contitolare deve trattare i dati dei clienti esclusivamente per l’esecuzione del mandato agenziale. Senza dubbio”, affonda il presidente del Gaat, “quella voluta da Cirasola è una contitolarità ‘strana’, una unione mal disciplinata di due distinti titolari, portatori sì dei medesimi interessi, ma anche sempre più indipendenti l’uno dall’altro. Quella siglata dal presidente del Gagi, per concludere, risulta essere una contitolarità fortemente limitativa delle libertà dell’agente”, conclude Salvi: “oltretutto mi sembra grave che un rappresentante sindacale della categoria sigli un protocollo accettando (e quindi legittimando) il principio della revoca per giusta causa se un agente vuole, nel rispetto della legge, esercitare le proprie libertà”.

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One Comment;

  1. Gaio mario said:

    Bravo Salvi parole sacrosante

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