RSA FISAC CGIL: FORTI PREOCCUPAZIONI PER IL FUTURO DI GROUPAMA

La rappresentanza sindacale aziendale in apprensione dopo le ultime comunicazioni da parte dei vertici della compagnia sulla disdetta del contratto aziendale e la mancata erogazione della parte variabile del programma annuale di produzione.

La rappresentanza sindacale aziendale della Fisac Cgil esprime tutta la sua preoccupazione sul futuro di Groupama (nella foto la sede), soprattutto  «alla luce delle ultime comunicazioni del Dott. Buso (amministratore delegato di Groupama Assicurazioni, ndr) circa la disdetta del CIA (contratto aziendale, ndr) e la mancata erogazione della parte variabile del Pap (Programma annuale di produzione, ndr)».

«L’ormai nota vicenda dell’abisso economico in cui le scelte scellerate dei vertici del Gruppo hanno sprofondato Groupama SA hanno obbligato la capogruppo a dismissioni importanti sia in Francia (Gan Eurocourtage , immobili, azioni), sia in Europa con la vendita della filiale spagnola e di quelle già annunciate delle filiali inglese e polacca», spiega una nota della Rsa.

«La nostra azienda, mentre da una parte, nonostante l’importante perdita finanziaria (196 mln), sostiene che la compagnia è sana, che gli andamenti tecnici sono apprezzabilissimi, sopra a quelli del mercato, dall’altra comunica che la parte variabile del pap non verrà erogata, nonostante la nostra richiesta all’azienda di valutarne comunque l’erogazione proprio in virtù dei risultati tecnici ottenuti grazie al contributo dei dipendenti tutti.

L’azienda continua a spendere per la web-tv (la cui utilità è dubbia) e non pensa, in un contesto economico come quello che stiamo attraversando, ad andare incontro ai lavoratori che insieme agli agenti sono l’asse portante della compagnia.

Ci piacerebbe conoscere in merito al sistema premiante dei manager quali criteri di risparmio sono stati adottati. In un momento così difficile il ramo auto che rappresenta circa il 90% del portafoglio è decapitato. L’uscita di Laganà, quella immediatamente successiva di Liverani, quella a suo tempo di Tresso (assunzioni), quest’ultimo peraltro mai rimpiazzato, lascia la parte più rilevante del nostro business scoperto».

«Queste circostanze», sempre secondo la Rsa della Fisac Cgil,  «favoriscono qualsiasi tipo di congetture:

– la mancanza di un management potrebbe favorire in caso di cessione, un possibile acquirente, che potrebbe sostituirlo facilmente con proprie risorse.

– Colmare alcuni vuoti nelle file del management con rimpiazzi fino a ieri in posizione decisamente defilata farebbe pensare ad una decisione orientata non solo al risparmio ma anche a non appesantire il management nell’ottica di cui sopra..

Altra fonte di preoccupazione è il triste primato delle sanzioni Isvap, primato che nessuno ci invidia, e per il quale prendiamo multe per milioni di euro (nel 2011 circa 4,3 mln). Possibile che tale fenomeno non si riesca a governare? La Fisac ha posto da più di 2 anni il problema all’attenzione dell’AD. Pensiamo che a monte ci sia un problema di carichi di lavoro, mancanza di addetti, sistemi applicativi non sufficientemente adeguati. In questo contesto abbiamo ricevuto comunicazione di disdetta del CIA. Tale atto, seppur legittimo da parte aziendale, ha suscitato timore in molti colleghi, ma abbiamo ricevuto garanzie dall’azienda che il vigente Cia verrà applicato fino a quando non sarà rinnovato.

Ci incontreremo appena possibile con le altre organizzazioni sindacali per stilare una piattaforma dalla quale si dovrà partire per iniziare il confronto con l’azienda, consci del fatto che la controparte presenterà richieste che saremo costretti a valutare e, dove necessario, a contrastare. Dopo l’incontro con le altre organizzazioni non escludiamo la possibilità di attivare a breve un confronto assembleare.

     

Redazione – Intermedia Channel

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