Rumors di fusione Fineco-Banca Generali, il mercato è scettico

Liquidazione - Analisi Imc

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(di Piercarlo Fiumanò – Il Piccolo)

Equita ritiene le nozze «improbabili». Riflettori sul piano di cessioni di Unicredit: Pekao resta in primo piano

Analisti e banche d’affari immaginano diversi scenari per Unicredit che passano attraverso cessioni o alleanze. Si guarda alle mosse dell’ad Jean Pierre Mustier mentre dopo il rally della vigilia arriva qualche presa di profitto sul titolo che lo riporta a 2,174 euro (-3,7%). Dopo l’esame dei conti del secondo trimestre si ragionava per un cda a fine agosto con cui imprimere un’ ulteriore accelerazione al rilancio della banca ma ad oggi la prima riunione in agenda è fissata al 22 settembre. «Siamo sempre più concentrati sulla profonda revisione del piano strategico che sarà resa nota prima della fine dell’anno e che avrà come obiettivi centrali l’ottimizzazione della nostra struttura di capitale», sono le uniche anticipazioni che lo stesso Mustier ha concesso sul piano. L’ad ha evitato le domande degli analisti sulle cessioni di Bank Pekao e Fineco e sulla eventuale quotazione di Pioneer.

Ma gli scenari si moltiplicano e la stampa riporta l’ipotesi che alcune banche d’affari starebbero studiando una fusione tra Banca Generali e FinecoBank: sarebbe il secondo polo del risparmio gestito. La Borsa non ci crede molto (il titolo della prima è salito dello 0,67% e quello della seconda è sceso dell’1,45%) e fonti vicine all’istituto triestino ricordano che l’ad Gian Mario Mossa in occasione dei conti non aveva escluso di voler partecipare al risiko del settore ma di non aver nulla sul tavolo. È pur vero che Mustìer ha detto di voler sfruttare ogni opportunità ma per quanto tutte le opzioni siano plausibili non potranno essere tutte percorribili se si vorrà bilanciare il fare cassa con il flusso dei ricavi. Sulle chances di nozze fra Fineco e Banca Generali i broker sembrano piuttosto freddi. «Ci sembra improbabile – è il commento di Intermonte. Non vediamo grandi opportunità di sinergie di costi e ricavi tra le due società anche alla luce dei diversi modelli di business. Non ci sembra che l’operazione possa risolvere i problemi di capitale di Unicredit». Stesso giudizio da Equita Sim secondo cui «l’integrazione non sarebbe semplice, soprattutto considerando le differenze in termini di politica di pricing» ed è poco credibile che Unicredit punti per Fineco a «un’operazione complicata e piena di rischi piuttosto che, al limite, la vendita diretta».

«Riteniamo improbabile che Unicredit si privi di molte delle società controllate che assicurano un discreto contributo agli utili e una buona diversificazione geografica e di business, riducendo il profilo di rischio complessivo del gruppo», sottolineano da Icbpi secondo cui una sola dismissione combinata con un aumento di capitale di dimensioni più contenute rispetto alle ipotesi circolate dovrebbe risolvere la pressione sui ratio patrimoniali di Unicredit. Diversa la valutazione di Banca Akros secondo cui l’asse Fineco-Banca Generali creerebbe un gruppo con grandi chance di creare sinergie sui prodotti e sui costi.

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