SALUTE: ITALIANI POCO ATTENTI ALLA PREVENZIONE

Secondo l’osservatorio Uni Salute, un italiano su due con età superiore ai 30 anni si occupa della propria salute solo quando si avverte un sintomo o un dolore.

Il 43% degli italiani con più di 30 anni si occupa della propria salute solo in presenza di un sintomo o di un dolore. È quanto emerge dall’Osservatorio sanità (indagine Cawi condotta dall’istituto di ricerca Nextplora lo scorso febbraio su di un campione rappresentativo della popolazione italiana per quote d’età, over 30, sesso e area geografica) di UniSalute, compagnia del gruppo Unipol specializzata in assistenza e assicurazione sanitaria.

La percentuale sale al 63% nella fascia di età compresa fra 30 e 35 anni,  «quando si è nel pieno delle proprie forze ed è quindi percepita come minore la necessità di fare visite preventive». Scarsa attenzione anche tra gli over 55, dove solo il 48% dichiara di «fare controlli una volta l’anno».

L’Osservatorio UniSalute ha quindi indagato quali, tra le molte possibili visite ed esami a cui ci si può sottoporre per un controllo, gli italiani sembrano trascurare. Il quadro, secondo l’indagine, è allarmante. Per esempio, «un uomo su due (49%) non ha mai effettuato una visita andrologica o urologica. Molto poco attenti al nord, dove si arriva al 71%». Sono molto più attente alla propria salute, invece, le donne (69%), ma una su quattro non ha mai fatto una mammografia.

Buone notizie, infine arrivano dai controlli in ambito cardiologico: «l’82% degli over 30 effettua visite ed esami sullo stato di salute del proprio cuore. Sicuramente un dato confortante, considerato che le malattie cardiovascolari sono la principale causa di morte nell’Unione Europea: il 48% dei decessi sono infatti provocati da ictus o malattie coronariche».

Redazione Intermedia Channel

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