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Salvadanaio - Risparmio - Previdenza Imc

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(di Carlo Giuro – Milano Finanza)

Risparmiare per i figli è la priorità delle famiglie. Dai fondi alle polizze, le nuove formule per il loro futuro

Considerando il valore che in Italia ha il legame affettivo con i figli, non sorprendono i risultati della recente Indagine 2016 sul risparmio e sulle scelte finanziarie degli italiani del Centro Einaudi e di Intesa Sanpaolo. L’analisi conferma che anche quest’anno per le famiglie italiane il risparmio per i figli supera per importanza quello per la casa. Quest’ultimo è citato dall’8,5% degli intervistati come principale motivazione di accumulazione, in aumento rispetto all’8% del 2015, ma il risparmio fatto per la prole resta stabilmente al primo posto tra gli obiettivi per cui si risparmia (citato dal 17% del campione). Il rapporto tra le due motivazioni era invertito prima della crisi, quando il risparmio per la casa precedeva quello per i figli. E anche dall’indagine Global Investment Survey realizzata in 19 Paesi (compresa appunto l’Italia) da Legg Mason Global Am emerge tra gli obiettivi che spingono gli italiani a risparmiare i figli sono in pole position. Il 25 % afferma che tra i propositi vi è quello di mettere da parte un capitale da investire per la loro educazione. In Italia la percentuale riguardante quest’ultima voce è la più alta tra i Paesi europei (13% nel Regno Unito e Svezia, 18% Germania, 19% Francia). Diventa allora sempre più importante per un genitore o per un nonno pensare a programmare una forma di risparmio finalizzato. Come muoversi? Innanzitutto l’investimento per la prole va conciliato nel budget famigliare, considerando tutte le spese da sostenere. Sempre in tema di fonti di finanziamento altro passo è verificare se investire in unica soluzione o in forma rateale. Bisogna poi individuare gli obiettivi che si vogliono raggiungere con l’investimento, anche in rapporto all’età del giovane. E’ cioè necessario domandarsi se si vuole, ad esempio, mettere da parte una somma per quando andrà all’università, per farlo andare all’estero, per quando vorrà avviare una attività professionale o per acquistare la casa. Si passa poi alla scelta del prodotto.

Una strada interessante da percorrere è rappresentata dai fondi comuni, soprattutto in uno scenario prolungato di bassi tassi in cui diventa ancora più indispensabile affidarsi ad una gestione professionale del risparmio. Se si ha una somma già accantonata, la soluzione è rappresentata dalla sottoscrizione di un fondo con la formula pic (piano di investimento di capitale). Mentre i piani di accumulo (pac) vanno in aiuto a chi sceglie un investimento a rate. I pac aggiungono alle caratteristiche generali dei fondi l’ulteriore elemento della diversificazione temporale scudando ulteriormente il risparmio. Va sottolineato come al di là dei classici pac, esistano sul mercato nuove soluzione calibrate sull’investimento per i giovani con motori gestionali che in automatico (con meccanismi cosiddetti life cyle) indirizzano l’investimento all’evolversi della durata spostando l’esposizione da una maggior componente azionaria verso linee più tranquille man mano che l’età avanza.

Sul fronte della tipologia dei fondi, è bene orientare la scelta in relazione all’intervallo di investimento: su archi temporali protratti è opportuno guardare a categorie come azionario euro, azionario internazionale (per sfruttare una maggiore diversificazione) o bilanciato azionario. Se il capitale di partenza fosse di importo consistente, il suggerimento è di costruire un giardinetto composito di fondi di diversa tipologia per calmierare il rischio, prevedendo anche una quota di liquidità per fare fronte a eventuali necessità di disinvestimento. Sia per la soluzione pic sia per il pac, un’idea potrebbe essere quella dei fondi etici con l’idea di contribuire a un mondo migliore per le generazioni che verranno. Certo, si tratta di solito di soluzioni azionarie, destinate quindi a chi può sopportare una certa volatilità. Di recente Sella Gestioni Sgr ha pubblicato il primo Report di Impatto redatto da un fondo comune, un bilancio annuale che illustra i risultati ambientali e sociali raggiunti grazie agli investimenti effettuati nell’anno dal comparto Investimenti Sostenibili che investe in strumenti, società e progetti in grado di combinare i rendimenti finanziari con un impatto ambientale e sociale.

«L’obiettivo del fondo Investimenti Sostenibili», ha spiegato Nicola Trivelli, a.d. e d.g. di Sella Gestioni, «è creare valore nel medio e lungo termine, supportando il progresso sostenibile dell’economia e garantendo la trasparenza degli investimenti effettuati. Grazie alla pubblicazione del Report di Impatto», ha proseguito Trivelli, «Investimenti Sostenibili ha realizzato per la prima volta in Italia, un allineamento informativo fra investimento e impatto generato, comunicando con semplicità, efficacia e trasparenza ed offrendo così la prova tangibile che il fondo ha la capacità di generare un ritorno finanziario competitivo e un impatto ambientale e sociale positivo». Attualmente l’unica Sgr italiana che gestisce esclusivamente fondi comuni socialmente responsabili è Etica Sgr. Il Sistema Valori Responsabili della Sgr permette di investire in titoli di imprese e Stati che si impegnano nel rispetto dell’ambiente e dei diritti umani. Passando alla via assicurativa la prima possibilità è quella del premio unico. La tipologia da utilizzare potrebbe essere quella delle polizze rivalutabili nel caso in cui la propensione al rischio fosse prudenziale. Considerando l’attuale curva dei tassi sembra però preferibile, su archi temporali protratti, guardare alle polizze multiramo, quei prodotti vita di nuova generazione che negli ultimi tempi hanno avuto una forte crescita nella raccolta perché associano a una quota del premio investito in gestioni separate, che danno la garanzia del capitale e un rendimento che si consolida anno per anno, una parte in fondi unit linked per conferire maggiore dinamicità all’investimento.

Se invece la scelta fosse quella dell’investimento rateale vanno considerate le polizze a premio periodico o a premio unico ricorrente sempre multiramo. Esistono anche polizze che in maniera specifica sono indirizzate al bisogno di accumulo a favore di figli o nipoti arricchite da innovative coperture assicurative di completamento del piano in caso di prematuro decesso del genitore o nonno e meccanismi di premi rapportati ai risultati scolastici. In ogni caso per le polizze va tenuta sotto controlla la variabile costi, perché alla fine il conto finale per il sottoscrittore può essere elevato.

Possibilità è poi quella del risparmio postale con riferimento ai buoni fruttiferi, una soluzione oggi che presenta rendimenti bassi rispetto a quella di qualche anno fa, ma almeno ha connotazioni di sicurezza e commissioni ridotte al minimo. Partendo dai buoni dedicati ai minori, che possono essere intestati a minori tra 0 e 16 anni e mezzo, la loro sottoscrizione può essere o in unica soluzione o attivando Piccoli e Buoni, un piano grazie al quale è possibile versare in maniera automatica e continuativa. Come forma di risparmio indifferenziato possono si utilizzare anche i buoni postali ordinari, disponibili in forma dematerializzata per importi pari a 50 euro e multipli e rimborsabili in un’unica soluzione, senza costi aggiuntivi, in un momento qualsiasi della vita del buono. Sono orientati nel medio/lungo periodo e con rendimenti crescenti nel tempo. Si può richiedere il rimborso parziale, senza costi, in caso di sottoscrizione in forma dematerializzata. Sono anche acquistabili con il programma Risparmiodisicuro, impostando la frequenza di emissione e gli importi da risparmiare. Dal punto di vista fiscale i buoni postali sono soggetti a tassazione con aliquota del 12,5% e sono esenti da imposta di successione. Non pagano inoltre l’imposta di bollo (0,2%) i buoni di valore di rimborso complessivamente non superiore a 5 mila euro. Ai fini dell’esenzione sono considerati tutti i buoni con medesima intestazione.

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