Sanità, +200-500% denunce malasanità in Italia, Germania, Spagna

La responsabilità dei medici e la medicina difensiva sono temi che coinvolgono tutta l’Europa, se si pensa che negli ultimi dieci anni le denunce per malasanità e malpractice sono aumentate, in Germania, Spagna e Italia tra il 200 e il 500%, con un conseguente aumento dei costi di copertura dei sinistri del 200%. A riferirlo è l’Associazione ostetrici e ginecologi italiani (Aogoi), promotrice a Roma del convegno europeo ‘Verso una nuova direttiva a tutela di medici e pazienti‘. Analizzando le situazioni dei singoli Paesi, emerge l’aumento significativo dei casi in Gran Bretagna, anche se si tratta di una percentuale a due cifre (+50%). Qui, tra il 2002 e il 2006, le richieste di risarcimento per negligenza nel settore sanitario sono passate da 7.000 a 9.300.

Sanità - Risarcimenti ImcSempre nel 2006 nel Regno Unito il costo della responsabilità medica è stato di 569 milioni di sterline, corrispondenti a 11,42 sterline per ogni abitante/l’anno. Tuttavia, il 41% dei reclami viene lasciato cadere e una percentuale analoga viene gestita al di fuori dai tribunali, attraverso la Litigation authority. In Francia, invece, negli ultimi cinque anni i casi di responsabilità medica con richiesta di risarcimento sono stati cinquemila l’anno. Nel 2006, inoltre, le assicurazioni hanno pagato circa 48 milioni di euro di indennità e altri 20 milioni sono stati sborsati dal Fondo di compensazione (Oniam).

In Italia, ha sottolineato il presidente della commissione Affari sociali e sanità della Camera, Pierpaolo Vargiu, “oggi abbiamo dei numeri sulla medicina difensiva che fanno spavento, nel senso che diversi miliardi di euro vengono usati per una medicina che non serve a nessuno: non al medico, perché non lo tutela dal giudice; non al paziente, perché non ha alcuna utilità dal punto di vista diagnostico né terapeutico. Quindi, stiamo sequestrando il 10% circa del Fondo sanitario nazionale per buttarlo nella spazzatura. Una cosa intollerabile. Questo è sicuramente un problema dei medici ma – ha sottolineato – anche del sistema“.

Per questo, ha aggiunto, “la commissione Affari sociali e sanità della Camera sta discutendo il testo unificato dei sei disegni di legge che erano stati presentati” e l’obiettivo è di arrivare a un testo condiviso anche con i Senato, così da sveltire l’approvazione e il passaggio in aula. “L’attuale quadro normativo – ha ricordato Vargiu – sulla responsabilità civile non l’ha scritto il legislatore, ma l’hanno scritto le sentenze dei tribunali, quindi il comune sentire del Paese che, a quanto pare, si è sbilanciato in una direzione che non consente di destinare nel modo migliore le risorse della sanità italiana. Credo sia indispensabile che il Parlamento scriva cose diverse dalla norma attuale. Ma per fare questo – ha ribadito – c’è una sensibilità rispetto al sistema che deve cambiare“. Anche la presidente della commissione Igiene e sanità del Senato, Emilia Grazia De Biasi, ha sostenuto la necessità di “un disegno di legge che sancisca cosa è la responsabilità medica. Al Senato e alla Camera ci sono molti disegni di legge. Bisogna, dunque – ha ribadito – che la Camera concordi un testo base, anche con il Senato, così che dopo l’approvazione alla Camera, arrivando da noi il lavoro sarà già stato fatto. Sulle professioni sanitarie – ha ricordato De Biasi – in Senato, stiamo lavorando per finire entro il mese di luglio o, al più tardi, entro i primi di settembre la discussione del testo in commissione, così da poter andare in aula. La responsabilità medica è una delle grandi priorità di questa legislatura. Sarebbe davvero triste – ha concluso – privare i medici, gli operatori sanitari e i cittadini della indispensabile sicurezza in questo campo“.

Fonte: Milano Finanza (Articolo originale)

Related posts

Top