Sanità integrativa, la ricetta RBM Salute per la sostenibilità del SSN

Marco Vecchietti Imc

Marco Vecchietti Imc

Benchmark europeo e nazionale per l’accesso alle prestazioni, multicanalità e alleanza pubblico / privato. Marco Vecchietti, consigliere delegato di RBM Salute: “In Italia, nel 2015, ogni nucleo familiare ha speso per cure sanitarie private circa 1.255 Euro, i pazienti non conoscono il corretto tempo medio di attesa per ottenere una prestazione dal S.S.N.*”

Dopo la recente circolare emanata dal Ministero della Salute, restano invariate le 203 prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale erogabili nell’ambito del Servizio Sanitario Nazionale che, come stabilito dallo stesso Decreto, “rischiano di dover essere pagate integralmente dai pazienti”. Il tutto “mentre le liste di attesa del S.S.N. per i ricoveri programmati e per le prestazioni di alta diagnostica registrati nelle principali città italiane continuano a crescere”.

Per RBM Salute si tratta di “un panorama preoccupante che induce gli addetti ai lavori ad una riflessione generale sulla sostenibilità del S.S.N. e i livelli di assistenza per i cittadini” e che apre un’importante prospettiva per lo sviluppo della sanità integrativa.

“Il vero problema è che l’offerta del mercato assicurativo fino ad oggi, in realtà, non ha risposto al bisogno di intermediazione della spesa privata dei cittadini prevalentemente concentrata nell’area extra ospedaliera ed odontoiatrica e, quindi, proprio nel medesimo ambito assistenziale nel quale si trovano le 203 prestazioni – sottolinea Marco Vecchietti (nella foto), consigliere delegato di RBM Salute – prese di mira dal Decreto Appropriatezza”.

“Non è solo un problema di innovazione dell’offerta assicurativa, c’è anche un problema di informazione dei cittadini – prosegue Vecchietti –. Nel Regno Unito, in Francia così come in diversi altri Paesi Europei i cittadini sono ben informati sui livelli effettivi di copertura del pilastro pubblico e possono, pertanto, identificare le Polizze Sanitarie più idonee a colmare il loro gap assistenziale. In Italia purtroppo il benchmark europeo e nazionale non è noto al cittadino e, quindi, nella maggior parte dei casi fino al momento effettivo del bisogno non è facile prendere coscienza di quale potrebbe essere lo strumento ideale con il quale integrare le coperture offerte dal S.S.N.”.

Secondo RBM Salute, in quest’ottica servirebbe “un’alleanza forte” tra il settore assicurativo e le istituzioni finalizzata “a sviluppare le soluzioni più idonea a favorire l’intermediazione della spesa sanitaria privata out of pocket da parte delle compagnie assicurative riducendo i costi per le cure private che oggi gravano le famiglie italiane”.

“Per cercare di colmare questo gap”, la prima compagnia assicurativa nel ramo salute ha ideato “una linea di polizze sanitarie Individuali di facile accessibilità” (quindi senza questionario medico) incentrata sulla protezione dei cittadini “contro la lunghezza delle liste d’attesa nel S.S.N.” e sull’accessibilità delle prestazioni extraospedaliere.

“Siamo l’unica Compagnia a garantire all’assicurato il risarcimento pieno delle sue spese sanitarie presso le nostre strutture sanitarie convenzionate diffuse in tutta Italia – spiega il consigliere delegato di RBM Salute– qualora la lista d’attesa del S.S.N. superi le 9 settimane di attesa. Lo scenario delineato dal decreto appropriatezza ci chiama ad un ruolo di ancora maggiore responsabilità sociale nei confronti dei cittadini offrendo con i nostri Piani Sanitari Individuali una soluzione alle maggiori difficoltà di fruizione in particolare delle prestazioni extra ospedaliere”.

Sul futuro della sanità integrativa e sul suo modello di sviluppo delle polizze sanitarie con l’avvento delle nuove tecnologie che permettono nuove diverse possibilità di contatto con il cliente, Vecchietti non ha dubbi e parla di multicanalità: “Se vogliamo arrivare in modo a tutti i cittadini, dando loro la possibilità di dotarsi di “una seconda gamba sanitaria”, attraverso i nostri Piani Sanitari Individuali credo sia fondamentale puntare sulla multicanalità; questo non vuol dire che le piattaforme web di preventivazione della propria Polizza Sanitaria debbano sostituire gli intermediari ma che gli intermediari dovranno modificare il loro approccio nei confronti della clientela”.

“Saranno sempre di più i cittadini che utilizzeranno il web per costruire un Piano Sanitario su misura per le proprie esigenze, ma, al contempo, acquisirà sempre maggior rilievo la dimensione consulenziale del lavoro dell’intermediario anche perché, non dobbiamo dimenticarlo, una Polizza Sanitaria Individuale è in primo luogo un servizio al proprio cliente – conclude il consigliere delegato di RBM Salute –. In un ambito come quello sanitario in cui la fiducia è la leva fondamentale del rapporto con il cliente della vendita il rapporto umano rimane fondamentale. In altre parole la tecnologia servirà sempre più per fare engagement, ma il ruolo dell’intermediario sarà sempre più centrale”.

Intermedia Channel


* Fonte: Ricerca Censis-RBM Salute 2015

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