Scatola nera, come risparmiare

Scatola Nera (3) Imc

Scatola Nera (3) Imc

(Autore: Alessandro Palmesino – Il Secolo XIX)

Molte compagnie hanno adottato il sistema: la legge, una volta approvata, parla di sconti minimi del 7%. Ma già oggi sono più elevati

Black box, la scatola nera. Anche quella per le auto, di fatto, rappresenta già una realtà. Se nel faticoso iter di rinnovo del sistema dell’Rc auto che il Parlamento sta affrontando è, al momento, previsto uno specifico punto in merito (secondo il quale le compagnie saranno costrette ad applicare uno sconto di almeno il 7% sui premi in caso di installazione), la maggior parte delle assicurazioni si è già mossa autonomamente.

Ma che cos’è la black box? E come funziona? Si tratta di un dispositivo analogo a quello esistente ormai da molti anni sugli aerei: è fondamentalmente un registratore/trasmettitore che raccoglie i dati elettronici forniti dall’auto tramite la porta Obd (On-board diagnostics, ossia diagnostica di bordo), diffusa su tutti i modelli ormai da più di vent’anni. È l’auto stessa a produrre i dati relativi a velocità, chilometraggio, giri del motore e anche accelerazione: questi numeri, tramite la scatola nera, vengono immagazzinati e inviati con un sistema gps a una centrale che li accoglie e li analizza in tempo reale.

Risultato: l’assicurazione sa dove siamo e come guidiamo. E da questo si sincera della guida corretta dell’assicurato, potendo così applicare sconti a chi si comporta bene. Fondamentale, poi, è il ruolo della scatola nera in caso di incidente: registra tutto prima e dopo l’urto, consentendo di capire l’accaduto. Infine, fatto non da poco, la black box funziona anche come antifurto satellitare, dato che segnala in automatico la posizione dell’auto.

Le proposte di mercato

Tutte le principali compagnie ormai offrono l’apparato in cambio di sconti, anche consistenti, rispetto a una Rc standard. E anche se qualcuno ha già tirato fuori la questione della privacy, perché non a tutti può piacere di essere perennemente sotto l’occhio del grande fratello assicurativo, è chiaro che le società mirano anche a un secondo obiettivo: l’installazione delle black box deve essere fatta in una carrozzeria convenzionata (gli apparecchi non possono essere toccati dai proprietari delle auto, ovviamente) ed è questo un altro elemento a cui le assicurazioni tengono molto, per evitare le frodi. Trovando invece la fiera opposizione delle carrozzerie indipendenti che gridano alla concorrenza sleale e alla monopolizzazione del mercato dell’autoriparazione.

Anche perché nel disegno di legge è presente, al momento, la possibilità di ottenere ulteriori sconti se si accetta di far riparare l’auto nelle officine convenzionate.

Comunque sia, gli sconti ci sono: e molte sono poi le offerte collegate all’installazione della scatola nera che vanno oltre l’Rc auto (evidente il vantaggio nel sottoscrivere anche una polizza furto, visto che l’apparecchio funge in più come antifurto satellitare). Va da sé che i prezzi finali delle polizze possono variare molto, anche solo che a seconda di dove si abita (le grandi città sono più “care” dei piccoli centri, il Sud costa più del Nord, eccetera).

La diffusione delle black box è ancora ridotta (anche perché non è sempre facile trovare un installatore convenzionato vicino a dove si abita: Zurich Connect, per esempio, per il momento offre la scatola nera solo in Sud): uno degli elementi da tenere in considerazione, poi, è che molte compagnie mirano a premiare gli automobilisti che percorrono pochi chilometri (e non tutti possono o vogliono farlo). In generale, le soglie di premio si attestano sotto i 15mila km l’anno e in alcuni casi il premio da pagare è proporzionale proprio al chilometraggio effettuato.

Rc auto con scatola nera (Il Secolo XIX 23.04.2015) Imc

Le prospettive

Se comunque il “Ddl concorrenza” non cambierà strada in maniera imprevista, è probabile che questo strumento – fin tanto che gli sconti saranno mantenuti – si diffonderà piuttosto rapidamente sulle strade italiane. Fatta salva la resistenza “culturale” di chi non vuole essere “spiato” dall’occhio elettronico della compagnia. E forse si diffonderà un’altra novità tecnologica legata alla polizza auto (e agli sconti): l’etilometro a bordo, che impedisce l’avvio della macchina se si è alzato troppo il gomito. Una realtà che in alcuni Paesi europei sta prendendo piede (in Olanda, ad esempio, è obbligatorio sulle auto di chi ha avuto incidenti legati all’ebbrezza al volante). E anche qui, ci sono molte compagnie che concedono già oggi uno sconto a quanti, di fatto, si impegnano a non bere e poi mettersi al volante.

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