Sconti Rc auto, il Mezzogiorno lancia la sfida

Auto - Traffico (5) Imc

Auto - Traffico (5) Imc

(di Marco Esposito – Il Mattino)

Impegno: «Renzi deve riconnettersi con il Sud». Al Senato arriva l’emendamento salva-bonus

Il Sud non ci sta a vedersi scippare gli sconti sulla Rc auto all’ultima curva del percorso parlamentare. E così ieri è partita la controffensiva. Il senatore campano Lucio Romano (ginecologo di Aversa eletto nel 2013 con Mario Monti e ora centrista di Democrazia solidale) ha presentato un subemendamento che – se approvato – farebbe tornare in vita la «Tariffa Italia», cioè la fine della discriminazione per gli automobilisti meridionali, purché non abbiano provocato sinistri per quattro anni e montino la scatola nera. I Cinque-stelle con il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio e il senatore Sergio Puglia annunciano che continueranno a portare avanti la battaglia per una Rc auto equa «con il coltello tra i denti», anche se polemizzano con il deputato del Pd Leonardo Impegno perché non avrebbe dato peso ai loro allarmi. Impegno, dal suo canto, in una conferenza stampa nella sede campana del Partito democratico con la segretaria regionale Assunta Tartaglione lancia un messaggio soprattutto al Pd e al premier Matteo Renzi. «Il mio partito faccia una riflessione seria – scandisce – e anche il governo dica una parola chiara. Renzi sta provando a cambiare il Paese ma se vuole riconnettersi con il Sud porti avanti questa battaglia di civiltà e di equità per il Mezzogiorno».

Ad affondare la Tariffa Italia è stato un senatore pugliese del Partito democratico, Salvatore Tomaselli, il quale ha tradito in primo luogo se stesso, visto che è primo firmatario della proposta di legge per la tariffa unica nazionale. Ma a Impegno, che gli chiedeva la ragione del suo gesto, ha risposto soltanto: «Un conto è la propaganda…».

«Il testo dell’emendamento Tomaselli – racconta Impegno – mi ricorda molto una proposta arrivata alla Camera dalle compagnie d’assicurazione, che legittimamente fanno il loro interesse. Noi l’abbiamo letta con attenzione e valutata, ma poi abbiamo lavorato con la nostra testa arrivando a una mediazione che alla fine è stata votata da una larga maggioranza. I senatori ci hanno voltato le spalle. E non mi riferisco ai campani, apartire da Enzo Cuomo che invece la battaglia l’ha fatta».

Con la «Tariffa Italia» a Napoli si andrebbe a pagare, in sostanza, la stessa tariffa di Milano, a parità di classe di merito e di altre condizioni soggettive, come l’età. Oggi la situazione è davvero paradossale. A Milano la classe media di Bonus-Malus è di 2,6 (la peggiore d’Italia) contro l’1,6 di Napoli (migliore d’Italia). Anche l’indice di sinistrosità a Milano risulta più alto, sia verificando i dati degli attestati di rischio, sia considerando la banca dati sinistri. La fonte delle comparazioni è ufficiale: l’istituto di vigilanza Ivass.

L’Ania – l’associazione delle compagnie assicuratrici – fa notare che alle banche dati sfuggono alcune tipologie di sinistri, come quelle con colpa ripartita esattamente al 50%, sovente associate a frodi. Tuttavia le frodi vanno contrastate – anche con più efficaci strumenti normativi, in particolare per proibire le denunce tardive – e non ripartite su base territoriale come se un napoletano onesto fosse meno onesto di un milanese altrettanto corretto.

Fatto sta che i dati ufficiali dimostrano che Napoli al volante è più virtuosa di Milano, mentre i prezzi penalizzano nettamente la città campana: un automobilista napoletano in prima classe paga in media 693 euro contro i 529 euro di un milanese con classe di Bonus-Malus compresa tra 4 e 10, quando il prezzo giusto sarebbe di soli 377 euro. La metà.

Related posts

Top