Se la polizza è ibrida

Unit Linked

Unit Linked

(di Carlo Giuro – Milano Finanza)

I tassi a zero spingono le multiramo che combinano unit linked e gestioni separate. Attenzione a costi e garanzie

Di fronte a uno scenario prolungato di bassi tassi di interesse, i risparmiatori sono alla ricerca di nuove opportunità di investimento utilizzando strumenti che si sostituiscano a quelli cui tradizionalmente erano abituati. Anche il mercato assicurativo si è attrezzato per cercare di appagare il desiderio degli investitori di recuperare il rendimento perduto. Come recentemente sottolineato dalla Banca d’Italia, in un suo recente Rapporto sulla stabilità finanziaria, il nuovo scenario, sia finanziario che regolamentare (si ricorda a questo proposito l’introduzione dal primo gennaio scorso anche nell’ordinamento italiano della direttiva Solvency II) sta spingendo le compagnie di assicurazione sulla vita ad aumentare l’offerta di prodotti cosiddetti multiramo (nel 2015 la raccolta premi di tale tipologia ha superato i 30 miliardi di euro, pari a circa un quarto della produzione vita complessiva). Si tratta di polizze ibride perché caratterizzate dalla combinazione di prodotti tradizionali (polizze rivalutabili legate alle gestioni separate con una composizione prevalentemente obbligazionaria, le cosiddette polizze di ramo I) con prodotti che hanno una rilevante componente finanziaria (unit linked, ovvero le polizze di ramo III che hanno come sottostanti fondi o sicav).

Numerosi sono gli strumenti sul mercato. Solo per fare alcuni nomi: Giusto Mix di Intesa Sanpaolo Vita, Axa Mps Double Engine di Axa Mps, Valore Futuro di Generali, Allianz Hybrid di Allianz, UnipolSai Investimento GestiMix di UnipolSai. Le multiramo sono anche il cavallo di battaglia di diverse reti di consulenti finanziari come Banca Generali, Finecobank e Azimut che offrono queste polizze per abbinare la sicurezza di una gestione separata assicurativa (che ha il capitale garantito) alla dinamicità dell’approccio diversificato ai mercati tramite i fondi o le sicav. Sono proprio le peculiarietà di queste polizze ibride: la quota investita in polizze di ramo I garantisce la protezione del capitale degli assicurati e, in alcuni casi, un rendimento minimo positivo perché investe prevalentemente in obbligazioni. Mentre la parte destinata alle polizze unit linked è esposta al rischio dell’investimento perché il sottostante è rappresentato appunto da prodotti di risparmio gestito (fondi e sicav) che possono avere un maggior contenuto azionario.

Va inoltre detto che la ripartizione iniziale dei premi tra ramo I e ramo III può essere modificata nel corso della vita del contratto, a scelta del contraente o della compagnia. Alcune compagnie offrono poi la possibilità di aderire a profili di investimento che prevedono diversi mix predefiniti, anche in funzione dell’orizzonte temporale di investimento. In ogni caso obiettivo comune alle multiramo è far ottenere agli investitori rendimenti attesi più elevati rispetto ai prodotti tradizionali. Nel contempo questi prodotti consentono alle compagnie di ridurre i requisiti patrimoniali a fronte dei rischi derivanti dalla minore capacità di adempiere gli obblighi connessi con le garanzie offerte dai prodotti tradizionali. Un’esigenza sempre più pressante dopo l’entrata in vigore della normativa Solvency II.

Dal punto di vista del risparmiatore non vanno poi dimenticati i vantaggi legali tipici delle polizze vita (impignorabilità e insequestrabilità nei limiti di legge), successori (possibilità di preordinare il lascito attraverso un calibrato utilizzo delle figure contrattuali e soprattutto l’esenzione dall’imposta di successione) e fiscali. A tal proposito va ricordato come il principio di tassazione sia quello per cassa con il differimento dell’imposizione al momento del riscatto o decesso, con un sensibile beneficio finanziario. L’aliquota applicata è il 26% con una agevolazione però soltanto sulla quota investita in titoli di Stato per preservarne la tassazione al 12,5%.

Inoltre è prevista l’esenzione dall’imposta di bollo ma limitatamente alla parte di capitale inserita nella componente rivalutabile (ramo I). A fronte di questi vantaggi deve essere in ogni modo ben chiaro che l’aspettativa di rendimento si abbina a un corrispondente livello di rischiosità. Essendo forte il retaggio culturale del connubio tra assicurazioni vita e garanzia di conservazione del capitale (e rendimento minimo garantito) tipico delle polizze rivalutabili, il risparmiatore deve aver presente che nelle multiramo la funzione di protezione risiede solo nella componente tradizionale, ma non in quella delle unit linked.

Quali sono allora gli aspetti cui prestare attenzione? Di particolare utilità in questa prospettiva sono i sei consigli forniti in maniera congiunta lo scorso febbraio dall’Ivass, l’Autorità di Vigilanza delle assicurazioni presieduta da Salvatore Rossi, e dalle associazioni dei consumatori. In primo luogo occorre investire informati prestando attenzione all’informativa precontrattuale. Va poi considerato in maniera ponderata il livello di rischio che si è disposti ad assumere. Le somme investite nella componente finanziaria (unit linked), sottolinea l’Ivass, infatti come accennato, non sono garantite. Attenzione poi alle parole: nel fascicolo informativo vengono a volte usati termini come capitale protetto, protezione fino al 90%, che sembrano indicare che l’impresa si impegna a restituire tutto o parte del capitale investito. In realtà questi termini non equivalgono a una garanzia effettiva, ma esprimono solo un obiettivo della gestione finanziaria.

Non bisogna poi delegare la compilazione del questionario di profilatura. Attenzione allora alle risposte fornite che portano alla classificazione della sua propensione al rischio, in maniera simile al questionario Mifid. Non va dimenticato il profilo economico con un’ analisi dei costi medi percentuali annui della polizza che possono impattare sulla redditività dell’investimento. Last but not least, va verificato se sono previsti meccanismi di riallocazione del capitale tra le diverse componenti (garantita e non) nel corso della durata del contratto, effettuati automaticamente dalla compagnia. In tal caso, conclude il suggerimento dell’Ivass, è opportuno farsi spiegare dall’intermediario in cosa consistono, quanto costano e quando si attivano.

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