Sentenza Cassazione e polizze Vita ramo III, ANIA: La natura assicurativa delle polizze non è in discussione

Corte Cassazione (3) Imc

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Nota dell’associazione delle imprese assicurative a margine della sentenza della Corte di Cassazione 10333/2018 (Sezione Terza civile) che rischia di creare non pochi grattacapi al settore: “La sentenza si riferisce ad un caso specifico – dicono dall’ANIA – in cui sono stati commessi errori nella vendita del prodotto”

La sentenza della Corte di Cassazione 10333/2018 (Terza civile) che stabilisce come una polizza Vita non possa essere considerata tale se sostanzialmente scarica il rischio performance sull’assicurato, rischia di creare non pochi grattacapi al settore assicurativo, soprattutto perché potrebbe intervenire in modo critico sulla natura delle polizze Vita di ramo III (come le unit linked). Per la Suprema Corte, infatti, che entra nel merito di un rapporto che coinvolge una società fiduciaria quale soggetto intermediario, si può parlare di polizza Vita solo nel caso in cui il rischio legato all’evento che abbia come oggetto l’esistenza dell’assicurato sia a completo appannaggio dell’assicuratore. Altrimenti si tratta di un contratto di investimento che, per sua stessa natura, opera all’interno di regimi fiscali e successori diversi da quelli di una polizza.

Del caso si è occupata anche ANIA, l’Associazione delle imprese assicurative, secondo la quale la sentenza della Cassazione “non prende posizione sulla qualificazione dei contratti assicurativi sulla Vita” ma si riferisce ad un caso specifico, caratterizzato, come anticipato, dal ruolo assunto da una società fiduciaria. Il caso oggetto del giudizio riguarda, in particolare, errori di trasparenza e di comportamento relativi a un singolo prodotto, commercializzato nel 2006.

L’associazione evidenzia come nella pronuncia della Suprema Corte non si rilevino conclusioni “che mettano in dubbio la connotazione di prodotto assicurativo con riferimento alle polizze con contenuto finanziario, che peraltro già allora risultavano soggette a precisi obblighi di trasparenza e regole di condotta”.

“Da sempre, del resto, le normative italiana ed europea – conclude la nota ANIA – identificano come prodotti assicurativi sulla vita polizze con caratteristiche specifiche, indipendentemente dalla garanzia di restituzione del capitale. Le polizze sulla vita sono contraddistinte da garanzie di tipo finanziario e demografico, cioè legate alla vita dell’assicurato (esempio: caso morte e conversione in rendita). Pertanto nessun dubbio può essere espresso sulla natura assicurativa di questi prodotti”.

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