Settore assicurativo, quale correlazione tra personalità e scelte d’acquisto?

Contratti - Firma - Assicurazione Imc

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Quanto si spende annualmente per le polizze assicurative? Quali sono le polizze più acquistate? Chi sono i soggetti più e meno propensi a tutelarsi dai vari rischi? Un’indagine, condotta dal broker assicurativo Mansutti e dal Dipartimento di Psicologia dell’Università La Sapienza, mette in luce le correlazioni tra personalità, abitudini degli individui e le scelte d’acquisto dei prodotti assicurativi

Mansutti, storica realtà del brokeraggio assicurativo italiano, ha condotto un’indagine per delineare le tendenze più significative nelle propensioni e nelle abitudini di acquisto rispetto ai prodotti assicurativi da parte di un campione rappresentativo di 304 soggetti acquirenti, o possibili acquirenti, di polizze assicurative. La ricerca è stata condotta in collaborazione con il Dipartimento di Psicologia dell’Università La Sapienza di Roma – si legge in una nota – “ed è la prima che, in ambito assicurativo, cerca di trovare e studiare le correlazioni di personalità per individuare quali siano le esigenze che caratterizzano l’utente finale, determinandone le scelte d’acquisto”. Tra le variabili prese in considerazione vi sono le caratteristiche socio-demografiche, i profili individuali, gli atteggiamenti e i tratti di personalità, le propensioni e le abitudini di acquisto e di gestione del denaro.

Le correlazioni più significative: alcuni dati dell’indagine

Secondo quanto è emerso dal’indagine, la sicurezza e la protezione del proprio tenore di vita e di quello dei propri familiari è la ragione principale che determina l’acquisto di una polizza assicurativa: per la maggiore, chi ha provveduto ad acquistare una polizza negli ultimi tre anni vive infatti in un nucleo familiare con figli. Se invece si prendono in considerazione i soggetti che non hanno stipulato polizze nello stesso periodo, le ragioni che ne hanno influenzato il mancato acquisto sono da ricondurre alla minore disponibilità economica, che implica una percezione di costo elevato delle polizze (in riferimento soprattutto alle assicurazioni sulla vita). Sui motivi di una mancata stipula del contratto di assicurazione, i risultati della ricerca evidenziano tuttavia anche la mancanza di informazioni sui prodotti e la percezione della polizza come poco prioritaria rispetto all’acquisto di altri beni.

Di fatto, il 74% di chi vive con partner e figli ha stipulato una polizza; la percentuale si abbassa al 57% e al 42% rispettivamente per chi vive con il partner e per chi vive da solo. Il 66% degli acquirenti è rappresentato da imprenditori, liberi professionisti, dirigenti o funzionari, mentre il 34% è rappresentato da impiegati o operai.

La propensione a investire per il futuro ha la meglio rispetto alla scelta di investire pensando al breve periodo. Il 69% tra chi predilige di investire per essere più sicuro e sereno in futuro ha infatti acquistato una polizza. Quella più acquistata è la polizza auto (non RCA) a cui seguono quella per tutelarsi dai danni all’abitazione e dai danni a terzi, la polizza per i rimborsi delle spese mediche e la polizza vita. Si aggiungono, infine, le polizze per l’assistenza e quelle per animali domestici. Dall’indagine emerge che per l’acquisto di polizze assicurative il 44,4% degli intervistati ha sostenuto una spesa compresa tra i 1.000 e i 5.000 Euro annuali, il 26,7% un range compreso tra i 500 e i 1.000 Euro all’anno, il 17,8% fino a 500 Euro, il 10% da 5.000 a 10.000 Euro e l’1% oltre i 10.000 Euro.

Per effettuare un’analisi più accurata sulla propensione personale ad assicurarsi, Mansutti e il Dipartimento di Psicologia dell’ateneo romano hanno ritenuto opportuno indagare anche sulla capacità di risparmio mensile: circa il 60% dei rispondenti all’indagine riesce a risparmiare una parte del reddito mensile; il 29% non risparmia nulla; il 10% non mette da parte nulla e deve consumare parte del patrimonio; infine, c’è un’1% che spende più di quanto guadagna e si trova nelle condizioni di dover contrarre dei debiti.

Un’associazione significativa è inoltre quella legata al rapporto tra il fatto di avere subito un sinistro e l’acquisto della polizza: il 71% dei soggetti che ha avuto un sinistro negli ultimi cinque anni ha acquistato una polizza negli ultimi tre anni; percentuale che scende al 57,5% per quelle persone che invece non hanno vissuto incidenti.

Sugli atteggiamenti individuali e sui tratti di personalità, i curatori dell’indagine segnalano che quelli più rilevanti sono connessi da un lato all’intraprendenza e alla propensione al rischio economico e dall’altro ad una generale “agenticità”, ovvero alla percezione di essere in grado di influenzare la realtà con le proprie azioni. Se la propensione al rischio economico caratterizza sia i maschi che le femmine, l’agenticità caratterizza solo i maschi.

“Si tratta di uno studio unico nel suo genere per tipologia di dati elaborati e importanza di risultati emersi – ha spiegato Paolo Speranza, Head of Innovation di Mansutti, che ha seguito il lavoro di ricerca a stretto contatto con il Dipartimento di Psicologia de La Sapienza –. L’ateneo romano, con il suo Dipartimento di Psicologia, vanta un’esperienza e competenza internazionale sul tema dell’analisi psicometrica e della psicologia della personalità, corredata da numerosi libri e pubblicazioni. La ricerca è orientata al miglioramento dell’usabilità personale e della percezione generale del comparto insurance, piuttosto che all’individuazione di un target finale. Tale miglioramento si concretizzerà nella costruzione di un ambiente universale on line di tipo confident, in grado di agevolare l’acquisto e la gestione delle protezioni assicurative”.

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