Sicurezza, conta la formazione

Lavoro - Sicurezza Imc

Lavoro - Sicurezza Imc

(di Daniele Cirioli – ItaliaOggi)

Una nota del ministero del Lavoro corregge l’operato degli uffici in caso di ispezioni. Niente sanzioni se gli organismi paritetici sono irregolari

Non è sanzionabile il datore di lavoro che abbia impartito ai dipendenti una formazione sulla sicurezza con l’ausilio di organismi paritetici irregolari (cioè carenti di requisiti di legge). Non è sanzionabile perché non lo prevede la normativa e perché non può dirsi, solo per questo, che la formazione non sia sufficiente e adeguata. Lo precisa il ministero del Lavoro nella nota prot. n. 9483/2015 disconoscendo l’operato di alcuni uffici che, invece, in sede di vigilanza, nelle predette ipotesi hanno applicato la sanzione dell’arresto da due a quattro mesi o l’ammenda da 1.315,20 a 5.699,20 euro.

Sicurezza e formazione. Il T.u. sicurezza (dlgs n. 81/2008) stabilisce, tra l’altro, l’obbligo in capo al datore di lavoro di assicurare «che ciascun lavoratore riceva una formazione sufficiente e adeguata in materia di salute e sicurezza…» (art. 37, comma 1). In particolare prevede che tale formazione debba avvenire durante l’orario di lavoro e senza oneri economici a carico dei lavoratori, «in collaborazione con gli organismi paritetici, ove presenti nel settore e nel territorio in cui si svolge l’attività del datore di lavoro». I criteri di correttezza. Pertanto, spiega il ministero, per adempiere correttamente all’obbligo formativo, il datore di lavoro «è tenuto» a chiedere la collaborazione degli organismi paritetici che siano in possesso di due contestuali condizioni:

  1. presenza nel settore di riferimento (per esempio: edilizia);
  2. presenza nel territorio in cui si svolge l’attività (per esempio: provincia di Caserta).

Peraltro, aggiunge il ministero, l’accordo stato regioni del 25 luglio 2012 (disciplina formazione) non impone «necessariamente» che la formazione debba essere impartita con gli organismi paritetici quanto, piuttosto, di mettere i medesimi a conoscenza della volontà di svolgere un’attività formativa.

Quali sono gli organismi paritetici. La richiesta di collaborazione, precisa inoltre il ministero, va formulata a organismi paritetici tali definiti dall’art. 2, comma 1, lett. e) del T.u. sicurezza: «organismi costituiti a iniziativa di una o più associazioni di datori e prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale…». In altre parole, occorre che si tratti di organismi che siano costituiti da parti, imprese e lavoratori, «entrambe» dotate di rappresentatività a livello nazionale; laddove manchi anche per una sola parte tale rappresentatività, non può essere riconosciuta la qualità di «organismo paritetico».

Le ispezioni. In sede di ispezione, spiega il ministero, alcuni uffici applicano ai datori di lavoro la sanzione prevista per il caso di violazione dell’art. 37, comma 1, del T.u. sicurezza, all’ipotesi di formazione impartita dal datore di lavoro con ausilio di organismi non paritetici, ritenendola dunque «non sufficiente e adeguata» (come richiesto appunto dall’art. 37, comma 1): arresto da due a quattro mesi o ammenda da 1.315,20 a 5.699,20 euro. Il ministero ritiene che tale comportamento non sia corretto perché, per l’eventuale mancata osservanza della collaborazione con gli organismi paritetici, il T.u. sicurezza non prevede una sanzione. Né, soltanto per tale mancanza, può dirsi che il datore di lavoro abbia impartito una formazione un tale accertamento, infatti, può derivare soltanto dal confronto con quanto stabilito dall’Accordo Stato Regioni del 21 dicembre 2011.

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