SINDACATO AGENTI UNICO ENTRO L’ANNO? SNA E UNAPASS CI CREDONO

Claudio Demozzi e Massimo Congiu IMC

Claudio Demozzi e Massimo Congiu continuano a lanciarsi messaggi d’amore: «Non ci sono posizioni tali da compromettere questo percorso», dice il primo. «E’ arrivato il momento di creare una nuova associazione sindacale di imprenditori», aggiunge il secondo. Ma qual è il sindacato ideale? Parlano Francesco Saporito (Aau), Pietro Melis (Agit) e Jean François Mossino (Ga Sai).

SIRACUSA – Sì a un terzo soggetto, nuovo, moderno, che unisca Sna, Unapass e gruppi aziendali agenti in una sola anima. Un soggetto da costituire entro la fine del 2012, per contare di più sul piano politico, sociale, nel rapporto con le compagnie e con l’associazione delle imprese. La volontà c’è. L’impegno anche.

Solo il tempo dirà se il dibattito interessante emerso nella tavola rotonda dal titolo L’intermediazione assicurativa: fra innovazione e conservazione, organizzata nell’ambito dell’assemblea generale dell’Associazione Agenti Unipol lo scorso 8 giugno a Siracusa (foto a sinistra), finirà nel dimenticatoio o sarà ricordato come un’importante tappa che ha portato alla tanto sospirata unificazione della categoria degli agenti.

Il parterre dei relatori presenti all’evento (Massimo Congiu, presidente Unapass, Claudio Demozzi, presidente Sna, Pietro Melis, presidente Agenti Groupama Italia,  Jean François Mossino, presidente gruppo agenti Sai e Francesco Saporito, presidente Associazione agenti Unipol) ha meritato un confronto aperto, franco, in particolare sulle questioni inerenti il futuro delle associazioni sindacali (ma si è parlato anche della figura dell’intermediario agente tra normative e concorrenza, Intermedia Channel ve ne darà ampio riscontro in un articolo a parte). Soltanto tre giorni prima, Demozzi e Congiu si erano lanciati messaggi d’amore nel corso di un altro seminario, a Milano. Chiara, quindi, l’intenzione di andare più a fondo, capire se effettivamente si è cominciato un percorso verso un’unica direzione. Ed effettivamente sembra essere così.

UN’UNICA ASSOCIAZIONE DI IMPRENDITORI – «Devo ammettere che esistevano dei reciproci pregiudizi piuttosto ingombranti», ha esordito Demozzi (nella foto a destra), «e invece, confrontandomi con Congiu su aspetti politici e linee di condotta che vorremmo mantenere nei sindacati, sono emersi molti punti di condivisione.  Da parte dello Sna c’è un’apertura assoluta a iniziare a muovere i primi passi per verificare se sia possibile intraprendere un percorso comune. In passato, ideologie e posizioni inconciliabili hanno portato a una inevitabile separazione; oggi credo che quel periodo storico sia trascorso e che i pregiudizi siano ormai stati superati e non si possano considerare attuali. Se il confronto reciproco sulle linee politico sindacali che intendiamo mettere in atto dovesse sostanzialmente trovarci sulle stesse posizioni, non avrei problemi a sviluppare un percorso di riavvicinamento e di consolidamento di un’unica rappresentanza sindacale. A oggi non sono emerse posizioni tali che possano compromettere questo percorso».

«Credo che le ragioni che anni fa divisero la categoria, tanto da convincere alcuni colleghi a costituire Unapass, siano venute un po’ meno», ha aggiunto Congiu (nella foto a sinistra). «Ormai il riconoscimento da parte dell’agente a essere qualcosa di diverso dalla mandante, la sua emancipazione, la sua indipendenza credo sia un valore acquisito da entrambe le associazioni sindacali. Questa fase di riavvicinamento è utile anche per capire che cosa proporre ai gruppi aziendali agenti, che troppo spesso applaudono mozioni conclusive che inneggiano all’unità per poi mostrare una certa disaffezione. Oggi esistono gruppi agenti dove l’elemento di riconoscimento del gruppo è la capacità di erogare servizi, che è ben altra cosa rispetto alla rappresentazione di interessi che vanno al di fuori della o delle proprie mandanti. In quella che mi piacerebbe definire la futura associazione sindacale di imprenditori dovremmo trovare una linea strategica comune che non può e non deve fare a meno della contrattazione, della cosiddetta controparte. E forse è stato questo il motivo della disaffezione di alcuni colleghi che hanno criticato l’attività a mio avviso comunque intesa di Sna e Unapass, alle quali è stata negata la possibilità di trattare l’accordo nazionale impresa agenti».

L’INIZIATIVA DEI 12 PRESIDENTI – Inevitabilmente il dibattito si sposta sul documento firmato da 12 presidenti di gruppo, che hanno sospeso la partecipazione alle riunioni dei comitati dei Gaa, con l’obiettivo di lavorare per un nuovo modello associativo. Un’iniziativa che non va sottovalutata. Ai 12 gruppi, infatti sono iscritti oltre 6.000 agenti (Gala 700 iscritti, Augusta 115, Gaai 480, Aviva 390, Crige 370, Cattolica 630, Generali 1.350, Italiana 300, Itas 260, Magap 570, Vittoria 440, Zurich 1.000). Considerato che al 31 dicembre 2011 lo Sna contava 7.300 iscritti, l’Unapass circa un migliaio di agenzie e che i due/terzi degli agenti non aderiscono a nessun sindacato, ne deriva che l’iniziativa dei 12 avrebbe i numeri per costruire qualcosa di significativo, dando per scontato che prima di firmare il documento i presidenti di gruppo ne abbiano discusso con giunta, consiglio direttivo e via dicendo, e che ci sia stato l’ok.

«È una iniziativa che non passa inosservata», ha detto Demozzi, «ma sottolineerei il fatto che cinque gruppi aziendali su 12 non aderiscono allo Sna, che su oltre 6.000 iscritti a queste 12 rappresentanze solo 500 circa sono nostri associati, e che non tutti sono a conoscenza di come stiano andando effettivamente le cose. È una scrematura che ritengo sia necessaria. Mi chiedo: gli iscritti a questi 12 gruppi sanno perché il presidente del loro gruppo aziendale ha preso questa decisione? Sono consapevoli di quale sia la conseguenza? E ancora: cosa vuol dire non partecipare al riunioni del comitato dello Sna? Non è previsto da nessuno statuto, non è una  sospensione dal sindacato…..Bisognerebbe chiedere a questi presidenti se veramente quello che hanno fatto rientra nelle funzioni di un gruppo aziendale agenti e se rientra nel mandato elettorale per cui sono stati eletti. Lamentano di non essere stati ascoltati, ma lo Sna li ha invitati al confronto, chiedendo quali fossero le loro proposte. A oggi non abbiamo mai ricevuto risposta e con questi presidenti non esistono diversità ideologiche o politico sindacali su alcun fronte».

«Se 12 presidenti di gruppo decidono di attuare una scelta così importante credo che vadano ascoltati. Come presidente di una associazione sindacale muovo a me stesso un’autocritica», ha affermato Congiu. «Unapass ha chiesto un incontro per capire se insieme si possono superare le criticità e se loro proposte possano contribuire a maggior ragione a costruire veramente un nuovo soggetto unico che rappresenti gli agenti. Credo che la categoria oggi abbia bisogno di rappresentare tutti e di parlare con tutti; la grande scommessa non è solo quella di creare un sindacato forte ma anche di contare di più. Per esempio l’obiettivo che dobbiamo porci è quello di far eleggere 4 agenti in Parlamento alle prossime elezioni politiche. Sarà molto più naturale, in questo modo, affrontare certe tematiche assicurative. Tornando all’iniziativa dei 12 presidenti, credo che questa presa di posizione possa portare a due ipotesi: sancire una rottura o cogliere da questo strappo una opportunità di recupero. Io lavorerò per questa seconda ipotesi». Per quanto riguarda i numeri, Congiu ha sottolineato che «contano più le idee. Non si può fare più un’associazione sindacale pensando di essere in tanti, il numero è importante ma non è quello che porta alla svolta, è la capacità di potere entrare in un sistema e fare sistema».

SAPORITO, MELIS E MOSSINO DALLA STESSA PARTE – C’è davvero bisogno di un terzo soggetto? Quale è il sindacato ideale? «Non ho dubbi nell’affermare che bisogna lavorare per la costituzione di un unico sindacato, non ho mai pensato a un terzo soggetto, l’ho dichiarato più volte, ho sempre pensato all’unità e alla unificazione delle due associazioni sindacali», ha detto Saporito (nella foto a destra). «Sarebbe un modo per ripensare il proprio modello organizzativo e di rappresentanza e per adeguarlo al passo con i tempi. Viviamo con modelli organizzativi che sono vecchi, e proprio questa disarticolazione del modello ha nei fatti portato un danno, perché non siamo riusciti a rinnovarlo. Io sono fortemente convinto che le due organizzazioni sindacali si debbano unire, mettendo in evidenza le cose che uniscono piuttosto che quelle che dividono, e che se le volontà dei due presidenti di Sna e Unapass troverà concretizzazione, anche il problema dei 12 presidenti rientrerà».

Melis (nella foto a sinistra), come aveva fatto due anni fa, non le ha mandate a dire: «Se non fate questa unificazione in tempi brevi (ha detto rivolgendosi a Demozzi e a Congiu, ndr), ci dovete dire le ragioni per cui non è possibile procedere. Io ho 65 anni da poco compiuti e ho intenzione di andare in pensione: me la volete dare questa soddisfazione? Evitiamo che gli agenti di assicurazione diventino i polli di Renzo. Do la mia disponibilità affinché possiate uscire da questa situazione come vincitori; sia chiaro non voglio apparire in nessun organigramma…..». Poi ha messo tutti in guardia: «Dobbiamo dare un significato al valore di unità delle due sigle sindacali, ma attenzione: se facessimo soltanto un’azione di pressing mirata alla riunificazione pensando che si possa diventare più forti, senza una condivisione politica e strategica, allora sbaglieremmo tutto. Avremmo fatto solo una operazione di maquillage che crollerebbe al primo dissenso interno»

«Mi metto anch’io a disposizione», ha detto Mossino (nella foto a destra), «ma dobbiamo muoverci. Abbiamo ancora la possibilità di discutere tra noi per decidere che cosa vogliamo proporre come Italia in ottica direttiva europea sull’intermediazione: c’è ancora un anno, un anno e mezzo per proporre emendamenti. Poi la legge Monti: il pacchetto liberalizzazioni crea parecchie difficoltà alle agenzie ed è necessario da parte nostra fare qualcosa. Dovremmo infine decidere che cosa devono diventare gli agenti di assicurazione. Se ognuno di noi continua a progettare nel proprio ambiente la propria soluzione separatista non andremo da nessuna parte. È apprezzabile tutto ciò che i presidenti hanno detto in questa tavola rotonda. Cercheremo di aiutarli. Nell’attesa, però, è fondamentale discutere su obiettivi comuni per la categoria».

Dall’inviato Fabio Sgroi – Direttore Intermedia Channel

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One Comment;

  1. Diogene said:

    … TUTTO DEVE CAMBIARE !!! ( perché nulla cambi )
    Si sono mobilitati in fretta tutti i “senatori” a salvaguardia
    dell’imprescindibile principio sindacale di … salvarsi una
    poltrona . Evviva !

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