Sinistri, alla Consulta il mancato risarcimento per i danni all’auto da sconosciuto

Sentenza - Giurisprudenza (2) Imc

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(di Francesco Machina Grifeo – Quotidiano del Diritto)

Il giudice di Pace di Avezzano (ordinanza 30 giugno 2017 n. 34) ha sollevato la questione di costituzionalità dell’articolo 283 Codice Assicurazioni nella parte in cui non prevede il risarcimento del danno in favore del proprietario del veicolo coinvolto in un sinistro stradale con un’auto pirata, qualora il conducente non abbia subito “danni gravi” alla persona.

Il proprietario del veicolo aveva chiesto ad UnipolSai, quale Fondo di Garanzia, una somma a titolo di risarcimento per i danni subiti dalla Fiat 500 guidata da una terza persona. L’assicurazione però ha dedotto l’inammissibilità della domanda in quanto, in separato giudizio, al conducente era stata riconosciuta la percentuale dell’1% di danno biologico permanente. Per cui secondo la legge «la proprietaria dell’auto oggetto del sinistro non avrebbe alcun diritto risarcitorio per i danni patrimoniali subiti, in quanto la conducente, non ha riportato “danni gravi”, così come richiesto dall’articolo 283 co. 2 Dlgs n. 209/2005». Fra l’altro, prosegue l’ordinanza, siccome la norma non ne ha fornito alcuna definizione, è stata la Corte di Cassazione (n. 24214/2015), a precisare che per “danni gravi” devono intendersi quelli relative alle macrolesioni, «cioè aventi una percentuale di danno biologico permanente eccedente il 9% di invalidità permanente ai sensi dell’art. 138 Dlgs».

Secondo il giudice tuttavia tale interpretazione «non convince, sia perché il danno patrimoniale non può essere vincolato al danno biologico, sia perché il danno patrimoniale al veicolo, come è noto, consiste in sostituzione di pezzi danneggiati, specie se inerenti alle parti meccaniche che attualmente sono costituite in gran parte da centraline elettroniche, il cui costo è ragguardevole». Nel caso affrontato dunque a fronte della presenza di microlesioni del conducente, «il proprietario del veicolo non potrà vedersi risarcito il danno patrimoniale subito che potrà avere una entità patrimoniale anche notevole» e ciò «a prescindere del danno biologico subito dal conducente».

In tal modo però, osserva l’ordinanza, si pongono i proprietari di un veicolo danneggiato da un’auto rimasta sconosciuta «su un piano di diseguaglianza fra loro, consentendo il riconoscimento risarcitorio patrimoniale esclusivamente al proprietario dell’auto che avrà la “fortuna” di avere il conducente del proprio veicolo gravemente lesionato». Così violando l’articolo 3 della Costituzione secondo cui «il compito della Repubblica è rimuovere, non già creare, ostacoli di ordine economico e sociale»; ed anche l’articolo 2 che sancisce il «valore assoluto della persona umana, frustrando uno dei diritti fondamentali dell’individuo». Non solo, si lede «gravemente» il diritto di difesa del proprietario del veicolo danneggiato il cui conducente abbia riportato solo lievi lesioni: «È indubbio infatti che il proprietario danneggiato da auto pirata, in caso di lesioni lievi al conducente del veicolo, deve desistere dal tutelare i propri diritti».

Per tutte queste ragioni il giudice di pace ha affermato che un caso simile dove il riconoscimento risarcitorio patrimoniale è vincolato esclusivamente alle lesioni riportate dal conducente del veicolo stesso, «caratterizza una diversità di trattamento dei proprietari di veicoli danneggiati e condotti da terze persone e determina una ipotesi non aderente al principio di ragionevolezza ed in particolare all’affidamento del cittadino nella certezza giuridica e nella coerenza del legislatore». Ed ha così sospeso il giudizio dichiarando rilevante e non manifestamente infondata la questione di legittimità dell’articolo 283 comma 2 del Dlgs n. 209/2005 (modificato con Dlgs n. 198/2007), per contrasto con gli articoli 2, 3 e 24 della Costituzione nella parte in cui prevede «in caso di danni gravi alla persona, il risarcimento è dovuto anche per i danni alle cose, il cui ammontare sia superiore all’importo di euro 500, per la parte eccedente tale ammontare».

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