Sinistro stradale, domanda all’Uci se l’incidente coinvolge un’auto estera

Auto - Incidente e rilievi Imc

Auto - Incidente e rilievi Imc

(di Filippo Martini – Quotidiano del Diritto)

Se il sinistro stradale avviene in Italia tra due veicoli immatricolati e assicurati nel nostro Paese, a regolare le procedure di richiesta dei danni sono gli articoli 148, 149 e 150 del Codice delle assicurazioni (decreto legislativo 209/2005), che prevedono le modalità di trattazione e di istruzione del danno e di liquidazione a favore della vittima, sia che questa si trovasse a bordo di uno dei veicoli coinvolti nel fatto, sia che si trattasse di un pedone. In questo caso, sia il danneggiato che la persona obbligata a risarcire il danno hanno residenza in Italia e le procedure di liquidazione sono agevolate dalla possibilità di contatto diretto.

Diversa è la questione quando uno dei due veicoli coinvolti sia stato immatricolato fuori dall’Italia, o quando l’incidente stradale sia avvenuto fuori dai confini nazionali. Che cosa avviene in questi casi? Chi è tenuto a risarcire il danno? Qual è il giudice competente a dirimere l’eventuale controversia e qual è la legge da applicare?

Si tratta di questioni non certo rare se si pensa all’ampia casistica legata alla circolazione internazionale dei veicoli e agli incidenti che si verificano in Italia e all’estero.

Ma andiamo con ordine.

Se il sinistro stradale è avvenuto sulla rete viaria italiana, tra un veicolo italiano e uno immatricolato all’estero, è possibile rivolgersi a un ente (istituito negli anni Settanta) che è ritenuto garante e responsabile per conto del veicolo straniero coinvolto e della sua impresa di assicurazione. Si tratta dell’Ufficio centrale italiano (Uci) che ha sede a Milano. L’Uci riceve le richieste danni di chi ha subito pregiudizio in Italia e gestisce il sinistro come un’impresa di assicurazione per conto delle persone alla guida dei veicoli esteri tenuti al risarcimento.

Questo sistema (ideato dalla normativa comunitaria negli anni Cinquanta) consente, ad esempio, a un cittadino italiano che abbia subito un sinistro nel nostro Paese provocato da un veicolo estero, di inoltrare la propria richiesta danni e poi interagire con un soggetto, l’Uci, che ha sede e uffici in Italia, agevolandolo così nella dialettica istruttoria e nella trattativa. L’Uci – in base alle norme Ue, trasferite negli articoli 125 e 126 del Codice delle assicurazioni – ha anche legittimazione processuale passiva nel caso occorra rivolgersi all’autorità giudiziaria e svolge un ruolo di rappresentanza dell’assicuratore straniero al quale potrà chiedere il rimborso di quanto pagato alla vittima in Italia. L’Uci ha legittimazione passiva e processuale quando il veicolo estero sia munito di un certificato internazionale di assicurazione (la «Carta verde») o quando sia stato immatricolato in uno dei Paesi comunitari elencati nel decreto ministeriale 86 del 2008.

È inoltre previsto un meccanismo di liquidazione agevolata dei danni per la vittima di sinistri stadali avvenuti all’estero. Gli articoli 151 e seguenti del Codice delle assicurazioni dispongono infatto che il danneggiato, una volta rientrato in Italia, potrà rivolgersi a un soggetto («mandatario») che rappresenta gli interessi della compagnia straniera del responsabile civile e col quale potrà quindi trattare il ristoro dei danni subiti.

Ma qual è la legge da applicare per dirimere i nodi dei sinistri internazionali? Ad esempio, se un incidente avvenuto in Spagna coinvolge un cittadino italiano, si applica la legge del luogo dell’evento o quella dell’infortunato?

La Corte di giustizia Ue, con la sentenza del 10 dicembre 2015, resa nella causa C-350/14, ha chiarito che nel caso di sinistro stradale avvenuto in un Paese Ue, si applica la legge del luogo dove è stato generato il danno, indipendentemente dalle conseguenze indirette dell’incidente. Così, il cittadino italiano vittima di un incidente in Spagna potrà chiedere il risarcimento del danno al giudice italiano che applicherà la legge spagnola.

Related posts

Top